C’è almeno una volta nella vita in cui ognuno di noi si è sentito il ragionier Ugo Fantozzi in gita Inps: hai pagato, ti sei fidato, e poi scopri che la realtà è molto peggio del previsto. Tipo quando prenoti un volo in Business e ti ritrovi seduto su un pullman.
Non è una metafora: proprio un bus, con le ruote, il parabrezza e la statale davanti.
Succede davvero, non da Fiumicino a Venezia come a Ugo e alla Pina, ma negli Stati Uniti, dove American Airlines, Air Canada e Sun Country hanno stretto un patto con The Landline Company: nome da compagnia telefonica anni ’90, in realtà una flotta di “luxury buses” venduti come voli, completi di numero di volo, check‑in in aeroporto e persino controlli sicurezza da superare.
Non manca niente. Anzi, l’unica cosa che manca è… l’aereo.

Il Washington Post ha raccolto le testimonianze dei passeggeri più sorpresi, tipo la 27enne Kennedy Woodard‑Jones, che ha scoperto di essere su un bus American Airlines solo quando il mezzo ha imboccato l’Interstate verso Chicago O’Hare. “Mi ci è voluto un attimo, poi ho capito che non ci sarebbe stato nessun decollo”, racconta. Capita.
La colpa? Quei siti di prenotazione terzi, che nascondono il dettaglio “includes travel on luxury bus” come se fosse un optional di cortesia. Sul sito American, almeno, compare un’icona a forma di bus (sveglia!). Altrove, buona fortuna.
Le rotte Landline collegano aeroporti come Denver, Minneapolis, Chicago, Philadelphia e Toronto a città più piccole. E sì, si guadagnano miglia. Perché è un volo. Cioè, no. Però sì. Insomma, dipende da quanto ci credi.

Morale: alla prossima prenotazione, controlla bene il tipo di “aeromobile”. E se il sito dice ''niente turbolenze'', inizia a preoccuparti.
Fonti: Jalopnik, The Washington Post



