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Il weekend del Gran Premio di Spagna di Jerez è andato in archivio, ma non si sono ancora placate le polemiche per la vittoria di Marc Marquez nella Sprint, soprattutto per la modalità con cui il pilota Ducati è rientrato ai box dopo la caduta. Lo spagnolo, finito a terra all’ultima curva, ha deciso di non riprendere semplicemente la pista, ma di tagliare verso la pitlane passando sull’erba per effettuare il cambio moto. Una scelta che si è rivelata decisiva per il risultato finale, ma che ha sollevato dubbi tra appassionati e addetti ai lavori: perché non è arrivata alcuna penalità? La risposta sta nel regolamento, che non prevede un punto obbligatorio di ingresso ai box, ma stabilisce come riferimento il Pit Lane Entry Timing Point, ovvero il punto in cui entra in vigore il limite di velocità di 60 km/h. Marquez è transitato correttamente da quel punto, rispettando quindi la procedura richiesta.
🤯 @marcmarquez93 HAS CRASHED BUT HAS MADE IT TO THE BOX TO CHANGE BIKES#SpanishGP 🇪🇸 pic.twitter.com/K41IPHPxTC
— MotoGP™🏁 (@MotoGP) April 25, 2026
A questo si aggiunge un altro aspetto fondamentale: la manovra è stata considerata sicura e non ha generato alcun vantaggio irregolare. Il pilota ha atteso che la pista fosse libera prima di rientrare, evitando situazioni di rischio per sé e per gli altri, e soprattutto non ha tagliato una porzione significativa del tracciato che potesse garantirgli un beneficio competitivo diretto. Inoltre, la sua Ducati è rimasta accesa dopo la caduta, permettendogli di riprendere immediatamente la marcia senza violare altre norme. In sostanza, una scelta atipica ma perfettamente conforme al regolamento vigente, che conferma ancora una volta la lucidità di Marquez nelle situazioni più caotiche e spiega perché quella che sembrava una furbata ai limiti si sia trasformata, invece, in una delle vittorie più assurde della MotoGP recente.



