Il futuro di Alpina si allontana sempre di più dalle sue origini. Dopo l’acquisizione da parte di BMW un cambiamento di posizionamento era prevedibile. Ora arrivano maggiori conferme e indicazioni su quale strategia la casa di Monaco di Baviera intende adottare con il marchio BMW Alpina. Ad annunciare questo nuovo corso è Philip Koehn, product director per Alpina, Rolls-Royce e la gamma di lusso BMW, durante un incontro con la stampa in occasione del debutto della nuova X5 2027. Le sue parole lasciano intendere che i modelli storici d'accesso al marchio, la B3 e la B5, potrebbero non avere eredi.
«C'è un ampio spazio tra il vertice di BMW e la base di Rolls-Royce, e vogliamo esplorare quello spazio», ha dichiarato Koehn. Una conferma di quanto già emerso in precedenza con la nuova gamma Alpina che partirà dalla Serie 7 e dalla X7, posizionandosi come rivale diretta di Bentley e Mercedes-Maybach. La novità, però, è un’altra. I modelli derivati da Serie 3 e Serie 5, quelli che hanno reso celebre il marchio bavarese, rischiano di restare fuori dal nuovo corso.
Da alternativa alla M a rivale di Bentley
Il cambiamento non è solo di listino. Per anni, chi sceglieva un'Alpina invece di una BMW M lo faceva per un carattere diverso. Meno aggressivo, più adatto ai viaggi veloci e comodi, ma con un prezzo comunque simile. Una B3, storicamente, costava cifre non troppo lontane da quelle di una M3 ben accessoriata. Se la nuova strategia andrà in porto, questa alternativa sparirà.
Questa sembra essere la strategia che BMW vuole dare al nuovo marchio: meno volumi, più margine, un posizionamento che guarda esplicitamente al segmento occupato oggi da Bentley Continental e Mercedes-Maybach.
Resta da capire se il pubblico che per anni ha scelto Alpina proprio per la sua discrezione e per prezzi comunque abbordabili sia disposto a seguire il marchio in questo salto di categoria, o se BMW stia semplicemente costruendo un prodotto nuovo che porta un nome storico senza più il pubblico che lo ha reso famoso. Nel settore auto l'identità è un valore molto sentito, soprattutto per i marchi più prestigiosi. Interventi di questo tipo rischiano di essere controproducenti. Ma solo il mercato, e il tempo, sapranno risolvere questo interrogativo.
FONTE: CarBuzz
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



