Esce un album di Taylor Swift: incidenti su del 15%. Lo studio
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Esce un album di Taylor Swift: incidenti su del 15%. Lo studio


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1 ora fa - Nuovi album e incidenti stradali: lo studio che tira in ballo Taylor Swift

Un nuovo studio della Harvard Medical School collega il lancio dei dischi di Taylor Swift a un aumento del 15% degli incidenti mortali
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Solo il tempo dirà quanto è attendibile, ma uno studio condotto dalla Harvard Medical School e pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, sostiene che nei giorni di lancio dei grandi album musicali si registra un aumento percettibile degli incidenti stradali mortali. E il motivo, come puoi facilmente immaginare, non sta nella qualità dei brani, ma nella solita, atavica piaga della distrazione al volante.

L'esperimento e i numeri della distrazione

Il team guidato dal Dr. Vishal Patel ha sfruttato una dinamica precisa: non potendo monitorare in tempo reale chi usa lo smartphone guidando, i ricercatori hanno analizzato le date di pubblicazione dei 10 album più ascoltati su Spotify tra il 2017 e il 2022. Tra questi figurano nomi da record come Midnights di Taylor Swift, Scorpion di Drake e Harry’s House di Harry Styles. In queste giornate, gli ascolti in streaming negli Stati Uniti sono schizzati in alto del 43%.

Incrociando questi picchi con i registri nazionali delle vittime della strada, è emerso che nel giorno del lancio di un grande disco i sinistri mortali crescono del 15,1% rispetto ai periodi adiacenti, tenendo conto delle variabili legate al giorno della settimana, al meteo o alle festività. In termini concreti, si parla di circa 182 vittime in più negli USA attribuibili alle sole giornate di debutto dei dieci album presi in esame.

Taylor Swift, un brano in streaming - Foto di Omid Armin su UnsplashTaylor Swift, un brano in streaming - Foto di Omid Armin su Unsplash

Perché la musica nuova è (sarebbe) un pericolo al volante

Il problema non sarebbe la musica in sé, dice lo studio, ma il modo in cui la cerchi. Quando esce un lavoro inedito, far partire la riproduzione non richiede la semplice pressione di un tasto memorizzato. Devi sbloccare lo smartphone, aprire l'applicazione di streaming, scorrere la lista delle tracce e selezionare il brano. Sono operazioni che tolgono gli occhi e la testa dalla strada per diversi secondi.

A questo si aggiunge un altro fattore: l'ascolto di brani mai sentiti prima richiede una quota maggiore di attenzione cerebrale rispetto alla solita playlist che conosci a memoria, finendo per peggiorare le tue prestazioni di guida. Lo studio evidenzia come il rischio sia ancora più elevato tra i guidatori più giovani, gli uomini, chi viaggia da solo e chi utilizza sistemi di infotainment integrati sulla plancia (ma come? non erano gli smartphone la causa di tutti i mali?).

Come evitare brutte sorprese

La ricerca ha inevitabilmente dei limiti, visto che non può dimostrare con certezza matematica se i conducenti coinvolti negli scontri stessero effettivamente ascoltando Spotify mentre erano al volante. Vedremo se qualcuno nella comunità scientifica si muoverà per contestare la correlazione oppure per validarla. Intanto, la soluzione è molto semplice, ed è lo stesso Patel a ricordarla: seleziona il tuo disco, premi play e posa lo smartphone prima di muovere la vettura. E se hai un passeggero al tuo fianco, delega a lui la scelta della traccia. Non serve essere scienziati per arrivarci.

Fonte:Jama Network Open

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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