La questione è dibattuta da decenni: a cosa serve la Formula 1? Solo promozione o c'è una vera ricaduta tecnologica sulle auto di serie? Sul tema è intervenuto il CEO di Ford, Jim Farley, per il quale la F1 non è soltanto spettacolo, sorpassi e pole position, ma anzi l’esperienza nel Circus può avere un impatto diretto sulle auto che guidiamo tutti i giorni. Persino in quest'era di aerodinamica esasperatissima e di power-unit da fantascienza.
La sfida tecnologica della power unit
Ford è tornata ufficialmente in Formula 1 quest'anno, collaborando con Red Bull Powertrains nello sviluppo della nuova power unit ibrida. Un progetto che, a sentire Farley, è tra i più complessi mai affrontati dal marchio americano.
Il motivo è semplice: rispetto agli anni Novanta o ai primi Duemila, la Formula 1 di oggi è un concentrato di tecnologie avanzatissime. Non si tratta più solo di costruire un motore potente, ma di gestire sistemi ibridi sofisticati, software avanzati e batterie ad altissime prestazioni.

Dal circuito alla strada
Secondo Farley, proprio questo ecosistema tecnologico rende la Formula 1 un banco di prova straordinario per lo sviluppo delle auto di serie. Ma, e questo va tottolineato, oggi il trasferimento di tecnologie dal motorsport alla produzione riguarda ambiti molto diversi rispetto al passato.
Tra i più importanti ci sono:
- batterie ad alta capacità di scarica, fondamentali per sistemi ibridi ed elettrici
- aerodinamica avanzata, utile per migliorare efficienza e stabilità
- software predittivi, in grado di anticipare guasti o anomalie
- gestione elettronica dei sistemi ibridi, sempre più centrale nelle auto moderne
Tutti elementi che, una volta maturati in pista, possono trovare applicazione nelle vetture di tutti i giorni, contribuendo a renderle più efficienti, affidabili e tecnologicamente evolute.
Un ritorno in F1 dopo oltre vent’anni
Per Ford si tratta anche di un ritorno alle origini. Il marchio americano vanta una storia importante in Formula 1: 176 vittorie e 13 titoli mondiali piloti conquistati nel corso degli anni.
L’ultima affermazione risale però al 1994, mentre l’ultima presenza ufficiale nel campionato è datata 2004, quando Ford era coinvolta attraverso i marchi Jaguar e Cosworth nell’era dei motori V10.
Curiosamente, la storia ha fatto un giro completo: dopo la vendita del team Jaguar, proprio quella struttura si trasformò nel tempo nell’attuale Red Bull Racing, il partner con cui Ford è ora tornata in griglia.

Tecnologia per il futuro della mobilità
Per Farley, la nuova avventura in Formula 1 non è soltanto una questione di immagine o di marketing. L’obiettivo è affrontare alcune delle sfide più complesse della mobilità moderna.
Batterie più efficienti, sistemi ibridi sempre più sofisticati e software capaci di prevedere i problemi prima che si manifestino: sono queste le tecnologie su cui si giocherà il futuro dell’auto.
E proprio la Formula 1, ancora una volta, potrebbe diventare il luogo dove queste soluzioni nascono prima di arrivare sulle strade di tutti i giorni.
Fonte: TopGear




