Come ''spin-off'' Mercedes, il brand Maybach ha il proprio perché. Design, ma anche dinamica. Passione per il lusso, ma anche per le prestazioni. Vale sia per la berlina, Maybach Classe S, sia per il big SUV, Maybach GLS. Ma con solo una berlina e un SUV a portafoglio, non c'è forse spazio per l'esplorazione di altre nicchie? Se lo chiedi a Gordon Wagener, Chief Design Officer Mercedes, la risposta è sì. E chiamasi Mercedes-Maybach SL. Quando esce, è ancora top secret.
THE CHOOSEN ONE Sul proprio profilo Instagram, Mr Wagener pubblica il primo teaser di una concept di SL sottoposta a trattamento Maybach. Risale a pochi mesi fa l'introduzione di Mercedes-AMG SL 63, che della storica convertibile di Stoccarda incarna il lato più sportivo. Che di SL non è l'unico: SL è anche comfort a livelli massimi. Considerando ciò, considerando pure il fatto che Mercedes Classe S Coupé e Cabriolet non esistono più, la Stella ha avuto gioco facile a individuare SL come la candidata naturale.
VEDO-NON-VEDO Come spesso accade, il teaser rivela solo alcuni piccoli dettagli: la griglia Maybach e una carrozzeria bicolore che fonde una sezione principale rossa col cofano nero. Mentre nuova SL adotta un tetto in tessuto per risparmiare peso, non saremmo sorpresi se SL Maybach ricorresse a un tetto in metallo pieghevole, soluzione ancor più raffinata.

ATTACCO AL POTERE Sul modello che ambisce al titolo di cabriolet più sfarzosa della line up Mercedes, di altro ancora non sappiamo nulla, o quasi. Impiegherà il V8 o il V12 biturbo? Chissà, forse la seconda ipotesi. Un interno glamour dotato di ogni lusso possibile immaginabile è invece una scommessa già vinta, mentre anche lo standard tecnologico dovrebbe oltrepassare quello raggiunto da Rolls-Royce e Bentley, i nomi cioè che Maybach tiene sotto stretta osservazione. E il cui blasone sarà dura eguagliare. Lo scontro tra titani si annuncia avvincente.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




