Autore:
Massimo Grassi

CAMMINARE O NON CAMMINARE? La mia vita lavorativa si divide in 2: quando sono davanti a un computer e quando mi trovo a provare un’auto. Movimento: zero. Il mio smartband si è ormai rassegnato e sa che difficilmente, durante la settimana, potrà farmi i complimento per il raggiungimento dei 10.000 passi in un giorno. Se solo sapesse che ora, quando potrei camminare, uso il Doc Hoverboard di Nilox (299,95 euro), probabilmente mi si sgancerebbe dal polso e si allontanerebbe lanciandomi improperi. Ma cosa ci volete fare: se Archimede diceva “Datemi una leva e vi solleverò il mondo” io dico “Datemi almeno un paio di ruote e io mi ci lancerò sopra”.

COS’È? Avete presente il Segway? Quella specie di biga elettrica con due grosse ruote e un manubrio? Ecco, il Nilox Doc Hoverboard ne rappresenta l’evoluzione, in stile minimal. Si tratta sostanzialmente di una pedana alle cui estremità di trovano 2 ruote da 6,5” mossa da un motore elettrico che, aiutato da sensori e giroscopio, ci permette di rimanere in equilibrio. Equilibrio che si raggiunge dopo pochi minuti di prove e dondolamenti avanti e indietro. Un consiglio: i primi test effettuateli in spazi molto aperti e possibilmente su terreni non troppo duri. 

PRENDERCI LA MANO (O I PIEDI) Dondolato ho dondolato, ma almeno sono riuscito a non cadere mai (peccato invece non aver fatto dei video ad alcuni dei miei colleghi… avrebbero fatto record di visualizzazioni su Youtube e Facebook con i loro tentativi di rimanere in equilibrio). Girando avanti e indietro per il cortile della redazione sono diventato bravino. Devo avanzare? Sposto il peso in avanti. Retromarcia? Nessun problema: sposto il peso all’indietro. I sensori assecondano ogni mio movimento e nell’avanti e indietro tra redazione e portineria, nonostante i sampietrini, il Nilox Doc Hoverboard, si è mosso senza indugi.

OCCHIO AGLI OSTACOLI La scheda tecnica dice che posso viaggiare fino a un massimo di 10 km/h, una velocità doppia rispetto a una normale camminata. Non so quale velocità abbia toccato durante i miei test, ma il consiglio è quello di non correre troppo: la frenata infatti non è istantanea e anche se si è dotati di riflessi felini bisogna fare i conti con uno spazio d’arresto relativamente lungo.

LE DISCESE ARDITE… Per fortuna vivo e lavoro a Milano e non ci sono particolari pendenze. Ho provato a salire e scendere da alcuni passi carrai e il Nilox Doc Hoverboard non se l’è cavata male. Al contrario, davanti a piccoli dissestamenti del terreno, sono venuti fuori tutti i suoi limiti. La soluzione è quella di scegliere il Doc Hoverboard Off Road con ruote da 8”.

TECNOLOGIA DI PESO Durante i giorni di test ho provato a effettuare lo spostamento casa/lavoro e ritorno alternando mezzi pubblici e Doc Hoverboard. Bello e comodo, anche se la mia schiena dopo un po’ ha avuto qualcosa da ridire. Colpa di qualche caduta? No: colpa del peso. L’Hoverboard pesa la bellezza di 10 kg e non è un campione di trasportabilità.

DURA LEX SED LEX Il peso però non è il limite più grande del Doc Hoverboard. Il problema maggiore è la legge italiana. Da noi infatti mezzi del genere non possono circolare da nessuna parte: strada, marciapiedi e nemmeno piste ciclabili. Morale? Potete utilizzarlo in spazi privati e nulla più. Un limite che ci accomuna a New York: nella grande Mela infatti circolare su mezzi del genere (chiamati “acceleratori di andatura”) è vietato. Sono invece i benvenuti in California, dove trovare giovani e meno giovani viaggiare su differenti tipi di hoverboard è ormai all’ordine del giorno. C’è da sperare che prima o poi le amministrazioni si decidano ad affrontare la questione.          


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