Autore:
Giulio Scrinzi

DOPPIETTA STORICA Nel giro di due settimane Andrea Dovizioso è salito sul gradino più alto del podio della MotoGP per ben due volte: prima sul circuito di casa del Mugello, poi nella tana del lupo degli avversari spagnoli sul tracciato di Barcellona-Catalunya. Una doppietta storica che mancava da ben sette anni, da quella stagione 2010 nella quale era stato Casey Stoner a portare la Rossa al trionfo, rispettivamente nel GP d'Aragona e in quello del Giappone.

VITTORIA POSSIBILE Un risultato importantissimo, sia per il pilota di Forlimpopoli sia per la Desmosedici Made in Borgo Panigale. Nel primo caso perchè, ora, il DesmoDovi si trova secondo in campionato a soli sette punti di svantaggio dal leader di classifica Maverick Vinales. Nel secondo, invece, perchè questo doppio successo ha dimostrato che la Ducati, quest'anno, ha tutte le carte in regola per lottare regolarmente per la vittoria. E magari anche per il Mondiale.

ORA SI PUÒ SOGNARE Sette lunghezze dalla vetta sono praticamente nulla, e Dovizioso lo sa. Per questo motivo, il numero 4 della Ducati può cominciare a portare avanti quel sogno nel cassetto che ha custodito per tanto tempo, un titolo mondiale che gli manca dal suo primo, e unico, del 2004 nella classe 125. Ma sempre con i piedi per terra. “I punti di distacco in classifica da Vinales sono pochissimi, e questa situazione è totalmente inaspettata – ha commentato Andrea al termine del GP di Catalunya – Tuttavia, non sto pensando assolutamente al campionato: voglio sfruttare al meglio la mia moto, cercando di limare quei piccoli difetti che ancora ha, ma che ha dimostrato negli ultimi appuntamenti di essere molto competitiva. La lotta per il titolo? Ci sto facendo un pensiero... ma meglio rimanere con i piedi per terra”.


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