Benvenuti nell'ultima puntata della soap opera giuridica preferita dagli automobilisti: Omologazione mia, quanto mi costi. Omologazione autovelox, ca va sans dire.
Protagonista, come da tradizione, la Corte di Cassazione. Che nel 2024 aveva detto una cosa, nel 2025 il Ministero ne aveva detta un'altra e adesso, con l'ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, siamo qui a chiederci se qualcuno abbia una bussola.
L'episodio
Il caso, riportato già da un sacco di testate, è quello di una signora di Pescara che nell'aprile 2021 si era vista recapitare due multe in pochi giorni per eccesso di velocità, rilevate da autovelox Velocar RedESpeed Evo.
Dispositivo approvato ma non omologato.

Il Giudice di Pace inizialmente le aveva dato ragione, annullando le sanzioni per mancanza di omologazione. Poi era arrivato il ribaltamento in appello. Ora, anche la Cassazione ha detto no al suo ricorso.
Aprile 2021 - Aprile 2026. Cinque anni di tribunali per due multe. L'efficienza del sistema, in tutto il suo splendore.
Cosa ha stabilito (davvero) la Corte
Qui sta il punto, e vale la pena leggerlo con calma, prima di buttare via eventuali ricorsi già pronti.
La Cassazione non ha affermato che la taratura sia sufficiente a rendere valida una multa di per sé. Ha rigettato il ricorso dell'automobilista perché, nel caso specifico, l'amministrazione aveva già dimostrato la regolarità dell'apparecchio.
In altre parole: il Comune di Pescara aveva i compiti fatti. L'ultima taratura dell'autovelox risultava effettuata il 21 dicembre 2020, circa quattro mesi prima delle infrazioni contestate. Tutto in regola, tutto documentato. Fine della storia (pescarese).
La Corte ha anzi preso le distanze dall'impostazione del Tribunale di Pescara, che aveva ritenuto sufficiente la sola approvazione ministeriale: approvazione e omologazione, ribadiscono gli ermellini, rimangono istituti distinti e non intercambiabili. Non esattamente il ''liberi tutti'' che qualcuno ha strombazzato.

Perché tanta confusione?
Perché il panorama giurisprudenziale degli ultimi anni assomiglia a un campo minato. Con l'ordinanza n. 10505 del 2024, la stessa Cassazione aveva stabilito che le multe rilevate con autovelox non omologati fossero nulle. Poi a novembre 2025 il Ministero dei Trasporti aveva sostenuto una posizione diversa, indicando come sufficiente l'approvazione degli apparecchi.
Nel mezzo, migliaia di ricorsi presentati da altrettanti automobilisti ottimisti. Ora la nuova ordinanza rimette in discussione la strategia, senza però chiudere definitivamente la questione.
Sullo sfondo, il MIT ha notificato alla Commissione Europea uno schema di decreto interministeriale per ridefinire i requisiti tecnici degli autovelox, fermo nel periodo obbligatorio di standstill di 90 giorni. Quando entrerà in vigore - ammesso che accada - potrebbe finalmente mettere ordine. Nel frattempo, la saga continua.

Cosa faccio se ho una multa in ballo?
Prima di esultare o disperarti, verifica due cose:
- se l'autovelox che ti ha ''beccato'' ha la taratura in regola;
- se il Comune è in grado di dimostrarlo in giudizio.
Nella stessa ordinanza si ribadisce che spetta all'Amministrazione la prova positiva dell'iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento. Il che significa che il semplice ''fidatevi di noi'' non basta. Se il Comune non ha i documenti, il ricorso può ancora valere.
Morale: in Italia, tra una sentenza e l'altra, un autovelox non omologato può essere valido, oppure no. Dipende da chi ha fatto i compiti, da che giorno è e, probabilmente, dall'umore generale. Soluzione: guida piano.



