C'è qualcosa di profondamente poetico nell'idea che una Corvette— un'auto nata per urlare la propria presenza al mondo — non sia in grado di accorgersi quando una propria freccia smette di funzionare.
La notizia (buffa) è che GM ha ufficializzato il richiamo di 32.988 esemplari C8 prodotti tra l'ottobre 2024 e il febbraio 2026, tutti affetti da una discreta, quasi zen, incapacità di autodiagnosticarsi.
Il problema non è che le frecce si rompano. Il problema è che la macchina non se ne accorge. E soprattutto, non lo dice al guidatore. Un'omertà elettronica degna di rispetto.

Il colpevole ha un nome: Valeo Lighting Systems North America, fornitore dei gruppi ottici posteriori, che nell'ottobre 2024 ha rilasciato un aggiornamento software pensato per agevolare il lavoro dei tecnici durante la procedura di apprendimento del TPMS — il sistema di controllo pressione gomme. Nella migliore tradizione degli effetti collaterali inattesi, il nuovo codice ha anche convinto il modulo di controllo luci esterne a non rilevare più eventuali guasti ai lampeggiatori posteriori.
La scoperta è arrivata il 9 dicembre 2025 ma - presta bene attenzione - non da un cliente esasperato in autostrada, ma da un dipendente GM durante i test di validazione della Corvette 2027. Cioè: zero segnalazioni dal campo. Trentaduemilanovecentoottantotto Corvette circolano con un difetto che nessuno aveva ancora notato.
Probabilmente, perché chi guida una Corvette usa le frecce con la stessa frequenza con cui usa la marcia indietro: mai.
Fonte: Autoevolution



