Auto cinesi:

La battaglia dei cloni


Avatar di Luca Cereda , il 09/01/09

12 anni fa - I cloni alla conquista dell'Europa

Non solo vestiti, borsette e tecnologia. Dalla Cina arrivano anche i cloni delle auto europee, da qualche anno al centro di battaglie legali per entrare nel mercato continentale. Sembra proprio che l'abbiano spuntata: dopo la Ceo, anche la Bubble (una Smart made in china) e la panda "copiata" (la Peri) si preparano all'esportazione aprendo nuovi scenari sul mercato.

GEMELLI DIVERSI Siete forti con l'enigmistica? Se è così, allenatevi a trovare le differenze. Da una parte mettete la Smart Fortwo, la Bmw X5, la Fiat Panda e la Toyota Rav4; dall'altra, i loro cloni: la Shuanghuan Bubble (o Noble, che dir si voglia), la Shuanghuan Ceo, la Great Wall Peri e la Zhejiang Ufo (Jonway). Se alcune di queste auto vi suonano sconosciute, è perché la burocrazia le ha tenute lontane dal mercato europeo. Ora, però, gli scenari potrebbero cambiare per effetto di alcune decisioni  del tribunale europeo, e i cloni potrebbero convivere sul mercato assieme ai clonati, ovviamente a prezzi che non sono nemmeno parenti. A monte di tutto, c'è il precedente della Ceo.

LEGALIZZATA Dicembre 2008: la Martin Motors (importatore italiano) e la Shuanghuan (costruttore cinese) vincono la causa contro Bmw e il tribunale di Milano dà il via libera alla vendita della Ceo in Italia. Perfino un cieco noterebbe la somiglianza stilistica con la X-5, ma per i giudici non si tratta di plagio: la differenza tra l' "originale" e la versione low cost sarebbe talmente evidente da non recare alcun danno commerciale a chi vende modello più costoso e rifinito. Insomma, il cliente si trova di fronte a due prodotti distinti, e non a un originale e il suo "tarocco". Per la cronaca, in Germania la Ceo è rimasta bandita.

DÉJÀ VU La stessa storia potrebbe ripetersi, oggi, con la Bubble, una sorta di Smart fortwo cinese, ma da 4 posti e a trazione anteriore, che la Martin Motors aveva tentato di vendere in Europa già due anni fa. Salvo qualche dettaglio non altrettanto rifinito sulla cinese, le linee della tedesca erano state riprodotte con lo stampino. Allora scattò in automatico la querela da parte di Mercedes: "violazione del copyright!". Il tribunale di Monaco ne vietò la commercializzazione, ma la Martin Motors non si arrese e decise di citare per danni i tedeschi, chiedendo 100 milioni di euro di risarcimento.

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BANDIERA BIANCA Secondo Automotive News Europe, i legali della M.M. sarebbero adesso vicini a vincere la causa e, di conseguenza, Mercedes sarebbe disposta a fare un passo indietro: magari aprendo spiragli alla commercializzazione del clone per non vedersi costretta a pagare. In tempi di crisi, 100 milioni di euro sono un macigno: meglio mollare la presa. A vincere sarebbe la solita strategia legale e la stessa tesi che liberò la Ceo: niente plagio né danno, sono auto diverse. La vicenda non è ancora conclusa, però, e la Bubble, per il momento, resta fuori mercato, anche se tutto fa pensare a un imminente "nulla osta".

PERI..COLO DI PLAGIO La battaglia del copyright è dunque vicina a una svolta dolorosa per le Case più blasonate? Certamente è materia d'attualità, visti anche i recenti sviluppi della questione Fiat-Great Wall sulla "Peri", copia cinese della Panda. Il tribunale di Torino ne aveva vietata l'importazione in Europa, stabilendo anche una multa di 15.000 alla Casa per ogni pezzo eventualmente smerciato. Un giudice dell'alta corte di Hebei (una provincia cinese), ha invece respinto l'accusa di plagio mossa dalla Fiat, e adesso la Peri potrebbe essere esportata.

LUSSO TAROCCO Se Mercedes dovesse essere effettivamente costretta ad accettare la commercializzazione della Bubble (sembra che il tribunale di Milano sia propenso a bissare il verdetto emesso per la Ceo) vale la pena soffermarsi sulle passate motivazioni del verdetto sulla X5. Nel quale c'è certamente un fondo di verità: difficilmente chi acquista un'auto da minimo 55.000 euro può considerare come possibile alternativa un mezzo stilisticamente molto somigliante ma senza gli stessi standard qualitativi e, inevitabilmente, senza lo stesso appeal d'immagine.

LIBERTA' DI COPIARE? Per le utilitarie, poi, si potrebbe fare un ragionamento ancora differente. In questo caso ci sarebbe la possibilità di acquistare una city-car come la Smart a prezzo decurtato, quasi sicuramente non della stessa qualità, però con gli stessi vantaggi di guida e parcheggio nel traffico urbano; o ancora, una Panda da "spremere" nell'uso quotidiano, pagata la metà perché si chiama Peri e viene dalla Cina. Le auto sono uguali alla vista e non al tatto, d'accordo, ma occorre ragionare se siano sostituibili o meno. C'è danno? E quanto incide? Senza contare la questione sull'originalità dello stile e la legittimità di ispirarsi a un modello fino alla copia, che, però, è un'altra storia.


ORIGINALE
COPIA?


BmwX5























Pubblicato da Luca Cereda, 09/01/2009
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