Per buona parte del GP Germania, Jack Miller aveva dato l'impressione di poter conquistare il suo miglior risultato stagionale. Il pilota del team Prima Pramac Yamaha era infatti stabilmente in ottava posizione, alle spalle di Fabio Quartararo, quando a cinque giri dalla conclusione qualcosa è cambiato all'improvviso.
Nel giro di poche curve l'australiano ha iniziato a perdere terreno, venendo superato da Luca Marini, Brad Binder ed Enea Bastianini praticamente in rapida successione. Un crollo così improvviso da far pensare agli avversari che avesse un problema tecnico.
''Sembrava avesse un guasto''
Marini, che lo ha superato nel finale, era convinto che sulla Yamaha di Miller ci fosse qualcosa che non andava. Il pilota Honda ha dichiarato: ''Sinceramente Jack stava andando molto forte. Poi non so cosa gli sia successo. Sembrava avesse un problema perché, da un giro all'altro, è diventato improvvisamente molto lento''.
Alla fine Miller ha perso anche un'altra posizione, chiudendo dodicesimo dopo aver visto sfumare un piazzamento ben più prestigioso.
La spiegazione del pilota Yamaha
A fine gara è stato lo stesso Miller a chiarire l'origine del problema. Il degrado della gomma posteriore lo ha costretto a modificare la mappatura del motore per riuscire ad arrivare fino al traguardo, pagando però un prezzo molto elevato in termini di prestazioni.

Miller ha dichiarato: ''È stata una buona gara fino a cinque giri dalla fine. Poi è crollato tutto. Per restare sul passo di Fabio dovevo sfruttare molto di più la gomma posteriore rispetto agli altri. Quando il grip è diminuito ho iniziato ad avere grossi problemi e ho dovuto passare a un'altra mappatura del motore solo per riuscire a portare la moto al traguardo. Da quel momento non avevo più potenza''.
L'australiano ha aggiunto di non sapere ancora se la scelta della mappatura sia stata il frutto di un errore di valutazione oppure una conseguenza inevitabile della situazione: ''È troppo presto per dirlo. Non voglio affermare qualcosa senza avere tutte le informazioni''.
I segnali positivi restano
Al di là del risultato finale, Miller preferisce concentrarsi su quanto mostrato per gran parte della gara, nella quale è riuscito a tenere il passo di Quartararo per oltre venti giri.

Miller ha dichiarato: ''Siamo stati competitivi per 24 giri e questo è un piccolo successo. I progressi ci sono e stiamo continuando ad avvicinarci. Sapevo che con questo nuovo progetto avremmo attraversato anche momenti difficili. Speriamo che durante la pausa estiva la squadra riesca a trovare qualcosa che ci permetta di fare un ulteriore passo avanti nella seconda parte della stagione''.
Nel fine settimana del Sachsenring anche Quartararo ha utilizzato un assetto più vicino a quello sperimentato da Miller, un confronto che potrebbe offrire indicazioni utili agli ingegneri Yamaha in vista del prosieguo del campionato.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



