LA GUASTAFESTE Arrivata per ultima dalla lontana California, in poche settimane si è già affermata come la numero 1 in Europa. Attorno a Tesla Model 3 l'attesa si tagliava col coltello: ebbene, non appena sul mercato, Model 3 si è subito imposta come l'auto elettrica più venduta in assoluto. A febbraio era già in testa alla classifica, facendo mangiare la polvere anche a modelli di ben altra tradizione "zero emission" come Renault Zoe e Nissan Leaf.

PIONIERI Non è finita qui: Model 3 ha già rovinato la festa anche alle berline premium a combustione interna. Esatto, Model 3 vende già più di mostri sacri come Mercedes Classe C, e un motivo ci sarà... La gran parte dei volumi, l'entry level della gamma Tesla li ha tra l’altro realizzati coi privati, e non con le flotte, come in genere accade a un'auto al suo debutto. Clienti privati come Matteo Csermely, uno dei primi italiani in assoluto a ritirare il suo esemplare, nonché il primo cliente Model 3 della sua città, Parma. Da Matteo, la cortesia di venire a farci visita a Milano, e a condividere con noi le straordinarie proprietà della sua "bimba".

ASPETTAVO TE "Prima ancora che Model 3, ho scelto Tesla", spiega Matteo, proprietario di una Model 3 Dual Motor di colore blu, "cioè l'unica compagnia che mi consentisse di acquistare un'auto elettrica adatta sia agli spostamenti urbani, sia ai viaggi a lungo raggio. Dall'ordinazione online, ho atteso la bellezza di due anni. Ma dopo due sole settimane di convivenza, posso affermare che ne è valsa la pena".

L'IDENTIKIT Lunga 4 metri e 69, Tesla Model 3 è una berlina di dimensioni leggermente più generose di una BMW Serie 3, accoglie a bordo 5 adulti abbastanza comodamente (in seconda fila manca ovviamente il classico tunnel di trasmissione) e ha un bagagliaio posteriore di 425 litri (oltre a un più piccolo vano frontale). Il design esterno lo riconosci immediatamente: minimalista, pulito, una carrozzeria dalla superficie lisce, come se accarezzasse l'aria. Lo dice anche il Cx aerodinamico, fermo a 0,23.

TELEVISORE Gli interni? A loro volta essenziali, spogli di qualsiasi aggeggio che non serva. Non a una Tesla, almeno. Minimal, ma soprattutto quanto di più hi-tech si sia mai visto sulle quattro ruote. Colpisce ovviamente il grande schermo touch da 15 pollici sospeso sulla consolle centrale, unica interfaccia tra auto e pilota. L’assenza del quadro strumenti e la posizione ribassata del display hanno permesso tra l’altro un design della plancia particolarmente basso, a tutto vantaggio della visuale, almeno di quella anteriore. Fa specie anche il volante multifunzione: due sole rotelle nelle razze per impartire i comandi. E quante cose che puoi fare, dal "TV" che fluttua alla tua destra! Dalla regolazione degli specchi retrovisori alla climatizzazione, dalla navigazione con Google Maps alle telefonate in vivavoce. Fino all'agenda appuntamenti, persino ai giochi di ruolo (Space Invaders) e all'apertura automatica del cancello (!!!). Gli mancano braccia e gambe, e allora sarebbe un vero e proprio robot.

LA GAMMA Già da qualche mese in vendita negli Usa, da aprile è ordinabile anche in Italia l'edizione "standard range" (da 48.500 euro). Presto, negli Stati Uniti l'offerta verrà completata dalla versione "short range" da 35.000 dollari, quella tanto annunciata. Standard Range a parte, nel nostro Paese Tesla Model 3 è disponibile (a partire da 58.000 euro) anche in configurazione Dual Motor, quella cioè equipaggiata da due motori elettrici (uno per asse) dalla potenza combinata di 455 cv e da batterie ad alta capacità da 75 kWh. Accelerazione 0-100 km/h in 4 secondi e 7, un'autonomia “teorica” di 560 km, variabile a seconda dello stile di guida. Oltre alla Dual Motor standard, il listino per l'Italia include anche Tesla Model 3 Performance: autonomia lievemente inferiore (530 km), ma anche una potenza di 487 cv, una velocità massima di 250 km/h e un'accelerazione 0-100 km/h in soli 3 secondi e mezzo.

GUIDO IO Ecco il piatto forte: 3.500 euro il costo per le 7 telecamere, i 12 sensori a ultrasuoni e il radar del miracoloso Autopilot, 5.400 euro il costo invece della versione ancora più evoluta (Enhanced Autopilot). Tra gli upgrade, anche la speciale funzione "Navigate on Autopilot": in sostanza, una volta immesso un indirizzo di destinazione, il servizio "Navigate" aggiunge alle funzioni standard anche l'automatismo di accesso e abbandono delle rampe autostradali: è sufficiente azionare l'indicatore di direzione, a tutto il resto pensa il cervellone Tesla. Idem per i cambi di corsia: metti la freccia, Model 3 scansiona il quadro circostante (presenza e velocità relativa degli altri veicoli), e non appena se la sente, inizia la manovra di sorpasso. Quattro i livelli progressivi di intervento: Disabled, Mild, Average e Mad Max, a seconda del grado di...aggressività col quale si intende abbandonare una corsia per quella parallela. Guai, ancora, a parlare di guida autonoma in senso stretto. Ma al volante di Model 3, il traguardo non è poi così lontano.

ULTRAFAST La ricarica? Dai cosiddetti Tesla Superchargers, una rete di 430 stazioni e 3.600 colonnine sparse in tutta Europa, in Italia sono già qualche decina. Si sottoscrive un contratto pay-per-use, si aggancia il cavo al totem di ricarica, e si attende. Quanto? In venti minuti, recuperi anche 150 km di autonomiaOvviamente, è possibile ricaricare anche da qualsiasi altra fonte di energia, prese domestiche incluse. In questo caso le tempistiche, beh, crescono.

ALLA GUIDA Model 3 condensa tutti i benefici di un'elettrica tradizionale (zero vibrazioni, ripresa immediata), in più aggiunge quelle performance che solo una sportiva pura è in grado di eguagliare. L'accelerazione incolla al sedile, per una sensazione fin fastidiosa, tanti sono i Newtonmetro scaricati tutti in una volta, e tale è il silenzio nel quale la prestanza viene espressa. Potente anche la frenata rigenerativa, dall'intensità comunque modulabile a piacimento. Si può osservare che a velocità autostradali il fruscio aerodinamico sia piuttosto avvertibile. Che l'assenza di qualsiasi tasto fisico richieda un minimo di apprendistato. Poi fai doppio clic sulla levetta apposita, imposti l'Autopilot, e tutto il resto passa in second'ordine.

MARZIANA L'approccio Tesla alla mobilità elettrica è particolare sin dalle basi: con le auto a combustione interna, è l’intero progetto, che ha ben poco da spartire. A cominciare dai pneumatici, un elemento che secondo gli ingegneri californiani rappresentano l'autentico eroe nascosto. Già, perché le sollecitazioni alle quali le gomme di un'elettrica vengono sottoposte durante la marcia sono maggiori che non su un'auto tradizionale. Questo è dovuto sia al peso superiore (1.850 kg la massa di una Model 3 a trazione integrale e batterie ad alta capacità), sia al regime costante di coppia motrice che ad esse viene trasmesso. Sia, infine, alla ripartizione delle masse stesse.

AUTO SPAZIALI Capitolo freni. Per Model 3 i tecnici Tesla hanno optato per un più sofisticato impianto anteriore a quattro pompanti anziché un più economico sistema a pistoncino singolo, a tutto beneficio di una migliore risposta al pedale. Quanto ai dischi, essi sono programmati per durare quanto il veicolo stesso, ovvero almeno 240.000 km: d'altra parte, sfruttando l'auto elettrica il principio di freno motore rigenerativo, i freni sono assai meno sollecitati che non nel caso di auto con motori a pistoni. L’ultima chicca: Tesla si è avvalsa della consulenza della NASA per individuare il preciso range di frequenza vibrazioni entro il quale la guida possa considerarsi confortevole, senza per questo rinunciare alle prestazioni pure. Secondo i suoi progettisti, la puntigliosa messa a punto della frequenza verticale è tale da paragonare un viaggio in Model 3 a una camminata veloce, oppure a una corsetta.

IN CONCLUSIONE Oltre a motore elettrico, interni digitali e guida semi-autonoma, Tesla Model 3 è molto di più. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti, quest'auto è destinata a far parlare di sé negli anni a venire.


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