Tutti pensano all’elettrico, ma per molti il vero futuro dell’automobile sta nell’idrogeno. Ne abbiamo avuto un piccolo assaggio anche noi al volante di Hyundai Nexo, provata qualche mese fa.
FRONTI DIVERSI Praticamente tutti i costruttori sono impegnati nelle ricerche sull’alimentazione a idrogeno, con declinazioni tra le più varie: oltre ai modelli già in gamma, come la già citata Nexo e Toyota Mirai, Lexus sperimenta con gli off-road, Land Rover lavora sui suoi modelli di maggior successo, mentre il gruppo Stellantis si focalizza in particolar modo sui veicoli commerciali.
ANCHE LA REGIE Alla corsa all’idrogeno prende parte anche Renault, che in questi giorni ha svelato la prima immagine che anticipa una concept car a idrogeno. Un’auto che, secondo la casa francese, “mostra la strada della decarbonizzazione intrapresa dal gruppo e dalla marca Renault, ma anche i progressi realizzati in termini di economia circolare, materiali riciclati e riciclabili”.
NON SOLO IDROGENO Tutto il progetto dell’auto ruota attorno alla sostenibilità e all’attenzione all’ambiente: tanta la tecnologia a bordo, per la sicurezza di conducente e passeggeri, ma anche per l’accessibilità al veicolo. Senza trascurare l’ambiente, con materiali sostenibili, e processi produttivi che tengono conto dei principi dell’economia circolare, che prevede il riutilizzo di materiali e il minor consumo possibile di risorse del pianeta.

QUANDO LA VEDREMO Al momento c’è solo questa immagine teaser, che mostra una vettura dal taglio sportivo, con profonde nervature nel cofano e fiancate muscolose. Sottili i gruppi ottici con quattro proiettori a LED, mentre le luci diurne verticali riprendono lo stile delle prese d’aria di nuova Mégane E-Tech Electric (qui il nostro primo contatto). La presentazione ufficiale di questa concept car è prevista per il prossimo mese di maggio.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.





