Pubblicato il 29/11/20

PROVA MULTISTRADA V4

Sfida ambiziosa quella di Ducati, creare una moto capace di dominare ogni strada, dal misto di montagna al fuoristrada leggero, senza dimenticare nemmeno il turismo a lungo raggio e l’utilizzo urbano. Detta così sembrerebbe impossibile, ma a Borgo Panigale hanno “sfornato” la Ducati Multistrada V4, la chiave di volta per raggiungere l’obbiettivo. Sarà vero? Scopriamolo insieme.

Ducati Multistrada V4S: 3/4 anteriore

LOOK E FINITURE

LA MULTI CI DA UN TAGLIO Dopo 18 anni e 110.000 unità prodotte, la Ducati Multistrada taglia col passato, rivoluzionando la sua filosofia. Rinuncia, almeno all’apparenza, alla vocazione prettamente stradale, per indossare i panni della dual sport, ovvero una moto versatile capace di gestire ogni tipologia di percorso, ovviamente sempre mantenendo intatto il DNA Ducati, fatto di moto esclusive, tecnologiche e performanti.Il taglio netto lo si nota fin dal primo sguardo alla Ducati Multistrada V4 2021. Il cerchio da 19 pollici prima era prerogativa della sola Enduro, ora equipaggerà tutte le versioni della crossover bolognese, e ce ne sono un bel po’ come vedremo. Rispetto al passato è più compatta e tornita, specialmente dal serbatoio alla coda. Davanti, invece, le superfici rimangono ampie e caricate verso l’anteriore: il lupo perde il pelo ma non il vizio, la sportività è ancora di casa sulla Multi V4, ed è enfatizzata anche dal nuovo frontale con luce DRL d’ispirazione Panigale. Tantissima attenzione è stata dedicata alla protezione dall’aria, il plexiglass e il cupolino sono più protettivi e nella parte inferiore ci sono delle appendici aerodinamiche che allontanano i flussi d’aria dalle gambe del guidatore.

Ducati Multistrada V4: ecco come respira il V4

FINITURE DEGNE DEL BRAND Ottimo, come sempre, il livello di finiture e accoppiamenti. Anche l’occhio più critico fatica a trovare elementi fuori posto. Sono ben realizzati i nuovi blocchetti elettrici che permettono di gestire facilmente anche al buio – essendo retroilluminati – i numerosi parametri dell’elettronica sofisticata di cui è dotata la Multistrada, mi convince anche la pratica tasca realizzata sul serbatoio per tenere al sicuro, ed eventualmente caricarlo grazie alla presa USB, lo smartphone.

MOTORE

ADDIO DESMO MA… Ovviamente il ruolo da protagonista indiscusso è interpretato dal V4 Granturismo, parente del motore che spinge Streetfighter V4 e Panigale V4, ma totalmente inedito e… discusso. La rinuncia alla distribuzione desmodromica ha fatto storcere ben più di qualche naso tra i puristi del marchio, ma la scelta è stata ponderata a dovere. Il fine, si sa, giustifica i mezzi e con l’obbiettivo di rendere il motore V4 Granturismo fluido, affidabile e più economico da gestire, Ducati ha optato per una distribuzione mista catena/ingranaggi con doppio albero in testa. Gli intervalli di manutenzione per la registrazione del gioco valvole sono ora a 60.000 km, il cambio olio ogni 15.000 km.

Ducati Multistrada V4: il nuovo motore V4 Granturismo

CHE NUMERI Il nuovo V4, sviluppato ad hoc per la Multistrada, è più leggero e compatto del bicilindrico 1260, ciò ha permesso di modificarne il posizionamento all’interno del telaio portando, secondo Ducati, importanti vantaggi nella distribuzione dei pesi e, di conseguenza, nella dinamica di guida. E non è finita qua, l’incremento di prestazioni è tutt’altro che irrisorio: 170 CV a 10.500 giri/min e 125 Nm a 8.750 giri/min contro 158 cv a 9.750 giri/minuto e 129,5 Nm a 7.500 giri, con il vantaggio di un’erogazione più fluida ai bassi regimi. Per raggiungere questo obiettivo, nella definizione delle performance del motore, è stata data grande attenzione alla realizzazione di curve di coppia dedicate ad ogni marcia in modo da avere sempre una erogazione fluida ai bassi regimi, ricca di coppia ai medi e dal carattere sportivo, inesauribile agli alti.

ELETTRONICA

ELETTRONICA TOP Date le prestazioni esuberanti non stupisce che l’elettronica di bordo della nuova Multistrada V4 sia al livello di una moderna supersportiva, ma per la “Multi” non è affatto una novità essere sofisticata dato che fu la prima moto ad adottare i riding mode per cambiare il carattere del motore in base alle situazioni. Ovviamente confermati i riding mode (Sport, Touring, Urban e Enduro), il traction control (8 livelli) e l’ABS cornering (3 livelli), grazie alla piattaforma inerziale a 6 assi, sono stati affinati e migliorati nell’ intervento. Completano il pacchetto l’anti-impennata, l’assistente per le partenze in salita e il quickshifter bi-direzionale. La ciliegina sulla torta è sicuramente l’Adaptive Cruise Control, disponibile sulla versione S, che grazie ai radar regola la velocità e la distanza dal veicolo che ci precede, utile in autostrada. Il radar posteriore, inoltre, è in grado di rilevare i veicoli posizionati nel cosiddetto angolo cieco di visuale (blind spot), ovvero l’area non visibile né direttamente dal pilota né tramite lo specchio retrovisore. Il sistema BSD (Blind Spot Detection) segnala questa situazione tramite i LED posizionati sugli specchietti retrovisori, illuminando quello posizionato sul lato nel quale rileva la presenza di un veicolo nell’angolo cieco di visuale, proprio come sulle automobili moderne.

Ducati Multistrada V4: il sistema Blind Spot Detection avvisa il guidatore con i LED

SCHERMO HI-TECH Per gestire i parametri dell’elettronica e non solo, la Ducati Multistrada V4 mette a disposizione del guidatore uno schermo TFT a colori che varia nelle dimensioni in base alle versioni: 5 pollici sulla standard, 6,5 pollici sulle versioni S e S Sport. Nella variante da 6,5 pollici sono visualizzati ulteriori informazioni, come ad esempio il settaggio delle sospensioni e, tramite l’app di navigazione Sygic GPS, è possibile visualizzare la mappa del navigatore. Questo grazie alla funzione “mirroring” del telefono che rende possibile consultare la propria rubrica telefonica, rispondere più facilmente alle chiamate e ascoltare la musica.

TELAIO E CICLISTICA

NUOVO TELAIOLe novità sulla Ducati Multistrada V4 2021 non si limitano solamente a estetica, motore ed elettronica, la Multi V4 è tutta nuova, anche nella ciclistica. Telaio e forcellone sono completamente inediti, pensati per sposarsi al meglio con la nuova filosofia “a tutto tondo” della crossover. Il primo è un monoscocca in alluminio estremamente leggero e compatto in cui il nuovo motore V4 Granturismo si incastona perfettamente, il secondo abbandona lo schema monobraccio in favore di una struttura a traliccio in alluminio, miglior compromesso tra rigidità e leggerezza.

Ducati Multistrada V4: la ruota anteriore misura ora 19 pollici

QUI SOPENSIONI Come per l’elettronica, anche sospensioni e freni cambiano in base all’allestimento scelto. Sulla standard l’impianto frenante è composto da una coppia di dischi da 320 mm morsi da pinze radiali a 4 pistoncini all’anteriore, al posteriore invece un singolo disco da 265 mm di diametro su cui lavora una pinza flottante, sempre Brembo. Sulla Multistrada V4 S l’impianto frenante deriva direttamente dalle Superbike di casa Ducati. L’impianto anteriore si affida a due dischi da 330 mm di diametro abbinati a pinze monoblocco Brembo Stylema. Discorso analogo per le sospensioni: Marzocchi meccaniche completamente regolabili sulla versione Standard, sospensioni Marzocchi di tipo semi-attivo controllate dal sistema Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution per la Multistrada V4S. Debutta per la prima volta il sistema di Autoleveling, o precarico automatico, che regola automaticamente l’altezza della moto in base al carico. In entrambe le versioni, le sospensioni hanno una corsa della ruota anteriore di 170 mm mentre l’escursione della ruota posteriore è di 180 mm. Si tratta di escursioni particolarmente generose che insieme alla conformazione del telaio e della coppa dell’olio motore assicurano una luce a terra di 220 mm.

IN SELLA

POSIZIONE NUOVA Mi è bastato salire in sella la prima volta alla Ducati Multistrada V4 per capirne il netto cambio di filosofia. Chi guida non è più inserito all’interno della moto ma vi sta sopra, quasi in posizione dominante, decisamente più in linea con i canoni delle moderne enduro stradali. Nonostante la sella sia più alta, il cavallo stretto mi aiuta a toccare facilmente il terreno, anche dal basso del mio metro e settantacinque, una buona notizia quando si deve fare manovra, specialmente in pendenza o in città. La Multi è dimagrita, ma quando si tratta di maxi enduro il peso è difficile nasconderlo. L’ergonomia dei comandi è buona, la regolazione del parabrezza si fa veramente con un dito e anche navigare all’interno dei menù (ora multilingua) è molto semplice… anche di notte grazie alla retroilluminazione.

BUEN RIPARO Un'altra cosa che ho percepito immediatamente, anche grazie al trasferimento autostradale tra Borgo Panigale e i colli Bolognesi, quelli della Vespa 50 di Cremonini, è il netto miglioramento del riparo aerodinamico. Nonostante il mio casco con l’aletta, era come viaggiare all’interno di una bolla d’aria che, stando a quanto dice Ducati, ma che non abbiamo potuto verificare, dovrebbe mettere al riparo anche il passeggero. Le alette funzionano a dovere, tenendo lontani i flussi d’aria calda proveniente dal motore, pratico d’estate, meno d’inverno dove un pochino di tepore in più non guasta mai.

CRUISE CHE FIGATA Tra le promesse fatte da Ducati la più difficile da mantenere è quella di rendere ogni viaggio in autostrada divertente… o quanto meno più piacevole. La mia avversione all’autostrada è cosa nota, nonostante ne percorra tantissima durante i miei viaggi da Nord a Sud dello Stivale. Il cruise control reputo che sia da far diventare obbligatorio su tutte le moto che possono affrontare tangenziali e autostrade, ma quello adattivo con radar sposta l’asticella ad un altro livello. Il suo funzionamento va compreso sulle prime, dato che è una cosa assolutamente inedita per le due ruote e forse anche un po’ anti-istintiva, ma una volta trovato il feeling con l’assistente tecnologico non si può che apprezzarlo. I cambi di velocità avvengono in modo naturale, quasi inavvertibile per chi guida, ma all’occorrenza (un ostacolo improvviso ad esempio) la moto è in grado di decelerare con un’accelerazione pari a -0,6 g. Il mio parere è positivo anche per il Blind Spot Detection, il sistema che avvisa pericoli nel nostro angolo cieco, utilissimo quando la soglia di attenzione cala e non si bada troppo a ciò che mostrano gli specchietti retrovisori.

Ducati Multistrada V4: il radar cruise control

DNA DUCATI Senza la ruota da 17” e con quell’aria da tutto terreno per davvero, la paura di molti fan della Multistrada (e non solo) è che abbia perso il suo DNA sportivo, tipico di tutte le moto che varcano i cancelli di Borgo Panigale. Beh, cari miei, potete stare tranquilli. Certo, il suo comportamento ora non è più quello di prima, un briciolo di velocità nella discesa in piega si è perso, ma in definitiva la nuova Multistrada V4 riesce ancora a trasmettere il gusto della guida sportiva, magari anche meno impegnata, grazie alla rotondità tipica dell’anteriore da 19 pollici. A dirla tutta non mi dispiace nemmeno che la ruota posteriore sia più snella che in passato. Due i motivi: si accorda meglio con l’anteriore e rende più svelto il posteriore, senza mai mostrare il fianco quando si raggiungono angolo di piega significativi anche su fondo umido come ho incontrato in questo test autunnale. Insomma è sempre una Ducati, diversa da prima, ma pur sempre sportiva. Lo si nota anche quando si alza il ritmo: la Multi non ha l’immediatezza di alcune sue rivali tedesche in questa situazione, va guidata per davvero, utilizzando bene i comandi.

Ducati Multistrada V4: la prova su strada

CHE CARATTERE! Preservati i geni, i tecnici Ducati hanno provato a rendere la Multistrada V4 più fruibile e “accondiscendente” rispetto alle precedenti versioni a due cilindri. L’obbiettivo è stato raggiunto, fin da bassissimi regimi di rotazione l’erogazione è fluida e priva di strattoni, ora in sella alla Multi V4 è bello anche passeggiare e dimenticarsi del cambio. Già, perché oltre alla fluidità in basso, la crossover ha un’ottima elasticità ai medi, aiutata anche dalla rapportatura adeguata: mi è capitato di uscire da un tornante in salita in 5° marcia e lei nemmeno un plissé… impossibile con la V2, mi avrebbe preso a calci nel sedere per una settimana. La mappa motore giusta è la Touring, si ha tutto quel che serve:  si può ammiraree il panorama o godere le curve potendo contare su un assetto adeguato ad ogni situazione con e sospensioni che filtrano a dovere le asperità ma non fanno mancare il sostengo quando si usano i freni con decisione. Basta però toccare i tasti giusti, nello specifico quello MODE, e impostare il riding mode Sport per scoprire un motore che urla il suo albero genealogico, fatto di parenti in MotoGP, SBK e naked ad alte prestazioni. L’accelerazione è poderosa, le marce con il quickshifter entrano come fucilate e il tachimetro schizza frenetico verso il ritiro della patente, se potessi guidare bendato mi sembrerebbe di stare in sella ad una Streetfighter V4. Per fortuna per tornare a velocità più civili basta pinzare i freni e affidarsi a tutta la potenza delle Stylema e della pompa radiale, proprio come su una vera sportiva.

APERITIVO OFF-ROAD Data la situazione che ci accompagna da qualche mese, concentrare in una sola giornata il test ride su strada e in off-road non era cosa semplice per Ducati. Dato che la nuova Multi V4 nasce per “dominare tutte le strade” era un peccato mortale non saggiarne le capacita in fuoristrada, seppur per un assaggio, un aperitivo di test. Rispetto alla bicilindrica enduro il passo in avanti è evidente, la distribuzione dei pesi è nettamente migliorata, ma la sensazione che tutto quello che accompagna la Multi, cavalli, chili ed elettronica sia quasi esagerato per il fuoristrada, almeno per chi è alle prime armi.

PREZZO E ALLESTIMENTI

MULTI VERSIONE Come detto in apertura, le versioni di Multistrada V4 sono molteplici, tre per la precisione: la standard, la ricca V4S e la sportiveggiante V4S Sport. Il prezzo di listino parte da 18.990 euro ma sale a 21.990 per la versione S, 22.190 se la si vuole con i cerchi a raggi. La Multistrada V4S Sport, invece è disponibile con allestimento Performance (23.790 euro con cerchi in lega, 24.390 euro a raggi) o Full (26.040 euro con i cerchi in lega, 26.640 con quelli a raggi).

SCHEDA TECNICA

SCHEDA TECNICA

DUCATI MULTISTRADA V4

MOTORE

Quattro cilindri a V

CILINDRATA

1.158 cc

POTENZA

170 CV a 10.500 giri/min

COPPIA

125 Nm a 8.750 giri/min

PESO

215 kg a secco

PREZZO

da 18.990 euro

 

 

ABBIGLIAMENTO

CASCO ARAI TOUR-X4
GIACCA T.UR J-FOUR
PANTALONI T.UR P-FOUR
GUANTI T.UR G-TWO
STIVALI STYLMARTIN SHIVER


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