Pubblicato il 23/12/20

TURBO-YAMAHA Il motore è al centro di tutte le discussioni in merito a Yamaha, che siano esse riguardanti la penalizzazione dovuta alle irregolarità in MotoGP oppure un nuovo motore turbo. Sì, avete letto bene, anche la Casa dei Tre Diapason sta lavorando alla sovralimentazione, proprio come tanti altri produttori nipponici. L’obbiettivo, manco a dirlo, è la battaglia contro le emissioni senza sacrificare nemmeno un briciolo di prestazioni, anzi con la soluzione studiata da Yamaha l’incremento ha dello sbalorditivo.

Yamaha MT-Turbo: in questa foto si vede chiaramente l'intercooler

MT-TURBO Recentemente è stato pubblicato un disegno del brevetto relativo al progetto di questo motore turbo che, come ormai sappiamo, sfrutterà il tre cilindri CP3 come base di partenza. Senza dubbio è uno dei motori meglio riusciti a Yamaha nella sua storia. Rispetto al tradizionale propulsore, stando a quanto si evince dai brevetti, il nuovo tre cilindri sovralimentato ha caratteristiche diverse: la corsa è più lunga, 67,5 mm contro 59,1 mm, mentre l’alesaggio è più piccolo, 68 mm contro i 73 del motore della MT-09. I motori con corsa lunga sono ideali per avere tanta coppia in basso, in questo modo agli alti regimi di rotazione il surplus di spinta arriva direttamente dal turbo. E che spinta 180 CV a 8.500 giri min e 176,17 Nm di coppia massima, quasi un record assoluto. Dai disegni si nota come l'intercooler è stato posizionato al posto del radiatore che, invece, è stato spostato più in basso. Il collettore di scarico a valle della turbina presenta invece il primo catalizzatore, con il secondo che si trova sotto al motore, mentre c'è un'altra espansione silenziatrice sotto l'attacco del forcellone. 

MENO EMISSIONI Ma non è finita qui perché questo motore è un concentrato di soluzioni inedite, almeno per quanto riguarda Yamaha. Con lo scopo di ridurre il quantitativo di carburante incombusto nei gas di scarico, Yamaha ha pensato all’iniezione diretta della miscela aria/carburante all’interno della camera di combustione. Meno emissioni, più efficienza. Sempre in ottica efficienza c’è la fasatura variabile sia sulle valvole d’aspirazione, sia su quelle di scarico. Con queste soluzioni Yamaha conta di ridurre del 30% la produzione di CO2 rispetto ad un motore ad aspirazione naturale e di essere già in linea con la normativa Euro 6 per le moto.

La Yamaha MT-10 con motore turbo

QUALE APPLICAZIONE? Se avete avuto buon occhio avrete certamente notato che “l’involucro” del nuovo motore turbo è la Yamaha MT-10. Pensare ad una sua sostituzione del motore di derivazione R1 in favore di questo sovralimentato non è semplice, specialmente nel breve periodo. Poi c’è da considerare l’aspetto negativo della componentistica extra come intercooler, turbina, condotti: 230 kg, 20 in più di una MT-10.

 


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