Quando sollevi il piede dall’acceleratore di un’auto elettrica o di una ibrida, ti trovi davanti a un bivio filosofico prima ancora che tecnico. Meglio avvertire quel rallentamento deciso, magari sfruttando la modalità One Pedal che ti permette di scordarti del freno, oppure preferisci sentire l'auto che scorre libera come se fosse in folle? È il grande dilemma dell'efficienza che divide chi guida ''alla spina''.
C’è chi è convinto che spremere la ricarica della batteria a ogni singolo rilascio del gas sia il segreto per aumentare i chilometri a disposizione, e chi invece sposa la filosofia del veleggiamento (o coasting). Ma grattando sotto la superficie delle abitudini di guida, chi ha ragione davvero?

Cosa dice la fisica (e chi le auto le progetta)
Per tagliare la testa al toro bisogna affidarsi ai numeri e a chi queste piattaforme le sviluppa da zero. Sulla questione è intervenuto Ken Pendlebury, Head of Powertrain Development di Changan all'interno del centro di ricerca e sviluppo che il colosso cinese ha aperto in Inghilterra. La sua analisi è pragmatica e non lascia spazio a dubbi: se guardiamo puramente alla fisica, la scelta migliore è sempre quella di lasciar scorrere l'auto il più possibile, sfruttando l'inerzia per fare strada.
Il motivo è semplice: quando il motore elettrico oppone resistenza per rallentare l'auto e generare corrente, la frenata rigenerativa riesce a recuperare soltanto una parte dell'energia cinetica, poiché una percentuale variabile viene comunque persa sotto forma di calore durante la conversione. Se invece lasci veleggiare la vettura, quell'energia cinetica la stai sfruttando tutta, al 100%, per mantenere il movimento.

La tecnica della guida con l’occhio lungo
Se vuoi applicare la teoria alla realtà di tutti i giorni, la strategia ideale prevede di regolare il recupero di energia al minimo e guidare con ''occhio lungo''. Significa semplicemente anticipare il flusso del traffico, leggere le situazioni con centinaia di metri d'anticipo e togliere il piede dal gas molto prima di quanto faresti normalmente.
E quando fermarsi diventa inevitabile? Lì entra in gioco il piede destro sul pedale del freno, che va usato in modo misurato e costante. Quasi tutte le auto elettrificate moderne utilizzano un sistema di frenata integrato: la prima parte della corsa del pedale non aziona i freni meccanici, ma incrementa la rigenerazione del motore elettrico.
L'obiettivo fondamentale è decelerare restando sempre dentro questa ''zona verde'', senza premere così a fondo da chiamare in causa dischi e pastiglie, che disperderebbero l'energia in calore inutilizzabile.

Il fattore umano e l'ostacolo del cruscotto
Se le leggi della termodinamica danno ragione al veleggiamento, perché allora tantissimi automobilisti continuano a preferire un freno motore molto intenso o la guida a un solo pedale? La risposta sta nella complessità di gestire lunghi rallentamenti e frenata ''green'' nella guida reale.
Nelle strumentazioni di quasi tutte le auto elettriche e ibride è presente un indicatore dedicato che ti segnala in tempo reale se la tua frenata è efficiente (Eco) oppure no. Il problema pratico è che consultarlo ti costringe a spostare lo sguardo dalla strada al quadro strumenti.
Mentre invece, per fare tutto a modino, dovresti tenere gli occhi su traffico e semafori per prevedere costantemente le mosse degli altri. Ed è proprio per questo che la modalità One Pedal riscuote tanto successo: non sarà la scelta ottimale in termini fisici assoluti, ma rende la gestione dell'auto più intuitiva e rilassante nel caos quotidiano.

Identikit della rigenerazione: chi recupera di più?
Un'ultima variabile da considerare riguarda l'architettura tecnica del mezzo che stai guidando. Non tutte le tecnologie elettrificate hanno la stessa capacità di fare il ''pieno'' nei rallentamenti. In genere, maggiore è la potenza del motore elettrico e delle batterie installati a bordo, maggiore sarà la capacità complessiva del veicolo di immagazzinare energia durante le decelerazioni.
Applicando questo principio ai listini attuali, un'auto elettrica pura (BEV) si troverà sempre in una posizione di vantaggio rispetto a un'ibrida ricaricabile (PHEV). Quest'ultima, a sua volta, disporrà di una capacità di recupero superiore a quella di una full hybrid tradizionale e ancora più di una ''mild'', complici una batteria e un motogeneratore dalle specifiche inevitabilmente più contenute.
E questo vuole anche dire che con le auto elettriche puoi frenare di più senza chiamare in causa dischi e pastiglie, laddove con le ibride normali i rallentamenti dovranno essere meno incisivi, se vuoi recuperare più energia possibile. Un argomento su cui riflettere.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



