Guardare il proprio cane dallo smartphone mentre l’auto è parcheggiata. Rivian ci sta lavorando per la R2 (il cui arrivo è previsto anche in Europa), con una funzione chiamata Pet Cam. Fin qui niente di nuovo rispetto a funzionalità simili di altri marchi. La parte più interessante, però, non è cosa farà, ma quando smetterà di farlo.
Come funzionerà la Pet Cam
La funzione utilizza la telecamera a colori nascosta nello specchietto retrovisore centrale, la stessa che controlla l’attenzione del conducente durante la guida. Fa parte della Pet Comfort Mode, che mantiene una temperatura gradevole nell’abitacolo quando a bordo c’è un animale. Con la modalità attiva, il proprietario può vedere l’interno dell’auto dall’app Rivian, in diretta, oppure ricevere un’immagine ogni minuto sulla schermata di blocco del telefono, se ha configurato il widget. Non è invece presente sulla gamma R1, perché sulle R1S e R1T la telecamera interna è a infrarossi, non adatta a trasmettere un video a colori.
Perché si spegne se c’è una persona
La Pet Cam non parte se il sistema rileva un essere umano a bordo. Il motivo lo ha spiegato Wassym Bensaid, responsabile software di Rivian, nel corso di un’intervista: «È davvero molto importante per noi proteggere da casi come la violenza domestica. Se non siete in buoni rapporti con il coniuge, non vogliamo darvi uno strumento per spiarlo. Per questo attiveremo la funzione solo quando c’è un animale».
Il ragionamento è che un’auto è spesso condivisa da una coppia e l’app è legata a un account. Una telecamera interna consultabile da remoto potrebbe trasformarsi in uno strumento di controllo. Il rischio non è teorico. Già nel gennaio 2024 la presidente della FCC, l’autorità americana per le comunicazioni, aveva chiesto ai costruttori come intendessero impedire che le funzioni remote delle auto fossero usate per pedinare i partner. Si parlava però soprattutto di localizzazione, non di telecamere interne. Ma c’è anche questo problema. E Rivian ci ha pensato inserendo questo accorgimento, apparentemente banale, ma che ha un senso in questa prospettiva.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



