Piani industriali

Peugeot e-T16, il concept presentato a Parigi può arrivare in produzione già il prossimo anno


Avatar di Daniele Di Geronimo,

57 minuti fa - Il CEO Alain Favey conferma che il progetto è fattibile.

Due motori e 816 CV sulla piattaforma STLA One, la stessa della nuova e-208. La coupé RCZ, invece, dovrà aspettare.
MotorBox, prima di tutti gli altri

Quando a Parigi Peugeot ha tolto il telo dalla e-T16, in pochi hanno pensato che quel concept potesse finire su strada. Parafanghi gonfiati come sulla 205 Turbo 16 del Gruppo B, due motori elettrici per 816 CV, cioè 600 kW, e trazione integrale sembrava più un esercizio di stile che un’auto da portare in produzione. L’amministratore delegato del marchio, Alain Favey, ha invece detto che si può fare, e che si potrebbe fare presto.

«Possiamo costruirla», ha spiegato. «L’auto si basa sulla STLA One e abbiamo molti elementi della nuova e-208. Possiamo farla così com’è, come la vedete qui. Possiamo farla l’anno prossimo. Vediamo». Nessuna decisione è stata presa, ma Favey cita la piattaforma su cui l’auto nascerebbe e tira in ballo il coinvolgimento di Peugeot Sport nello sviluppo. Secondo Favey i numeri dichiarati non sono stati messi lì per fare titoli: sono prestazioni realmente raggiungibili. La e-T16, va detto, è stata presentata come anticipazione della prossima e-208, di cui mostra proporzioni e firme luminose. La versione da record resterebbe un modello prodotto in poche unità, nello stesso spirito della Renault 5 Turbo 3E.

La RCZ dovrà aspettare le batterie

Diverso il discorso per l’altro concept mostrato a Parigi, la RCZ Vision. Qui il problema non è la volontà ma la fisica. Le proporzioni basse e filanti di una coupé non stanno insieme alle piattaforme elettriche che Peugeot ha oggi. Servirebbero batterie allo stato solido sottili e dense di energia, capaci di ricaricarsi in poco più del tempo di un pieno di benzina, e sul mercato non esistono. «Quella è una lista dei desideri», ha ammesso Favey. «È ciò di cui abbiamo bisogno, e anche se servissero cinque o sei anni, un giorno ci servirà».

La concorrenza cinese

Dalle parole di Favey esce anche una seconda decisione, che riguarda il fondo della gamma. Un’erede della 108 non ci sarà. Il marchio non ha nessuna intenzione di scendere di prezzo, ha spiegato, semmai di salire offrendo più valore e più design, lasciando ad altri quel territorio. Il riferimento è alla nuova 2CV di Citroën, citata come esempio di chi quel mestiere lo fa bene. L’obiettivo è passare da 1,1 a 1,5 milioni di vetture vendute ogni anno, con quella che Favey chiama crescita redditizia. Ed è qui che entrano in gioco le auto da sogno, perché servono a tirare il marchio verso l’alto più che a riempire i piazzali.

Un altro passaggio interessante delle parole di Favey riguarda la concorrenza cinese, che in Europa ha già eroso quote importanti ad alcuni dei costruttori più grandi. Favey non prova a minimizzare. La guerra dei prezzi, dice, è persa in partenza per mille ragioni, e lo sanno tutti. Peugeot può competere su altro, cioè design, tecnologia, innovazione e auto sportive, il terreno dove sostiene di giocare in casa. Da lì arriva un argomento piuttosto esplicito. Il marchio ha una storia alle spalle e deve ricordarlo alle persone, dice Favey, perché se si vuole che quell’eredità sia ancora viva fra vent’anni forse conviene tenerne conto quando si compra un’auto, chiedendosi quale marchio si sta scegliendo e se contribuisce all’economia e all’occupazione europee.

FONTE: Autocar

VEDI ANCHE



Tags

Resta aggiornato

MotorBox, prima di tutti gli altri

Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.

Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

Gli articoli di Daniele

Vedi anche