Autore:
Massimo Grassi

VICINA VICINA “Siamo circa al 95% di quello che sarà il suo aspetto definitivo. Moto di quello che vedete è la struttura effettiva dell’auto”. Le parole sono di Miles Nurnberger, responsabile del design Aston Martin e il soggetto della frase è l’Aston Martin Valkyrie, ovvero la prima hypercar di Gaydon. Un’auto presentata per la prima volta un anno fa e vista poi al Salone di Ginevra le cui forme nel tempo si sono evolute, diventando quelle che vedete nelle foto qui sotto. E poi c’è di più. Molto di più.

FIRMA D’AUTORE Nata con la collaborazione tra Aston Martin e Red Bull Advanced Technologies con a capo una sorta di mago come Adrian Newey la Valkyrie è un concentrato di tecnologia all’avanguardia, a partire proprio dal design. Può piacere o non piacere, ma ogni minimo particolare della sua carrozzeria (in fibra di carbonio) è stato studiato per offrire un comportamento su strada (e soprattutto in pista) da far impallidire le concorrenti. La cosa che colpisce di più forse è la totale mancanza di appendici aerodinamiche. Una pulizia delle linee ottenuta grazie al fondo con effetto Venturi che praticamente attacca l’auto all’asfalto.

GALLEGGIA Provate poi a guardarla di profilo: l’abitacolo dell’Aston Martin Valkyrie sembra quasi galleggiare sul terreno. E da dietro? L’effetto è quasi lo stesso. Sembra uscita dal film Tron o da altre pellicole fantascientifiche.

MANCA QUALCOSA Osservate ancora attentamente la carrozzeria. Cosa manca? Esatto: gli specchietti retrovisori, sostituiti da telecamere che proiettano le immagini su due monitor installati in abitacolo. Anche questa è una scelta che ha permesso di dare alla Aston Martin Valkyrie una line ancora più pulita e un cx particolarmente basso.

PESO PIUMA Chiaramente uno degli obiettivi di Adrian Newey e della sua squadra era quello di ridurre il più possibile il peso della Valkyrie. Quindi vai di fibra di carbonio a manetta e altri materiali ultra leggeri. Una cura maniacale per risparmiare grammi in ogni dove, anche per quanto riguarda il logo. Le classiche doppie ali infatti sono state stampate, attraverso un processo chimico, su un foglio di alluminio spesso appena 70 micron (meno di un capello).

LA PRIMA VOLTA Le nuove immagini ufficiali ci mostrano per la prima volta anche l’abitacolo della hypercar Aston Martin. Un abitacolo per due persone estremamente con sedili scolpiti direttamente nella fibra di carbonio e dalle linee estremamente pulite. Sembra di guardare l’interno di un’auto da corsa. Cosa che, in effetti, la Aston Martin Valkyrie è.

POKER DI MONITOR Il volante, removibile, racchiude al centro uno schermo oled a colori che mostra la strumentazione. Al centro c’è un altro monitor per il sistema di infotainment, mentre al fianco dei montanti anteriori ci sono quelli che prendono il posto degli specchietti retrovisori.

IL SEGRETO RIMANE Dopo l’infornata di foto e informazioni ufficiali rimaniamo con una domanda: quanti cavalli ha la Aston Martin Valkyrie? La risposta è ancora avvolta dal mistero. Sappiamo che a muoverla ci penserà un sistema ibrido composto da un V12 aspirato di 6,5 litri firmato Cosworth e un elettrico, ma la potenza totale è ancora sconosciuta. Tenendo conto però che l’obiettivo di Aston Martin è quello di ottenere un rapporto peso potenza di 1:1 ci aspettiamo un migliaio di cavalli. A voi bastano?


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