Suzuki e-Vitara alla prova del nov-E: come se la cava nel mondo reale
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Suzuki e-Vitara alla prova del nov-E: come se la cava nel mondo reale


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1 ora fa - Prova Suzuki e-Vitara: consumi reali e prezzi della prima elettrica del Marchio

Ho messo alla prova la Suzuki e-Vitara sul nostro MotorRing. Ecco i consumi reali e quale autonomia vera puoi aspettarti da lei
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La Suzuki e-Vitara rappresenta una grande rivoluzione per la Casa giapponese, che decide di spendere il nome del suo modello più iconico per proporre la sua prima auto 100% elettrica.

L’avevo provata tre mesi fa sulle montagne piemontesi, su strada e su alcuni percorsi fuoristrada che mi avevano convinto della sua notevole efficacia sui terreni difficili. Ora però è il momento di guidarla nel mondo reale e di sottoporla al nostro MotorRing: il percorso standard dove misuriamo i consumi reali, per capire quanto fiato ha per affrontare la vita di tutti i giorni.

Al volante della Suzuki e-VitaraAl volante della Suzuki e-Vitara

Design e interni: spaziosa ma con qualche spigolo

Prima di passare alla prova su strada, diamole di nuovo un’occhiata a questa Suzuki e-Vitara, utile per chi si fosse messo in ascolto solo ora e si fosse perso la mia prima presa di contatto. L’esterno è compatto e muscoloso, da auto tutta d’un pezzo, che trasmette un’idea di solidità e si riallaccia perfettamente ai valori della Vitara originale, pur con un design del tutto diverso: moderno, proporzionato e curato nei dettagli.

Salendo a bordo, colpisce subito l’aspetto della plancia: ''sembra un'astronave'', chiosa mia figlia quindicenne. Ma il colpo d’occhio rifugge il minimalismo di quei modelli che puntano sui comandi tutti touch per cercare la modernità in un look pulitissimo e asettico; sulla Suzuki non trovo nulla di tutto ciò, ma piuttosto una soluzione più movimentata e ricca di particolari: sempre ordinata e mai caotica, ma con più dettagli da notare.

Non è una plancia essenziale, quella della e-Vitara, ma un pezzo d’arredo che trasmette la voglia di affermarsi. La qualità percepita gioca con le consistenze come i dessert di certi cuochi stellati: gommosa sopra la plancia, morbida in tanti altri posti e rivestita di tessuto nella zona dei braccioli sui pannelli porta.

La costruzione, poi, è solida, anche se qualche finitura in plastica, se forzata con le dita, qualche minimo scricchiolio se lo lascia scappare. Poca roba, comunque: sono solo piccoli particolari, mentre le componenti principali sono mute come pesci e contribuiscono a tenere elevato il livello generale.

La seduta è molto alta e la posizione di guida decisamente dominante sul cofano, di cui è facile vedere i contorni da dietro al volante. I montanti spessi e le zone d’ombra create dallo specchietto retrovisore centrale e dalla telecamera degli ADAS che vi sta dietro tendono però a nascondere un po’ i semafori nella guida in città; più volte mi trovo infatti a piegarmi in avanti per poter vedere quando scatta il verde.

Il sedile del guidatore ha una conformazione che accoglie bene chi ha fianchi molto stretti e schiena ampia: di fatto la seduta – che ha una consistenza molto compatta – ha fianchetti che stringono fin troppo il bacino di un adulto medio (1,78 m per 83 kg), ma lo stesso adulto (che poi sarebbe il sottoscritto) trova lo schienale ampio e poco contenitivo in curva.

Dietro, la Vitara elettrica è molto spaziosa per le gambe, ma chi siede in seconda fila non ha molti centimetri sopra la testa, dato che l’altezza limite è attorno al metro e ottanta. In compenso, il divanetto posteriore scorrevole e suddiviso nelle consuete proporzioni 60:40 permette di modulare il volume del bagagliaio tra 238 e 310 litri prima ancora di rinunciare alle sedute. Insomma, i 4,28 metri di lunghezza della Vitara sono ben sfruttabili.

Suzuki e Vitara, il bagagliaioSuzuki e Vitara, il bagagliaio

L'elettronica tende a distrarre

L’infotainment è, a mio avviso, un punto debole, perché ha menu tutti da scoprire (laddove i sistemi basati su Google Automotive risultano in genere più familiari) ed è poco reattivo. Soprattutto quando provo a spegnere l’allarme per il superamento dei limiti di velocità (che fa parte della funzione riconoscimento dei segnali stradali) e il mantenimento di corsia: un sistema, quest’ultimo, risoluto e dal pugno d’acciaio che a volte risulta un po’ invadente.

All’atto di spegnerle, queste funzioni attivano prima di tutto un’animazione che te ne mostra l'utilità e rallenta ulteriormente la scelta di disattivarle: una complicazione in più – foriera di distrazioni – quando provi a farlo con l’auto in movimento. Davvero non capisco come mai i legislatori vietino l’uso del cellulare alla guida e non pongano un limite alle funzioni touch dei vari sistemi di infotainment.

Nota positiva è la qualità dell’impianto audio premium con 5 altoparlanti, 2 tweeter e un subwoofer, che restituisce un suono decisamente pulito. Peccato che il volume non risponda con la dovuta prontezza alle regolazioni imposte col pomellino e che gli allarmi del superamento dei limiti di velocità lo abbassino temporaneamente, rendendo l’ascolto un po’ frustrante laddove i limiti cambiano di continuo (a meno di spegnere l’allarme, ça va sans dire).

Il tetto panoramico? È una dotazione a cui non rinuncerei, perché porta tanta luce a bordo, valorizzando un ambiente che di suo ha toni scuri: peccato solo che non sia apribile, nonostante la forma dei supporti visibili da dentro l’abitacolo faccia pensare il contrario. Ho impiegato un bel po’ di tempo a cercare un comando per aprirlo, prima di rassegnarmi all’evidenza.

Suzuki e-Vitara, il test driveSuzuki e-Vitara, il test drive

Impressioni di guida e consumi sul MotorRing

Metto in moto e la prima cosa che noto è l’occhio elettronico delle telecamere a 360° che fa un giro d’orizzonte per mostrarmi eventuali ostacoli sullo schermo a centro plancia. Vuoi mai che ci sia qualche impedimento nascosto alla vista nelle vicinanze.

Fin dai primi metri noto un volante più carico della media in città e freni che, per privilegiare il recupero di energia attuato tramite la frenata rigenerativa, rispondono con meno mordente del normale: se vuoi rallentare tanto, devi pestare altrettanto sul pedale.

Il recupero di energia al rilascio del pedale dell’acceleratore è regolabile nell’intensità attraverso un tasto sul tunnel centrale, ma non si arriva mai alla guida one-pedal e non è quindi possibile gestire l’arresto del veicolo semplicemente modulando il rilascio del pedale destro.

Molto silenziosa in città, la e-Vitara ti mette sotto al piede destro una risposta tipicamente elettrica: pronta e scattante, con un pedale ben calibrato che rende le manovre più fluide e facili da gestire. Silenziosa la e-Vitara non lo è più tanto alle velocità autostradali, dove diventano avvertibili i fruscii aerodinamici all’altezza dei finestrini anteriori e il rumore di rotolamento degli pneumatici.

Decoroso il lavoro delle sospensioni, che dimostrano di assorbire meglio le basse frequenze dei dossi più lunghi e degli avvallamenti autostradali, piuttosto che tombini e pavé. Mai comunque da lasciar filtrare troppe vibrazioni, sia chiaro.

Suzuki e Vitara, volante e strumentazioneSuzuki e Vitara, volante e strumentazione

Suzuki e-Vitara: prova consumi e autonomia reale

Come promesso, ho sottoposto la Vitara elettrica alla prova sul nostro consueto tracciato del MotorRing e i dati mostrano un comportamento molto diverso da quello delle auto a motore termico. Il dato migliore l’ho ottenuto in città, con 14,1 kWh/100km.

Dai tratti successivi è risultato chiaro che non sono tanto gli arresti e le ripartenze a condizionare l'efficienza, né le soste nel traffico con il climatizzatore che lavora a pieno ritmo sotto il sole di Milano in estate, quanto piuttosto la velocità pura. Non è un caso se il computer di bordo ha misurato 16,7 kWh/100 km in extraurbano e addirittura 24,4 kWh/100km in autostrada.

La batteria da 61 kWh, con i consumi rilevati nel mondo reale, consente fino a 390 km in città, 330 km circa in extraurbano e 225 km in autostrada, a fronte di un dato dichiarato di 395 km nel ciclo di omologazione WLTP misto.

Quanto a stare in strada, la e-Vitara non impensierisce affatto, mettendo in mostra una tenuta rassicurante sui curvoni affrontati a velocità autostradali. Il volante ha di suo un diametro piuttosto contenuto e una forma squadrata, pensata per trasmettere suggestioni sportive.

Rimangono confermate le impressioni che avevo ricavato dalla prima prova su strada sulle montagne di Sauze D’Oulx. Il modello in prova è quello a trazione integrale AllGrip-e, con doppio motore a dare 184 CV e 307 Nm di coppia, per un tempo decisamente brillante sullo 0-100 km/h di appena 7,4 secondi.

La velocità limitata a 150 km/h si raggiunge con un lancio davvero contenuto, per una guida forse non velocissima sulle autobahn tedesche senza limiti, ma decisamente dinamica in tutti gli altri percorsi.

La scheda tecnica

Versione4WD
Motore due elettrici
Potenza 184 CV
Coppia 307 Nm
Cambio rapporto fisso
Trazione integrale
Velocità 150 km/h
Da 0 a 100 km/h 7,4 secondi
Dimensioni 4,28 x 1,80 x 1,64 m
Bagagliaio da 238-310 a 1.052 litri
Batteria 61 kWh
Autonomia WLTP 395 km
Ricarica max 10-80% 45 minuti
Prezzo da 36.900 euro

Prezzi e dotazioni: quale versione scegliere?

Di fatto, la e-Vitara a trazione integrale si rivela un'ottima compagna nell’uso quotidiano, offrendo al commuter comfort, piacere di guida e una dotazione completa, con tanto di un affidabile sistema di guida semi-autonoma di secondo livello.

L’impiego a lungo raggio è consigliato a chi non abbia tempi troppo stretti per raggiungere la destinazione, visto che la ricarica, anche nelle migliori condizioni, non è velocissima e richiede soste di almeno 45 minuti per passare dal 10 all’80%; ti basti pensare che le migliori rivali possono impiegare fino a circa la metà del tempo.

Anche l’uso come auto da famiglia è in parte condizionato dalla capienza del bagagliaio: se avessi necessità di portare in vacanza quattro persone con i relativi bagagli, ti conviene prendere in considerazione l’installazione di un box da tetto per aumentare la capacità di carico.

La Suzuki e-Vitara è proposta sia con trazione anteriore sia integrale. Curiosamente, le due versioni partono dal medesimo prezzo, ossia 36.900 euro, grazie al fatto che il modello a trazione anteriore è offerto solo nell'allestimento Top, mentre della e-Vitara con trazione AllGrip-e è disponibile l'entry level Cool.

L'allestimento superiore Top – quello dell’auto in prova – vale 2.000 euro in più e porta in dote cerchi da 19'', fendinebbia a LED, tetto panoramico e retrovisori in tinta col tetto nella verniciatura bi-color. E ancora: selleria in materiale pregiato, sedile lato guida a regolazione elettrica, ricarica wireless per lo smartphone, infotainment più evoluto (ma sempre con schermo da 10,1 pollici) con subwoofer e 5 altoparlanti invece di quattro, oltre alle telecamere a 360°. Soldi ben spesi, insomma.

Se vuoi risparmiare, il consiglio è semmai di puntare direttamente sul modello con trazione anteriore 2WD, che al prezzo di un’accelerazione appena meno brillante (siamo a un comunque ottimo crono di 8,7 secondi sullo 0-100) ti concede un’autonomia leggermente più ampia, con un dato dichiarato di 426 km.

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Listino Suzuki e Vitara
AllestimentoCV / KwPrezzo
e Vitara ALLGRIP-e Dual Motor 4WD - / -38.900 €

Per ulteriori informazioni su listino prezzi, caratteristiche e dotazioni della Suzuki e Vitara visita la pagina della scheda di listino.

Scheda, prezzi e dotazioni Suzuki e Vitara
Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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