Prova su strada

Harley-Davidson Pan America: una prova su strada sorprendente (Video)


Avatar di Danilo Chissalé , il 22/04/21

7 mesi fa - Pregi, difetti e prezzo della nuova Pan America Harley-Davidson in video

Harley-Davidson Pan America: la maxi enduro americana sorprende per doti dinamiche, qualità e prezzo. Pregi e difetti dopo la prova

Curiosità, scetticismo, preconcetti o entusiasmo, quando si rompono le righe come ha fatto Harley-Davidson con la Pan America 1250 non c’è un sentimento giusto o sbagliato. Quello che è certo è che per la Casa di Milwaukee è un bel salto nel buio, lanciarsi in un segmento ad altissimo tasso di competitività, con un background nel segmento praticamente nullo, non è cosa da poco. Avrà la maxi enduro Made in USA le carte in regola per confrontarsi a viso aperto con Ducati Multistrada, KTM 1290 Super Adventure e BMW R 1250 GS? Non c’è modo migliore per scoprirlo di saltarci in sella per scoprirne soluzioni tecniche, pregi e difetti. Dai che si va!

Harley-Davidson Pan America, la gamma tra standard e Special Harley-Davidson Pan America, la gamma tra standard e Special

DESIGN

Amatela oppure no, ma senza dubbio la Harley-Davidson Pan America sarà una di quelle moto inconfondibili e il merito (o demerito, se proprio non riuscite a farvela andare giù) è sicuramente dell’estetica. Personalmente non mi dispiace, anzi, se mi avessero affidato il compito di disegnarla, il risultato non sarebbe stato poi tanto differente – almeno idealmente, dato che non sono un designer – da quello definitivo.

INCONFONDIBILMENTE HARLEY Frontale massiccio che ricorda vagamente la gamma touring della casa del Bar&Shield, linee muscolose e serbatoio allungato, questi i tratti distintivi della Pan America 1250, inconfondibilmente Harley nel suo aspetto. Il faro anteriore a sviluppo orizzontale è sicuramente l’elemento caratterizzante, e oltre alla semplice estetica ha anche una funzionalità specifica secondo Harley-Davidson: migliorare l’illuminazione anche nell’utilizzo in fuoristrada. La coda, invece, ha una struttura tale da integrare i supporti per le borse laterali, almeno quelle della linea Sport, per quelle in metallo e quelle morbide serve un telaietto specifico.

Harley-Davidson Pan America, il regolatore di tensione rimane esposto anche con il paracoppa Harley-Davidson Pan America, il regolatore di tensione rimane esposto anche con il paracoppa

FINITURE Gli standard qualitativi, specialmente quando si ha a che fare con moto appartenenti al segmento “premium” sono sempre elevatissimi, ma Harley s’è presentata al confronto con le armi ben affilate. La cura del dettaglio è quasi impeccabile: convincono le verniciature, le plastiche e perfino i blocchetti, affollatissimi di tasti (la mancanza di retroilluminazione è una pecca) ma ugualmente ben realizzati. Un piccolo appunto lo faccio al paracoppa della versione special che lascia esposto il regolatore di tensione, che avrà pur bisogno di stare al fresco, ma così rimane piuttosto esposto. 

MOTORE

Al centro del progetto della nuova Harley-Davidson Pan America 1250 c’è, sia a livello visivo, sia a livello tecnico, il propulsore Revolution Max, indiscusso protagonista. L’inedito motore ad alte prestazioni con raffreddamento a liquido arriva per la prima volta su un modello di serie dopo aver fatto il suo debutto davanti al grande pubblico durante EICMA 2019. Il V-Twin da 1.250 cc – capace di 150 CV e 127 Nm di coppia massima - ha soluzioni tecniche innovative e materiali pregiati come la fasatura variabile, i pistoni forgiati in alluminio o la fasatura di scoppio derivata dall’esperienza nel flat track.

Harley-Davidson Pan America, lo scarico ha una voce educata ma possente Harley-Davidson Pan America, lo scarico ha una voce educata ma possente

GOODBYE (BAD) VIBRATION Il nuovo motore Harley-Davidson è davvero un inedito, e giunge a livelli di complessità tecnica mai raggiunti prima dal marchio del Bar&Shield. Un esempio è il doppio contralbero di bilanciamento – uno posto nel basamento e l’altro nella testa del cilindro frontale – che riducono al minimo le vibrazioni… sia chiaro, quelle cattive, ma anche un po’ quelle tipiche dei vecchi motori americani.

CICLISTICA

Come vi dicevo, il motore ha una sua centralità anche a livello strutturale, dato che fa da supporto per il telaio a traliccio anteriore e quello posteriore. Questo permette di contenere il peso della moto in 242 kg in ordine di marcia, ovvero con il serbatoio da 21 l pieno all’80-90% e con tutti i liquidi a bordo. Il peso sale a 253 kg nella più ricca versione Special.

VEDI ANCHE



DUPLICE ANIMA Un dato in linea con le rivali o quasi, raggiunto anche grazie a soluzioni particolarmente ricercate (almeno per quello a cui ci aveva abituato Harley) con il forcellone in alluminio pressofuso. La Pan America ha una duplice anima – avventurosa compagna in off-road, o macina highway – e lo si nota anche nella possibilità di scelta per cerchi e penumatici. La misura dei cerchi è 19 pollici all’anteriore e 17 al posteriore, di serie la moto è equipaggiata con pneumatici Michelin Schoarcher Adventure e cerchi in lega, ma in opzione (500 euro) si possono avere cerchi a raggi e pneumatici specifici per il fuoristrada Anakee Wild.

Harley-Davidson Pan America, i dischi freno anteriori sono da 320 mm Harley-Davidson Pan America, i dischi freno anteriori sono da 320 mm

I FRENI Per frenare una moto che ha una mole importante e prestazioni rilevanti (217 km/h di velocità massima) la Casa di Milwaukee s’è affidata a Brembo. All’anteriore operano una coppia di dischi flottanti da 320 mm morsi da pinze ad attacco radiale, al posteriore un disco singolo da 280 mm con una pinza flottante a mono pistoncino. Ad attacco radiale è anche la pompa freno anteriore, mentre a sovraintendere il tutto ci pensa l’ABS cornering.

LE SOSPENSIONI A differenziare nettamente, anche nel prezzo, le due versioni ci pensa il comparto sospensioni che, sia sulla standard, sia sulla Special è marchiato Showa. Sulla standard si bada alla sostanza con una forcella a steli rovesciati da 47 mm completamente regolabile affiancata da un monoammortizzatore con le stesse possibilità di regolazione, su entrambi gli assi l’escursione utile è di 191 mm. Sulla più ricca Special le sospensioni diventano semi-attive e cambiano il loro comportamento in base al ride mode selezionato (5 opzioni selezionabili e precarico automatico). . La chicca, optional dedicato alla sola versione Special al costo extra di 670 euro, è il sistema automatico per la regolazione dell’altezza da terra (Adaptive Ride Height). Questo sistema di sospensioni evoluto fa passare automaticamente la motocicletta da una posizione bassa, quando la moto è in arresto, a un’altezza di marcia ottimale quando la motocicletta è in movimento. Il sistema consente al motociclista di salire facilmente in sella alla Pan America1250 Special e di appoggiare con sicurezza i piedi a terra quando si ferma, abbassando l’altezza della sella da 2,5 cm fino a 5 cm a seconda del precarico posteriore selezionato automaticamente, che determina altezza da terra quando la moto è in movimento. 

ELETTRONICA

La sfida tra le moderne maxi enduro passa anche dalla tecnologia di bordo e la Pan America anche qui ha qualche asso nella manica… e qualche lacuna. Per la gestione delle prestazioni del motore sono presenti Cinque delle modalità sono pre-programmate. Il modello Pan America 1250 ha una modalità aggiuntiva che può essere personalizzata dal biker, mentre sulla Pan America 1250 Special le modalità personalizzabili sono addirittura 3. Ogni modalità di guida consiste in una combinazione specifica di erogazione di potenza, freno motore, sistema di frenata antibloccaggio avanzato in curva (C-ABS) e sistema di controllo della trazione cornering (C-TCS).

Harley-Davidson Pan America, il LED in stile Fat Bob servono per le luci cornering Harley-Davidson Pan America, il LED in stile Fat Bob servono per le luci cornering

DISPLAY TOUCH Per comandare tutti i parametri, oltre che a consultare le classiche informazioni di guida, c’è un touchscreen TFT inclinabile da 6,8 pollici con copertura in vetro antiriflesso lo rende più facile da vedere nella maggior parte delle condizioni di illuminazione. La funzione touchscreen è disabilitata quando la motocicletta è in movimento, ma il pilota in quel caso può utilizzare i comandi manuali per gestire i parametri o le chiamate in entrata e la musica, dato che è dotata di Bluetooth del motociclista. Per la navigazione, invece, Harley-Davidson mette a disposizione la propria app gratuita.

COME VA

Nuova Harley-Davidson Pan America Nuova Harley-Davidson Pan America

Dopo tanti dati e spiegazioni, necessarie per comprendere fino in fondo una moto del tutto inedita, è tempo di passare ai fatti e spigare come va la maxi enduro Made in USA partendo dalla posizione in sella. Ovviamente niente pedane avanzate e niente manubrio Ape Hanger, qui la posizione di guida è quella tipica delle moto del suo segmento: busto eretto, pedane centrali e braccia ben distese a impugnare un manubrio di generose dimensioni. Per il mio gusto personale avrei preferito che questo fosse un po’ più vicino al busto, ma ruotandolo si riesce a trovare la quadratura del cerchio in base alla propria conformazione. Con il sistema ARH, la Pan America è veramente a prova di tutti, e l’altezza della sella da terra piuttosto elevata (850-870 mm) non è più un problema.

VIAGGIATRICE A proposito di sella, quella della Pan America è davvero ben realizzata, lo schiumato ha la giusta consistenza per trasmettere al pilota le sensazioni ma anche coccolarlo per distanze chilometriche importanti, d’altronde la Pan America è una strada iconica degli USA che ha ispirato viaggi e imprese leggendarie. Buona anche la protezione dall’aria offerta dalle sovrastrutture e dal plexiglass, che può essere regolato (anche in movimento) su 4 posizioni, peccato che nella sommità la visuale risulti leggermente distorta.

NON IL SOLITO MOTORE I motori Harley-Davidson si sono sempre fatti notare per la vigorosa spinta… e per il loro sound. Qui, però, è quasi spiazzante scoprire che la voce proveniente dallo scarico è piuttosto “educata” e che oltre i medi la spinta non termina, anzi. Centocinquanta cavalli – scritti per esteso per rendere bene l’idea di cosa abbiano tirato fuori in quel di Milwaukee - si sentono eccome, specialmente nel riding mode Sport. Nonostante non manchi di verve, il Revolution Max sa anche essere docile ed elastico, con dei medi corposi praticamente in ogni marcia, oltre che quasi esente di effetto on/off. L’unica pecca è una piccola ruvidità alle bassissime andature, ma c’è da dire che gli esemplari del test ride avevano sulle spalle pochissimi chilometri e qualche aggiustamento a livello più di trasmissione che d’erogazione è lecito.

SORPRENDENTE Lo ammetto, guardando le quote ciclistiche, le dimensioni e facendomi influenzare dallo “storico” di Harley, mi sono approcciato alla Pan America con aspettative non troppo rosee per quanto riguardava la dinamica di guida… e mi son dovuto ricredere. Se potessi sintetizzare l’esperienza di guida con un solo aggettivo quello giusto sarebbe sorprendente. Non è la più agile in assoluto del lotto nello strettissimo, seppur se la cavi in maniera più che soddisfacente, in compenso sul guidato medio veloce offre una stabilità eccellente: il suo pane sono le curve a medio raggio, anche piuttosto veloci, qui è nel suo habitat ideale e lo fa capire a chi guida trasmettendo una piacevole sensazione di controllo.

QUANTO MI PIACCIONO Non saranno ultra complesse nel funzionamento come le WP di KTM (e forse non è un difetto), ma le Showa a controllo elettronico della Pan America non fanno una piega davanti a qualsiasi scenario le poniate davanti. Volete galleggiare sulle buche? Ve lo fanno fare con il setting più confortevole. Volete saggiare le capacità dinamiche della moto usando una guida più spinta? “Allright my Friend, show me what you got!” sembrano dire, l’idraulica si fa più sostenuta ed è pronta ad affrontare anche la staccata più profonda, senza però farvi saltare le otturazioni se l’asfalto non è in ottime condizioni. Avere delle sospensioni così efficaci è decisamente un plus.

Harley-Davidson Pan America 1250 2021 Harley-Davidson Pan America 1250 2021

FUORISTRADA LEGGERO Ovviamente nel test non è mancato un piccolo assaggio di fuoristrada, seppur leggero. Anche in questo frangente la Pan America sembra poter essere in grado di reggere il confronto con le rivali. Ovviamente preferisce le strade bianche alle mulattiere, ma è una cosa comune per tutte le “maxi” a meno che non abbiate una particolare dimestichezza. Anche in questo caso fanno un’ottima figura le sospensioni, con due modalità di smorzamento in base al tipo di terreno che ci si mette sotto i tasselli. Con le mappe off road il motore si adatta al fondo con scarsa aderenza e, grazie a due setting specifici, si riescono a divertire sia il neofita – che può beneficiare dell’ausilio di ABS e traction control – sia chi è più smaliziato e preferisce che l’elettronica si faccia da parte… ma mai del tutto dato che il sistema anti-bloccaggio rimane sempre attivo all’anteriore. Un difetto? Il peso è posizionato un po’troppo in alto, non il massimo se ci si deve districare tra sentieri e pietraie.

CONCLUSIONI, PERGI E DIFETTI

Come avrete capito, la Harley-Davidson Pan America mi ha positivamente impressionato in generale. Come dicevo in apertura, non è affatto scontato realizzare una moto così vicina a dei progetti di successo con carriere pluridecennali alle spalle, ma da quanto emerge da questo primo contatto l’obbiettivo è stato raggiunto. È la moto migliore del segmento? Forse no (a breve arriverà la nostra immancabile comparativa su strada, dopo averle confrontate sulla carta), ma ci sono ottimi punti di forza – motore e sospensioni su tutti – e qualche difettuccio. Dall’impianto frenante mi sarei aspettato un po’più mordente, ma forse una pastiglia più aggressiva metterebbe una pezza, e a livello di dotazione qualcosina ancora manca. È vero, la Pan America offre tanto, il sistema di altezza variabile opzionale è una bella novità, ma ci avrei visto bene un quick-shifter e la retroilluminazione con dei blocchetti così complessi non avrebbe fatto male.

PREZZO

La rivincita, però, la moto americana se la prende sul prezzo. La Pan America 1250 costa 16.300 euro, poco più di una enduro di media cilindrata, ma al contempo offre prestazioni di tutt’altro livello. Anche la “full optional” Special è competitiva in quanto a prezzo: 18.700 euro, ben al di sotto, a parità d’equipaggiamento, rispetto alle rivali. Entrambe le versioni arriveranno nelle concessionarie a partire da metà/fine maggio.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA TECNICA Harley-Davidson Pan America 1250
Motore Bicilindrico a V, raffreddamento a liquido
Cilindrata 1250 cc
Potenza 150 CV
Coppia 127 Nm
Peso 242 kg standard, 253 kg Special
Prezzo Da 16.300 euro

ABBIGLIAMENTO DELLA PROVA

Casco Nolan N70-2 X
Giacca T.UR J-FOUR
Pantaloni T.UR P-FOUR
Guanti T.UR G-TWO
Stivali Rev'It! Gravel Out Dry


Pubblicato da Danilo Chissalè, 22/04/2021
Gallery
Vedi anche
Logo MotorBox