I quadricicli in Italia piacciono molto. Le microcar sono viste come il mezzo ideale per muoversi all'interno delle grandi città dove il traffico è perennemente congestionato e dove trovare spazio per parcheggiare è sempre più difficile. Se poi sono modelli elettrici, c'è la possibilità di accedere anche alla ZTL dove le auto endermiche non possono entrare. Il buono stato di salute di questo segmento è certificato da una recente analisi diffusa da Dataforce che mette anche in evidenza una decisa ripresa degli acquisti da parte dei clienti privati e un consolidamento delle immatricolazioni.
In particolare, nel primo trimestre del 2026 in Italia ci sono state 4.006 immatricolazioni, pari a una crescita del 4% su base annua. Ma per chi ancora non conosce bene questi veicoli, cosa sono le microcar e soprattutto, sono tutte uguali? Le possono guidare tutti? Ci sono delle precise regole da rispettare?
Microcar e quadricicli, cosa sono?
Tecnicamente, il regolamento europeo suddivide le microcar, anzi meglio dire i quadricicli, in due categorie ben precise: quadricicli leggeri (L6e) e quadricicli pesanti (L7e). Entriamo nei dettagli.
Partiamo dai quadricicli leggeri (L6e) equiparabili ai ciclomotori da 50 cc e per questo hanno una velocità limitata a 45 km/h. Possono essere elettrici ma in commercio esistono anche modelli endotermici e pensiamo ad esempio ai modelli Ligier Myli e Ligier JS50.
Ci sono poi i quadricicli pesanti (L7e) che godono di maggiore potenza e possono raggiungere velocità più elevate (max 90 km/h).
Chi può guidare i quadricicli?
L'accessibilità è un punto di forza di questi veicoli. I quadricicli leggeri, infatti, possono essere guidati dai 14 anni a patto di disporre della patente AM. Per i quadricicli pesanti, invece, l'età minima sale a 16 anni con patente B1. La possibilità di trasportare un passeggero è subordinata al compimento dei 16 anni da parte del conducente.
Mercato italiano
Entrando più nel dettaglio dell'andamento del mercato italiano nel primo trimestre del 2026, le immatricolazioni BEV si fermano a 2.157 unità, in calo del -32,8% su base annua, con una contrazione diffusa sia sui L6 (-35,0%) sia sui L7 (-22,8%). Il segmento elettrico perde così quote rilevanti, invertendo il trend di crescita degli ultimi anni. Al contrario, i modelli termici registrano una crescita estremamente sostenuta: 1.849 unità complessive (+187,6%). Il rimbalzo è particolarmente marcato nei quadricicli leggeri (L6 +280,1%), mentre i L7 crescono in misura più contenuta (+22,5%). Le immatricolazioni a privati raggiungono 1.546 unità (+173,1%), sostenute soprattutto dal comparto L6. Crescono anche le flotte (+185,9%) e, in maniera particolarmente significativa, il noleggio a lungo termine.
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