In America c’è un posto dove il dibattito non è “auto elettrica sì, auto elettrica no”, ma “Tesla è un Costruttore di auto?”.
Quel posto è il North Dakota, dove Elon & Co. stanno provando ad aprire due concessionarie – pardon, non concessionarie – a Bismarck e Fargo. Peccato che la legge locale vieti ai Costruttori di possedere direttamente i propri dealer.
E allora Tesla che fa? Semplice: sostiene di non rientrare nella definizione di “vehicle manufacturer”. Perché la norma parla di chi assembla o importa veicoli e li vende a concessionari. Tesla, che i concessionari non li vuole, deduce di non essere il soggetto in questione. Logico, no?

Lo Stato, per bocca dell’Assistant Attorney General Michael Pitcher, non l’ha presa benissimo: “Così qualunque Costruttore potrebbe evitare la legge, semplicemente scegliendo di non avere franchise”. Intendeva: ragazzi, non scherziamo.
Nel frattempo, chi in North Dakota vuole una Tesla deve ancora attraversare il confine. E non è che la domanda locale sia proprio travolgente: meno del 2% delle nuove immatricolazioni è elettrico, e in tutto lo Stato ci sono 277 colonnine pubbliche. Cinque – cinque – sono Supercharger.

Insomma, Tesla continua la sua crociata contro il modello franchising, e il North Dakota continua a chiedersi se l’azienda che costruisce auto, robot umanoidi e lancia razzi nello spazio possa davvero sostenere di non essere un Costruttore di auto.
Anche questa, a suo modo, è innovazione.
Fonte: CarScoops




