C’è un vecchio adagio automobilistico: “nulla converte all’elettrico più velocemente di un pieno da 100 euro”.
E infatti, mentre il petrolio flirta con i 100 dollari al barile, gli americani - popolo che misura le distanze in “pieni” - hanno reagito come sanno fare meglio: cercando alternative su Google.
Si apprende dalla stampa a Stelle e Strisce che nel giro di sette giorni le ricerche di auto elettriche, negli USA, sono aumentate del 20%. Non un trend, non un’onda lunga: un’impennata secca, sincronizzata con l’aumento del prezzo alla pompa.
Il meccanismo è semplice e quasi pavloviano:
sale il prezzo della benzina;
sale il malumore;
sale la voglia di non dipendere più dal distributore;
sale il traffico su Google con query tipo “EV near me”, “Tesla Model Y price”, “Chevrolet Equinox EV availability”.
Alcuni modelli, come Equinox EV e Model Y, hanno visto le ricerche quasi raddoppiare. Non stiamo parlando di nicchie da early adopter: sono le auto che l’americano medio potrebbe davvero comprare.

Il contesto globale spinge nella stessa direzione. Nel 2023, la diffusione degli EV ha già tagliato 2,3 milioni di barili di petrolio al giorno e la curva è destinata a salire fino a oltre 5 milioni entro il 2030.
Il che significa una cosa molto semplice: più elettriche in strada, uguale meno dipendenza dal petrolio, uguale meno vulnerabilità ai capricci geopolitici.
E anche se l’elettricità aumenterà di prezzo, non lo farà con la stessa violenza del carburante: non negli Stati Uniti, almeno, dove solo un quarto della bolletta dipende dal costo del combustibile. Il resto è infrastruttura, tasse, burocrazia, cioè tutte cose che non oscillano al ritmo dei missili.
Ed ecco la domanda che tutti evitano, ma che il web sta già ponendo. Le ricerche online non sono vendite, ma sono il primo passo di ogni acquisto moderno. E quando un +20% arriva in una settimana di benzina alle stelle, la domanda diventa inevitabile:
sarà il caro carburante, il vero acceleratore della transizione elettrica?
Fonte: CarScoops



