ATTACCO AL POTERE Chi la acquista, lo fa essenzialmente per godere delle sue performance tecnologiche. In chiave guida autonoma, così come in termini di comfort di bordo e di utilizzo in generale. Nessuno, o quasi, compra Tesla Model 3 per strapazzarla in pista un giorno sì e uno no. E se così facendo si perdesse un'esperienza? Dopo gli "hot lap" di Randy Pobst ad un evento Tesla Corsa, il format ideato dalla compagnia californiana per permettere ai clienti di assaporare a bordo delle proprie vetture anche il brivido del circuito, il dubbio è lecito. Al punto tale che una sfida tra la Model 3 e BMW M3, la berlina corsaiola per definizione, non è più un esercizio di pura fantasia.

ESPERIENZE ELETTRIZZANTI Detto anche "The Rocket", Randy Pobst è un navigato driver statunitense di vetture Gran turismo, oltre che collaudatore per il magazine Motor Trend. Nel camera car registrato da un cliente Tesla, Pobst prende i comandi di una Model 3 Performance (quella equipaggiata di due motori elettrici e di trazione integrale, 450 cv di potenza e 640 Nm di coppia) e inizia a scaraventarla da una curva all'altra con piglio garibaldino. Le sue impressioni sono positive. Molto, positive. Piace in particolare la proprietà del freno motore non solo di rallentare automaticamente l'auto senza l'intervento diretto sul pedale, ma anche di stabilizzare la vettura in ingresso curva. Il paragone con Sua Maestà M3 non è un'infamia: Model 3 è di 180 kg più pesante della sedan tedesca, ma la birra in corpo non le manca, il telaio neppure. Chissà che un giorno non si ritrovino fianco a fianco in griglia di partenza...


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