Aston Martin prende il suo SUV più potente e sceglie una strada diversa da quella della sportività estrema. La nuova DBX GT mantiene il V8 4.0 biturbo da 727 CV (535 kW) e 900 Nm della DBX S, ma interviene su assetto, insonorizzazione e abitacolo per trasformare le prestazioni in un’esperienza più raffinata e silenziosa. Il risultato è una DBX pensata per viaggiare nel massimo comfort senza rinunciare a 310 km/h e a uno scatto da 0 a 96 km/h in 3,1 secondi.
Prestazioni invariate, ma con un approccio diverso
La GT scatta da 0 a 96 km/h in 3,1 secondi e arriva a 310 km/h, esattamente come la DBX S. Il V8 4.0 biturbo sviluppa 727 CV e 900 Nm e Aston Martin ne parla come come il più potente motore a combustione montato su un SUV di lusso. Restano anche i freni carboceramici da 420 mm all’anteriore e 390 mm al posteriore, oltre allo sterzo più rapido e al diametro di sterzata di 12,0 metri. Il sistema frenante può raggiungere una decelerazione di 1,3 g e resistere a temperature superiori a 600 °C.
Il tono, però, è un altro. La DBX GT nasce infatti per offrire un equilibrio diverso tra prestazioni e comfort, con una risposta più progressiva e lineare del pedale dell’acceleratore. Il cambio automatico a 9 rapporti con frizione multidisco in bagno d’olio ha una mappatura specifica per la GT e lavora insieme alla trazione integrale attiva.
Assetto e rumore sotto controllo

Il lavoro più profondo riguarda il comfort di marcia. Gli ammortizzatori hanno nuove valvole interne che filtrano le vibrazioni ad alta frequenza e bassa ampiezza, quelle generate per esempio da asfalto ruvido e bande sonore. Il sistema eARC a 48 V gestisce invece attivamente il rollio e, secondo Aston Martin, mantiene l’inclinazione della carrozzeria entro 0,7 gradi. Dalla Valhalla arrivano i nuovi supporti del cambio, studiati per isolare le risonanze del gruppo propulsore prima che raggiungano l’abitacolo. A questi si aggiungono due ammortizzatori longitudinali tra scocca e telaietto posteriore, pensati per gestire meglio buche profonde e forti compressioni.
Di serie ci sono cerchi da 22 pollici con pneumatici Pirelli Scorpion Zero All-Season. Aston Martin ha lavorato anche sull’insonorizzazione, con materiali fonoassorbenti nei passaruota e nel bagagliaio e con parabrezza e vetri laterali anteriori acusticamente laminati. Cambia anche la voce del V8. Una doppia miscelazione dei gas nel silenziatore posteriore elimina le frequenze metalliche più aspre. In modalità GT lo scarico resta discreto, mentre Sport e Sport+ restituiscono un suono più pieno.
Lusso e raffinatezza

Fuori spiccano la nuova griglia a doppie lamelle, la fascia laterale in due pezzi con finitura lucida e satinata ispirata all’orologeria e quattro terminali di scarico affiancati orizzontalmente. Paraurti inferiore, minigonne e diffusore sono in tinta con la carrozzeria, per un’impostazione meno aggressiva rispetto alla DBX S.
Dentro, i sedili anteriori sono stati ridisegnati con uno strato di materiale super morbido da 10 mm. Per ogni sedile servono 691 metri di filo, 3.297 fori di perforazione e 4,5 ore di lavorazione. La configurazione standard è a cinque posti, mentre in opzione è disponibile una soluzione 4+1 con due sedute posteriori laterali sagomate e un posto centrale. Il tetto panoramico è di serie, mentre l’abitacolo utilizza pelle semi-anilina, Alcantara, inserti in mesh di titanio e dettagli ispirati all’orologeria. Il risultato punta più sull’atmosfera da GT di lusso che sulla caratterizzazione sportiva.
La dotazione tecnologica comprende un quadro strumenti da 12,3'' e un touchscreen centrale da 10,25''. C’è anche Apple CarPlay Ultra, con disponibilità che può variare in base al modello e al mercato, oltre all’impianto Aston Martin Premium Audio da 800 W e 14 altoparlanti. Le prime consegne partiranno nel quarto trimestre del 2026. Prezzo e disponibilità per l’Italia non sono stati comunicati.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




