Icon Radar, da Magna un programma di scansione della strada in 4D
Detroit 2018

Magna Icon Radar, tecnologia di scansione della strada in 4D


Avatar di Lorenzo Centenari , il 16/01/18

3 anni fa - Un radar di derivazione militare che riconosce oggetti a 300 metri

Al Naias, un radar di derivazione militare che riconosce oggetti a 300 metri. Icon Radar è 50 volte più veloce dell'occhio umano

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IN UN BATTER D'OCCHIO Mentre state leggendo questo articolo, sbatterete le palpebre chissà quante volte. Nemmeno ve ne accorgete, tanto il movimento è rapido e istintivo. Bene, sappiate che nei laboratori Magna è pronto un radar che scansiona l'intero ambiente circostante in un tempo che rispetto al battito di ciglia è inferiore di 50 volte. Si chiama Icon Radar e debutta in questi giorni al NAIAS di Detroit. Dal gigante canadese della componentistica per auto, ecco il complemento più evoluto per la guida autonoma di dopodomani. 

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RADAR ONNIPOTENTE Nella progettazione di Icon Radar, Magna International si è avvalsa del know-how della start-up Uhnder e di tecnologie segrete di derivazione militare. Lo speciale scanner esplora i dintorni sotto quattro prospettive: distanza, altezza, profondità, inoltre velocità. Da qui l'espressione di radar che lavora in 4 dimensioni. I suoi potenti sensori identificano 100 volte più oggetti rispetto a sistemi tradizionali, anche gli oggetti lontani fino a 300 metri. Assegnando ad ognuno di essi il nome proprio: veicolo, ciclista, pedone, ma anche animale, guard rail, detrito stradale, dissuasore di velocità. Nulla sfugge ai suoi occhi di falco.

UN ESERCITO DI CHIP Lungo il percorso di sviluppo della guida senza conducente di livello 4 e livello 5, la messa a punto di Icon Radar potrebbe risultare decisiva. D'altra parte, alcune delle criticità mostrate dai software di self-driving oggi in sperimentazione interessano proprio il riconoscimento di ostacoli di minori dimensioni, come ad esempio un bimbo che attraversa la strada. Pescando dalla sfera militare, un bacino al quale il mondo automotive deve molto in termini di progresso tecnologico, Magna avrebbe in buona parte risolto il problema. E ridotto il gap tra la mobilità del presente e quella fantascientifica del futuro a medio-lungo termine.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 16/01/2018
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