Autore:
Luca Cereda

IO GUIDO DA SOLA Somiglia un po’ a una Tata Nano, vuoi per la forma ovoidale della carrozzeria con le piccole ruote messe agli angoli, vuoi per la sua natura essenziale. Fin troppo essenziale, visto che non esiste automobile al mondo radicale quanto questa Google Car, capace di fare a meno del volante, del freno e pure dell’acceleratore. Benvenuti nell’era della guida autonoma.

CI VEDE LUNGO La Google Car non è, dunque, una banale Prius carica di ammennicoli tecnologici come eravamo abituati a considerarla fino a ieri. E’ un’auto sviluppata ex-novo, con forme e strutture funzionali alla sua natura ipertecnologica ma soprattutto alla sua vocazione di mezzo di trasporto autonomo, che ci condurrà da un punto A a un punto B senza farci muovere un dito, anzi, giusto quello, perché per azionare la Google Car e cominciare il viaggio occorre premere un apposito pulsante. Per il resto, ci pensano sofisticati sensori, software e radar a trovare la strada giusta e ad evitare gli incidenti, monitorando i punti ciechi, la segnaletica e gli incroci. Sulla prima auto che si guida da solo anche gli specchietti, esattamente come il pilota, sono diventati un optional.

RIVOLUZIONE CALIFORNIANA Quale sarà la sensazione? La risposta è certamente soggettiva, ma potete farvi un’idea guardando le facce dei beta-tester della Google Car (clicca sopra il player del video) per nulla stressati dall’esperienza: semmai eccitati, incuriositi, qualcuno stranito. A quanto pare nemmeno impauriti, anche perché la Google Car – ovviamente ancora un prototipo – va piano, limitata elettronicamente a 40 km/h di velocità massima. E in caso di impatto frontale può contare su un’architettura altamente deformabile, imbottita di schiuma di poliuretano nella parte anteriore e munita di un parabrezza flessibile. Google, per i suoi test, punta a mettere su strada 100 prototipi di Google Car entro l’estate. Il passo successivo sarà realizzare una mini-flotta per un progetto pilota in California.


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