Autore:
Giulio Scrinzi

OLTRE IL LIMITE La stagione 2017 della MotoGP è andata in archivio con la vittoria del sesto Titolo Mondiale da parte di Marc Marquez. Un Campionato avvincente, che ha spinto oltre i limiti i vari protagonisti del Motomondiale… anche per quanto riguarda le staccate con tanto di ruota posteriore sollevata! In tal senso, Brembo ha analizzato ogni singolo Gran Premio del 2017, rilevando tutte le statistiche più interessanti in fatto di tempo speso in frenata, di decelerazioni medie e di indice di difficoltà tra tutti i circuiti del Mondiale.

LE CINQUE FRENATE PIÙ DURE Innanzitutto la casa lombarda ha stilato la classifica delle cinque staccate più impegnative di tutta la MotoGP 2017, tra le quali ha spiccato quella della curva 12 sul Circuit of The Americas. Al termine del lungo rettilineo di 1,2 km, i prototipi del Motomondiale sono chiamati ad affrontare una frenata che dura 6,3 secondi e fa passare la velocità da 339 a 67 km/h con una decelerazione di 1,5g. Dati impressionanti che hanno battuto la staccata della curva 5 sul tracciato Termas de Rio Hondo (Argentina), nella quale l’impianto frenante raggiunge il valore di 10,9 bar. Gradino più basso di questo speciale podio per la staccata alla curva 1 della pista di Sepang, in cui la pressione di frenata arriva addirittura a 11,7 bar in una decelerazione da 318 a 74 km/h, che ha battuto quella alla San Donato del Mugello (in cui si arriva dopo aver raggiunto l’impressionante velocità di 355 km/h) e quella alla prima curva del circuito del Qatar, che dura 5,1 secondi per 289 metri.

I CIRCUITI PIÙ DIFFICILI Per quanto riguarda, invece, i circuiti più difficili, Brembo li ha divisi a seconda della percentuale di tempo speso in frenata durante l’intero arco della corsa, della decelerazione media per ogni singolo giro e dell’indice di difficoltà, che va da 1 (molto facile) a 5 (complicato). Nella prima categoria il circuito di Losail (Qatar), quello di Jerez de la Frontera e il Twin Ring di Motegi sono tutti arrivati primi a parimerito con un 33% di impegno frenante, mentre il Red Bull Ring austriaco ha svettato nel secondo gruppo con una decelerazione media di 1,30g. Ma non è tutto, perché il circuito di proprietà del team “con le ali” di Formula 1 ha ottenuto anche un giudizio di 5/5 in fatto di difficoltà, alla pari con il Montmelò di Barcellona-Catalunya, di nuovo con il Twin Ring di Motegi e con la pista di Sepang, in Malesia.


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