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Audi Roadjet Concept


Avatar Redazionale , il 10/01/06

15 anni fa - Sarà così la futura Audi A5?

Inutile attaccarle un'etichetta precisa: il suo ruolo è quello della crossover, una sorta di jolly, un po' berlina, un po' wagon e un po' monovolume. In compenso potrebbe avere il posto giusto nel mezzo del listino di Ingolstadt

ANELLO MANCANTE 2, 3, 4, 6, 7 e 8. Basta contare sulle dita per rendersi conto che nella gamma Audi c'è uno spazio vuoto alla casella numero 5, in cui potrebbe inserirsi qualcosa di nuovo. Potrebbe essere un modello inedito ispirato a questa Roadjet Concept che la Casa di Ingolstadt ha svelato al Salone di Detroit. Se a prima vista fa pensare a un'evoluzione della A3, basta prendergli le misure per capire che si è sulla strada sbagliata.

A MODO SUO

La Roadjet è lunga 470 cm, larga 185 e alta 155 e ha un passo di 285 cm, quanto basta per inseririla di diritto nel segmento D. Questo è però l'unico modo in cui si riesce a catalogarla perché per il resto sfugge come un'anguilla a ogni tentativo di inquadrarla. Un po' come la Opel Signum e la Fiat Croma, ha un taglio sui generis, simile a una due volumi, con contaminazioni wagon e monovolume. E' un tipo di carrozzeria su cui in Gruppo Volkswagen ha maturato già esperienza, con la Golf Plus e le ultime Seat.

LOOK DI FAMIGLIA

Definizioni a parte, il look è inconfondibilmente Audi, con la calandra Single Frame a troneggiare fiera in mezzo al muso. Per rendere lo stile più aggressivo i designer hanno lavorato di fino, mettendo in rilievo la grigliatura che scende fino al bordo dello spoiler e affiancandole fari a Led tagliati in obliquo. Ai lati si aprono ampie prese d'aria schermate da una fitta retina, la stessa che si ritrova in coda tra i due terminali di scarico. Il lunotto inclinato ricorda quello della A6 Avant, cui si ispira anche il gioco di nervature lungo la fiancata. Questa ospita maniglie a scomparsa e culmina con passaruota e parafanghi molto massicci.

A TUTTA FORZA

La Roadjet non si limita a fare scena: sotto la sua pelle i muscoli ci sono davvero. Il motore è l'ultima evoluzione del 3.2 V6 a iniezione diretta di benzina FSI che già popola il listino di Ingolstadt, qui abbinato al cambio robotizzato DSG a sette marce e alla trazione integrale quattro. In questa versione tocca i 300 cv di potenza massima a 7.000 giri con una coppia di 330 Nm a 4.500 giri e permette alla concept Audi di scattare da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi. L'aumento di potenza non è ottenuto a scapito dei consumi, che restano nell'ordine dei 10,4 litri ogni 100 km. La velocità è limitata elettronicamente a 250 km/h.

TRE IN UNO

La centralina non si limita a tarpare le ali dei più esagitati ed è protagonista assoluta della guida della Roadjet. Permette infatti al pilota di scegliere tra tre diversi programmi di funzionamento, sportivo, dinamico e comfort, e modifica di conseguenza la risposta dello sterzo, del motore, del cambio e delle sospensioni. Il sistema, denominato Audi Drive Select, consente in pratica di settare l'auto su misura, in base alle caratteristiche del percorso e allo stile di guida che s'intende adottare.

FA ANCHE IL CAFFE'

Con la Roadjet Concept, l'Audi introduce interessanti novità anche a livello di abitacolo. I sedili sono quattro, tutti individuali e con poggiatesta integrati. Quelli posteriori possono scorrere in obliquo, convergendo verso i bagagliaio o avanzando leggermente verso le porte per lasciare al centro uno spazio sufficiente per montare vari accessori, quali un bracciolo, una macchinetta per il caffè o un seggiolino supplementare per bambini. Quando quest'ultimo non dovesse essere utilizzato, potrebbe essere ripiegato nel vano di carico, prodigo a sua volta di altri effetti speciali. Basta agire sul telecomando e il piano di carico fuoriesce come una piattaforma dalla Roadjet per facilitare le operazioni di carico. Non mancano poi guide e anelli per fissare al meglio le masserizie.

TUTTI IN RETE

Il vero fiore all'occhiello della Roadjet Concept è però il nuovo sistema di comunicazione "car-to-car" tramite rete WLAN. Questo si basa sullo scambio di informazioni tra i vari veicoli che si spostano nel traffico e che rende quindi superflua la presenza di un servizio centrale di raccolta ed elaborazione dati. Le potenzialità di questo sistema sono enormi, anche perché quasi tutti i costruttori del mondo hanno scelto lo stesso standard di tecnologia per portare avanti le sperimentazioni di comunicazioni dirette da veicolo a veicolo.

VENGA, DOTTO'

Le applicazioni utili sono le più disparate. Quando il sistema avrà adeguata diffusione, le vetture coinvolte in un incidente potranno avvisare del pericolo le auto in arrivo. I guidatori potranno essere inoltre informati tempestivamente sull'eventuale presenza di code sulla strada che stanno percorrendo. E non è tutto: quando tutti i veicoli saranno dotati del sistema "car-to-car" sarà anche possibile sapere se dove ci stiamo recando c'è disponibilità di parcheggi liberi. Forse non sarà proprio vero, ma è comunque bello pensarlo...
Pubblicato da Paolo Sardi, 10/01/2006
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