Test Drive

Toyota Rav4 3p D-4D


Avatar Redazionale , il 07/11/05

16 anni fa - Una SUV molto... urbana

Il vino buono sta nella botte piccola. La regola si può estendere in senso lato anche alle SUV, come conferma questa Toyota poco più che tascabile, giunta ormai a fine carriera. Si disimpegna a meraviglia in città e nel misto ma non si presta a fare l'animale da soma.

CITTADINA MODELLO Sicuri che, una volta srotolata la sigla SUV,la U stia sempre per Utility? Dopo una lunga convivenza con la Rav4 atre porte, sorge infatti spontaneo il sospetto che nel suo caso la U possa stare per Urban.La piccola tuttoterreno della Toyota si dimostra infattiincredibilmente a suo agio tra le mura e i vicoli dei centri storici. Fuoristrada d'origine, ma cittadina d'adozione.

IN UN FAZZOLETTO Linea e dimensioni, tra l'altro sono di quelle che non stonano nel panorama urbano. Grazie a raggio di sterzata tanto contenuto da fare quasi invidia a un carrello del supermercato e all'ottima visibilità assicurata dalla posizione di guida rialzata, la Rav4 si lascia condurre sin dai primi metri con gran disinvoltura. Ogni manovra negli spazi stretti avviene con l'agilità di un trialista. Con una lunghezza massima che non arriva ai tre metri e novanta, questa Toyota si parcheggia in un fazzoletto, alla faccia della ruota di scorta montata sul portellone.

FOTO DI GRUPPO Guardata in mezzo alla fila della altre auto, tra l'altro, non fa la figura del ripetente spilungonenella foto di classe delle medie. L'acquisto della Rav4 non varrà certol'assegnazione della tessera di socio onorario di Legambiente ma al suovolante pare difficile urtare la sensibilità di chi vorrebbe le SUV esiliate lontano dalle metropoli.

VOCE ROCA A confermare la vocazione urbana della Rav4 è anche il motore, un common rail sempre valido nonostante abbia qualche primavera sulle spalle. La sua dote migliore è senza dubbio la prontezza, dote che assicura partenze fulminee ai semafori, complice un cambio rapido, preciso e rapportato sul corto. La voce del turbodiesel nipponico è tuttavia un po' roca, alla Fausto Leali, e finisce per disturbare un po'quando si affrontano lunghi trasferimenti autostradali a velocità acostante. Niente di insopportabile, comunque, e facilmente mascherabilealzando un po' il volume della radio.

GUSTOLUNGO Se non si ha grande fretta, il massimo è però prendere il primo casello e avventurarsi lungo percorsi misti,dove la Rav4 a tre porte mostra di temere ben poche concorrenti. Ilbaricentro non troppo alto, gli sbalzi ridotti all'osso e lo sterzoabbastanza diretto permettono di disegnare le traiettorie con una precisione sconosciuta alle rivalia ruote artigliate e pure ad alcune berline. La tendenza ad allargarele traiettorie di muso è davvero minima e quando anche si mette allaprova la stabilità della coda non si registrano mai reazioni brusche o indurimenti dello sterzo.

PRONTA A TUTTO Il tutto, tra l'altro, con un assetto che salvaguarda l'incolumità delle vertebre,tanto sullo sconnesso, quanto nel fuoristrada. Eh, già, tra curve econtrocurve quasi ce lo si dimentica ma la Rav4 è e resta comunque un jolly pronto a lasciare la retta vita e a inerpicarsi su per sentieri impervi. La Toyota ha scelto una formula semplice, con trazione integrale permanente, differenziale centrale a giunto viscoso e ripartizione automatica della coppia tra i due assi. A chi guida è richiesto solo di scegliere la marcia giusta e di dare gas, indirizzando le ruote là dove serve: più facile di così... La semplicità non impone però alcuna rinuncia.Il sistema funziona a meraviglia: grazie al peso contenuto e agliangoli caratteristici favorevoli, anche senza marce ridotte si possonoraggiungere con la Rav4 mete a prima vista impensabili.

OUT OUT Il principale limite alla versatilità di questa Rav4 sta così nella sua struttura a tre porte, che esaltà sì l'agilità ma complica la vita a chi si vorrebbe muovere con passeggeri e bagagli al seguito.La zona posteriore dell'abitacolo ha dimensioni molto ridotte econsiglia di fare scelte piuttosto drastiche: o gli uni o gli altridevono restare a casa. Se si viaggia in quattro il bagagliaio hainfatti un volume utile di soli 175 litri, buoni solo se come meta si ha un villaggio di naturisti.

CONTO SALATO A far storcere un po' il naso è poi anche il listino prezzi,anche se ora che la sua carriera sta volgendo al termine (con l'arrivodel nuovo modello, tra l'altro, scomparirà la carrozzeria a tre porte)nelle concessionarie si strappano ottime condizioni. Promozioni aparte, per una Rav4.com Sol occorre stanziare comeminimo 28.501 euro, che possono però diventare 34.051 se si aggiungonointerno in pelle, tetto apribile, navigatore touch screen e cruisecontrol. La dotazione sarà anche al top, con di seriepure il sistema vivavoce integrato Bluetooth, l'antifurto satellitare eun sensore d'impatto che avvisa una centrale operativa in casod'incidente ma il conto resta salato. Meglio piuttosto puntare sulla versione base e non pensarci più. In ogni caso c'è comunque la consolazione che la Rav4 tiene il valore meglio ancora di come tiene l'asfalto.


Pubblicato da Paolo Sardi, 07/11/2005
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