Pubblicato il 12/06/20

NUOVO CALENDARIO Ieri la Dorna e la FIM hanno annunciato il calendario MotoGP 2020, rivisitato in toto a seguito dei rinvii dovuti alla Pandemia di Covid-19. Sarà un mondiale zoppo, senza le storiche tappe di Mugello e Assen, ma anche senza Silverstone, Motegi, Phillip Island, Sachsenring e anche privo del novello KymiRing, ma sarà comunque un mondiale di almeno 13 GP per la serie regina, sette dei quali sui circuiti spagnoli di Jerez, Aragon, Barcellona e Valencia, con due tappe a Misano e Spielberg, e le restanti due a Brno e Le Mans. Privati dell'appuntamento casalingo del Mugello, i piloti della Ducati non vedono comunque l'ora di ripartire dopo la sosta forzata di cinque mesi.

Andrea Dovizioso (Ducati) 2020

DOVI E LA MENTE Il primo a parlare è stato Andrea Dovizioso, che si è tenuto in forma nelle ultime settimane in sella a una moto da cross: ''Finalmente si torna a correre! L’annuncio del nuovo calendario ufficiale ci permette di prepararci al ritorno in pista avendo in mente una data precisa. Io mi sono allenato molto in questo periodo, ma non è stato facile farlo senza sapere se e quando avremmo potuto ricominciare a correre. Sarà una stagione molto difficile, in cui dovremo gestire una situazione nuova per tutti. Non è mai successo prima d’ora di disputare due gare in fine settimana successivi sullo stesso tracciato e su questo aspetto dovremo essere preparati non solo fisicamente ma anche mentalmente. In aggiunta correre così tante prove in poco tempo non lascia praticamente nessun margine di errore e quindi sarà fondamentale sapersi gestire bene. Non vedo l’ora di tornare in sella alla mia Desmosedici GP, rivedere il team e tornare finalmente in azione”.

MotoGP Valencia 2019, Ricardo Tormo Cheste: Danilo Petrucci (Ducati)

PETRUX E IL CALDO Il suo compagno Danilo Petrucci - almeno per questa stagione, visto che è ormai certo l'addio al team al termine del 2020 con direzione Aprilia, KTM o Superbike - è preoccupato invece dal caldo torrido che accoglierà il mondiale in Andalusia a luglio: ''Questa, in ogni caso, sarà una stagione molto strana, ma avere il calendario a disposizione ci permette almeno di iniziare a metabolizzare la nuova situazione. Ad esempio correremo su circuiti che già conosciamo, ma in periodi diversi dell’anno: non abbiamo mai corso a Jerez a luglio, perché normalmente la gara è a maggio, e la differenza di temperatura potrebbe essere determinante. Dovremo adattarci tutti, ma ora ciò che conta è avere finalmente una data di inizio. E per il bene di tutti, dovremo anche impegnarci a rispettare le norme di sicurezza igienico-sanitarie di ciascun Paese in cui si disputeranno i GP''.

DALL'IGNA E LA FATICA Infine Gigi Dall'Igna, Direttore Generale di Ducati Corse, ha espresso il suo pensiero sulla ripartenza, sottolineando il grande sforzo di fare 13 gare in appena 4 mesi. ''Siamo molto contenti del lavoro svolto nelle scorse settimane con gli altri costruttori impegnati nel mondiale, insieme a FIM, Dorna Sports e IRTA per trovare delle soluzioni che ci consentissero di tornare a correre in una situazione così complicata. Nonostante le numerose difficoltà oggettive e le restrizioni che dovremo accettare, credo sia una notizia molto positiva avere finalmente un calendario che ci consente comunque di poter disputare la stagione 2020, anche se in forma ridotta. Durante questi mesi di blocco abbiamo fatto tutto il possibile per essere pronti per l’inizio del campionato: il calendario è molto fitto e richiederà un grande sforzo da parte di tutti, non solo dei piloti, ma anche di tutti i nostri ingegneri e meccanici. Per questo voglio ringraziare fin da ora tutta Ducati Corse, ed anche i tutti i nostri partner e sponsor per il supporto e la comprensione che ci hanno dimostrato in questo periodo''.


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