I Comuni non possono utilizzare i filmati delle telecamere di sorveglianza installate sulle strade per ''finalità di sicurezza urbana al fine di accertare e contestare infrazioni al Codice della strada''. Lo ha stabilito il Garante della Privacy. Quindi, le telecamere di sicurezza non potranno essere usate per multare gli automobilisti.
Non si può fare, serve una legge ad hoc
La decisione arriva dopo un incidente stradale avvenuto nel Comune di Reggio Calabria. A quanto pare, il Comune aveva utilizzato un filmato di videosorveglianza per ricostruire la dinamica di un incidente stradale, accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti e contestare a un automobilista una violazione del Codice della Strada. Per il Garante della Privacy non si può fare, tanto che il Comune è stato pure ammonito. Perché non si possono utilizzare le telecamere di sorveglianza?
Nel provvedimento, il Garante della Privacy evidenzia come le ''telecamere che riprendono ad ampio raggio e su base continuativa la pubblica via siano soggette a uno specifico vincolo di finalità, vale a dire la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria''. Di conseguenza, ulteriori utilizzi, anche di natura amministrativa, possono essere perseguiti solo a condizione che sussista un’idonea base giuridica, che preveda e disciplini espressamente il trattamento. Insomma, serve una legge ad hoc.
Si possono utilizzare ma solo in caso di reati
Il Garante aggiunge comunque che i filmati di videosorveglianza possono essere comunque conservati e utilizzati nel caso, in un incidente stradale, siano state poste in essere condotte rilevanti sotto il profilo penale.
Nel caso del Comune di Reggio Calabria, il Garante ha ritenuto che l’utilizzo delle immagini per accertare la violazione del Codice della strada ''fosse incompatibile con la finalità per la quale erano state raccolte e fosse avvenuto in assenza di un’idonea base giuridica, in violazione dei principi di liceità, correttezza, trasparenza e limitazione della finalità. Illecito pure l'invio del filmato da parte del Comune alla Motorizzazione civile, ai fini dell’eventuale procedimento di revisione della patente dell’automobilista, perché non previsto dal Codice della strada o da altre disposizioni di settore.
[Immagine di copertina realizzata con AI]
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