Continua in Italia il caos autovelox di cui oramai si parla da quando una sentenza della Cassazione del 2024 aveva stabilito che non serve solo l’approvazione ma anche l’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità. Sentenza che come riportano le cronache degli ultimi mesi, ha portato ad una valanga di ricorsi. Adesso c'è una novità molto importante perché il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha congelato i decreti che autorizzavano i controlli di velocità. Tradotto in termini pratici, dal 3 marzo 2026 autovelox fissi spenti in tutta la provincia di Napoli. Si tratta complessivamente di 67 dispositivi di rilevamento della velocità già segnalati nel censimento degli autovelox voluto dal Ministro Salvini e quindi presenti sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il motivo di questa decisione?
A seguito di una ricognizione sui dispositivi fissi e mobili nell'area metropolitana effettuata in prefettura il 26 febbraio, il prefetto ha deciso di sospendere i provvedimenti che tra il 2018 e il 2023 avevano autorizzato l'installazione degli autovelox a Napoli e provincia. Il decreto del prefetto rimanda al regolamento interministeriale del 2024 in cui si stabilisce che i dispositivi già installati se non sono già conformi ai nuovi requisiti tenici devono essere adeguati entro un anno oppure spenti.
L'obiettivo di questa decisione che sta facendo molto discutere, sarebbe quello di verificare la conformità tecnica dei dispositivi come spiega Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia, al Corriere della Sera. L'auspicio è che sul questo punto venga adottata una linea uniforme da Bolzano ad Agrigento per dare chiarezza sia agli automobilisti e sia agli organi di polizia stradale.
Rischi ricorsi
Insomma, continua il caos autovelox in Italia e la decisione di Napoli potrebbe effettivamente ulteriormente complicare la situazione, soprattutto se la sua strada venisse seguita da altri prefetti italiani. Proprio per tale motivo, diverse associazioni dei consumatori hanno previsto nuove valanghe di ricorsi da parte degli automobilisti. Insomma, nonostante il Governo si sia mosso, anche se molto in ritardo, per sanare la situazione, il problema è ancora ben lontano da essere risolto. Ricordiamo che il Governo ha inviato a Bruxelles la bozza del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con cui si punta a sanare la situazione, andando a omologare direttamente alcuni modelli già approvati.
Fonte: Corriere della Sera




