Controversie

L'ispettore mette BYD in "lista sporca", l'ispettore viene licenziato


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4 mesi fa - Silurato il segretario brasiliano che aveva inserito BYD in "dirty list"

Il segretario brasiliano all’ispezione del lavoro aveva osato inserire il colosso cinese tra chi viola i diritti dei lavoratori
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Succede in Brasile, dove la coerenza professionale, a quanto sembra, paga cara.

Ricordate il caso BYD, accusata di condizioni di lavoro simili alla schiavitù? Ebbene, riporta Reuters che il Segretario all’Ispezione del Lavoro Luiz Felipe Brandao de Mello è stato appena cacciato. Il suo crimine? Aver disobbedito a un ordine diretto del ministro del Lavoro Luiz Marinho: tenere BYD fuori dalla cosiddetta ''lista sporca'' dei datori di lavoro accusati di maltrattamento dei lavoratori.

(Facebook / BYD Global)(Facebook / BYD Global)

Proprio BYD, quella che nel 2024 si era vista sequestrare 163 operai cinesi impiegati – con tanto di alloggio e turni da terzo mondo, dicono - nella costruzione del suo stabilimento di punta a Bahia. Il ministro aveva ordinato di non inserire il marchio nell’elenco, senza una valida giustificazione tecnica. Mello ha detto no, ed è stato rimosso.

Il Governo Lula, che a ottobre inaugurava la fabbrica con tutti gli onori, nega interferenze. Dal canto loro, i sindacati degli ispettori parlano invece apertamente di ''escalation di interferenza politica''.

Lula all'inaugurazione dello stabilimento BYD di Bahia (Facebook / BYD Global)Lula all'inaugurazione dello stabilimento BYD di Bahia (Facebook / BYD Global)

Un tribunale, intanto, ha già concesso un’iniziale sospensione delle accuse BYD. Col rischio che passi un messaggio fort e chiaro: se sei un gigante cinese con ottimi rapporti col potere, puoi anche trattare i tuoi operai come bestie. Non finirai nell'elenco dei cattivi.

Fonte: Reuters

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Lorenzo Centenari
Lorenzo Centenari
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.

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