Piani industriali

Honda potrebbe tornare a costruire auto in Europa, ma solo a queste condizioni


Avatar di Daniele Di Geronimo,

6 minuti fa - Il presidente di Honda Europe apre a una fabbrica, propria o condivisa.

Da EICMA Hans De Jaeger lega il ritorno della produzione alle nuove regole UE. Ma con 59.000 auto vendute i volumi non bastano.
MotorBox, prima di tutti gli altri

Cinque anni dopo aver chiuso le sue fabbriche europee, Honda non esclude di tornare a costruire auto nel Vecchio Continente. A spingerla in questa direzione non è il mercato ma Bruxelles. Il presidente di Honda Motor Europe, Hans De Jaeger, lo ha spiegato in un’intervista a margine di EICMA 2026. Il marchio giapponese, ha detto, non ha «certamente nessuna intenzione di lasciare l’Europa» e, a seconda di come saranno scritte le nuove regole europee che premieranno le auto prodotte localmente, potrebbe tornare a produrre qui.

Fabbrica propria o condivisa

Le strade possibili, secondo De Jaeger, sono due. Honda potrebbe costruire auto in un impianto tutto suo oppure affidarsi a un altro costruttore e produrre insieme. Il manager ha però precisato che per ora nessuna delle due ipotesi è sul tavolo. Ha anche espresso la speranza che le norme definitive riconoscano il Giappone come un partner affidabile, visti gli investimenti delle aziende giapponesi in Europa.

Il Made in EU

Sullo sfondo c’è l’Industrial Accelerator Act, la proposta della Commissione europea per proteggere l’industria e ridurre le dipendenze strategiche mentre cresce la concorrenza cinese. Il provvedimento riserverebbe una parte degli appalti pubblici e degli incentivi ai veicoli che rispettano i requisiti Made in EU, cioè assemblaggio locale e quote minime, piuttosto severe, di componenti europei. La proposta deve ancora essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Per Honda è un problema concreto. Il marchio ha smesso di produrre auto nel Regno Unito e in Turchia nel 2021 e oggi non ha più stabilimenti automobilistici in Europa. Con le nuove regole i suoi modelli, tutti importati, rischierebbero di restare esclusi da una parte degli aiuti di cui potrebbero godere i concorrenti.

I numeri non tornano ancora

C’è però un limite che lo stesso De Jaeger riconosce. Nei primi nove mesi del 2026 Honda ha immatricolato in Europa poco meno di 59.000 auto, troppo poche per giustificare una fabbrica. Volumi più alti potrebbero cambiare i conti, ha aggiunto. Nel 2025 le vendite europee del marchio si erano fermate a 72.000 unità, contro le oltre 300.000 del 2007. Solo tre mesi fa De Jaeger aveva descritto una strategia diversa, basata su una crescita «sostenibile e sana» e su modelli capaci di distinguersi più che di fare numeri, come la Prelude e la piccola elettrica Super-N.

FONTE: Japan Times

VEDI ANCHE


Tags

Resta aggiornato

MotorBox, prima di tutti gli altri

Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.

Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

Gli articoli di Daniele

Vedi anche