Pubblicato il 30/12/20

INIMITABILE Amatelo o odiatelo, lui intanto rimane il Re degli scooter sportivi. Yamaha TMax 560 è l’ultimo arrivato in una dinastia di successo che, nonostante i tentativi dei competitor, è rimasta sempre saldamente al trono. Se dovessi comprare uno scooter, da convinto motociclista, probabilmente sceglierei lui. La conferma l’ho avuta guidandolo per una intera settimana mentre scrivevo la guida all’acquisto scooter (qui il link per consultarla), e mettendolo a confronto con tutte le altre tipologie. Prima di dirvi il perché vi racconto com’è andata… Dai che si va!

Yamaha TMax 560 Tech Max 2020: 3/4 anteriore

 

LOOK E DOTAZIONE

ICONA PRIMA DI TUTTO E dire che la scelta non mi mancava affatto: Il NIU con il suo motore elettrico, l’affidabilità dell’Honda SH 150, la versatilità di un 300 cc come il SYM HD o la sicurezza della doppia ruota anteriore del Piaggio MP3. L’unica a farmi tentennare è stata la Vespa Sprint 125 Racing Sixties con le linee iconiche e la colorazione British Green, ma se si parla di icone il TMax con la sua storia ventennale lo è di diritto. Il design è tornato a quella sportività nelle linee che l’ha sempre contraddistinto, tranne che nella sua penultima edizione (TMax 530). Ora il codino torna filante con nuovo faro posteriore – a LED come tutte le altre luci – con la forma a T. L’allestimento Tech Max della mia prova, poi, è davvero curatissimo in ogni dettaglio, dalla verniciatura dedicata fino ai foderi della forcella di color oro.

FULL OPTIONAL Ma Tech Max non vuol dire solamente differenti finiture, anche perché c’è da giustificate un bel delta prezzo, ma a questo ci arriviamo poi. Il Tech Max è l’allestimento full optional, che trasforma uno scooter in una vera e propria ammiraglia. Manopole e sella riscaldabili, parabrezza regolabile in altezza elettricamente, sospensione posteriore regolabile, cruise control e una maggior cura delle finiture nel retro scudo, dotazione top insomma. Senza dimenticare la connettività con lo smartphone grazie all’app dedicata My TMax. Tutto ciò si aggiunge a ciò che è equipaggiato già nella versione standard: traction control, due riding mode, avviamento key less con smart key e sistema di blocco per il cavalletto centrale.

Yamaha TMax 560 Tech Max 2020: la strumentazione

CHE TRAFFICO (DI PULSANTI) Proprio lo smart key mi ha dato qualche problemino durante la mia esperienza. Parte della colpa me l’assumo dato che era un po’ che non avevo a che fare con il sistema d’avviamento del TMax, ma una procedura più semplice e una razionalizzazione dei comandi sarebbe cosa gradita, almeno per chi è non è un guru degli scooter della Casa di Iwata. Un'altra piccola pecca è la posizione dei tasti per accedere al sottosella e aprire lo sportello del carburante posti nella parte anteriore della sella: le aperture accidentali sono scongiurate una volta in movimento, ma per chi è corto di gamba non è raro che ci finisca sopra al semaforo.

COME VA

MIGLIORATO MA… Peccato, perché tra gli obiettivi dello sviluppo del nuovo modello c’era proprio il miglioramento dell’ergonomia. In effetti, rispetto alla precedente versione, ora è leggermente più facile toccare a terra per chi guida e salire per chi siede dietro… ma non griderei al miracolo. Nonostante sia più snello e svasato al cavallo, per toccare a terra e gestire i 218 kg con il pieno bisogna superare il metro e settanta, al netto della sella a 80 cm da terra. Fine dei difetti. La posizione di guida è comoda e rilassata come ci si aspetta da uno scooter, ma basta spostare i piedi e metterli più indietro per trovare un feeling più dinamico, ben supportato dalla conformazione del manubrio.

FLUIDO Agli occhi di molti, anche a causa di anni di TMax “smarmittati”, lo scooter viene visto come un mezzo arrogante. In realtà, in sella a Yamaha TMax Tech Max, mi sono goduto i ritmi blandi. Viaggiare in souplesse è insospettabilmente piacevole e il merito va dato all’accoppiata trasmissione/comando del gas. La prima risponde pronta e fluida, il secondo è privo di qualsiasi effetto on-off e grazie all’assenza dei cavi, sostituiti dal comando elettronico, permette di selezionare la mappa motore più adeguata. Per andare avanti e indietro nel tragitto casa/ufficio la mappa Touring è più che sufficiente. Con sella e manopole riscaldabili e plexi maggiorato, poi, il confort termico è assicurato… mancherebbe solo una copertina e l’inverno non farebbe affatto paura.

Yamaha TMax 560 Tech Max 2020: in piega

STRUMENTAZIONE Per gestire tutto c’è una strumentazione di stampo automobilistico, con i due quadranti per tachimetro e contagiri con le lancette affiancati da un display LCD semplice e chiaro. Mentre ho trovato difficoltà con l’accensione, ho trovato molto pratico il menù a scorrimento che permette di passare con pochi comandi al parametro scelto: ad esempio dall’altezza del parabrezza alla regolazione del livello d’intervento del traction control, molto meno invasivo che in passato.

PRATICITÀ Trattandosi di uno scooter la praticità non passa certo in secondo piano. Rispetto al predecessore, nonostante la nuova sagomatura del posteriore, rimane invariata la capacità di carico. Non è come aver il baule di un grosso SUV ma i sacchetti della spesa di un single ci stanno alla grande, se preferite un metro di paragone in caschi potrete stivare o due caschi jet, o un integrale più altri piccoli oggetti come un completo antipioggia o una catena… il TMax fa gola anche ai malintenzionati. Un piccolo vano c’è anche nel retroscudo, pratica la sua chiusura con la serratura così come la presa a 12 V al suo interno… anche se una più moderna USB non avrebbe sfigurato.

Yamaha TMax 560 Tech Max 2020: in sella

NON SARÀ UNA MOTO MA…  Yamaha TMAX stupisce da sempre nei percorsi extraurbani. Con la mappatura Sport la risposta dell’acceleratore si fa più rapida e i 48 CV (limite massimo per la guida con patente A2) spingono fulminei. Rispetto al passato c’è un incremento di cavalleria, ma, soprattutto, di coppia. La nuova rapportatura e i Nm di coppia in più si avvertono quando si deve fare un sorpasso o si vuole uscire con più brio da una curva. Proprio tra le curve lo scooter avvicina le moto: la distribuzione dei pesi quasi 50-50 e l’avantreno molto comunicativo riescono a divertire. Si affronta con naturalezza ogni tipo di curva, dalle curve strette fino ai curvoni in percorrenza. La frenata convince, anche se il Kymco AK550 con i suoi freni Brembo rimane un passettino avanti, mentre la nuova taratura delle sospensioni è ineccepibile, assorbendo bene le buche (solo le voragini si avvertono nella schiena, ma per quelle ci sono le maxi enduro) senza snaturare l’indole sportiva del TMax.

QUANTO COSTA

CONCLUSIONI Ora è il momento di dirvi perché comprerei il TMax. Se un giorno dovessi stancarmi della moto, o ne volessi ridurre l’utilizzo su strada e passare ad uno scooter per il percorso casa lavoro, il maxi sportivo di Yamaha sarebbe in grado di ridurre lo shock della “retrocessione”. Le sensazioni simil-motociclistiche le potrebbero trasmettere anche alcuni dei suoi rivali, ma ormai il Tmax è uno status simbol e ciò giova anche alla tenuta dell’usato. Perché non l’ho ancora comprato? 13.799 euro non si trovano mica nei barattoli dei biscotti!

SCHEDA TECNICA

  • Motore bicilindrico parallelo

  • Cilindrata 562 cc

  • Potenza: 48 CV 

  • Coppia 53 Nm

  • Peso 220 kg o.d.m.

  • Prezzo 13.799 euro

ABBIGLIAMENTO

  • Casco Caberg Riviera
  • Giacca Rev'It! Bowery
  • Guanti Rev'It! Hydra
  • Jeans Rev'It! Brentwood
  • Scarpe Momodesign Firegun-2

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