Pubblicato il 17/03/21

FACCIAMO CHIAREZZA In molti, quando la Tiger 850 Sport è stata presentata, hanno storto il naso: “Sacrilegio, questa di sportivo non ha proprio nulla. Ci prendono per i fondelli”. Effettivamente, se pensiamo all’ultima Tiger Sport, la 1050, di differenze ce ne sono eccome: niente ruota da 17 pollici all’anteriore, niente motore prestazionale (anzi, qui c’è addirittura un depotenziamento rispetto al motore di partenza), ma allora che senso ha questa Tiger 850 Sport? Per scoprirlo l’ho guidata per una settimana.

A CHI SI RIVOLGE

Ammetto che il nome forse è stato utilizzato impropriamente da parte dei progettisti di Hinckley, effettivamente quando ci è stato annunciato l’arrivo di un modello Sport nella gamma Tiger il pensiero è andato subito ad una moto con vocazione più stradale, per inserirsi a metà tra la Tracer 7 e laTracer 9 di Yamaha, ma lo sguardo di Triumph s’è fermato ben più vicino.  Per la precisione in Baviera: la Tiger 850 Sport sta alla Tiger 900 come la F 750 GS di BMW sta alla F 850 GS; insomma un modello più accessibile che faccia da porta d’accesso. Ecco dunque a chi si rivolge la nuova Tiger, ad un pubblico che ama il tre cilindri inglese ma vuole approcciarlo in maniera più soft, con meno prestazioni, meno gadget tecnologici e, ovviamente, qualche euro in meno da tirar fuori dalla tasca al momento dell’acquisto.

COME È FATTA

Triumph Tiger 850 Sport 2021, 3/4 anteriore

A primo impatto si fa quasi fatica a riconoscere una Tiger 850 Sport rispetto alla sorella Tiger 900 GT, ma una mano arriva da colori e grafiche dedicate. Poi ci sarebbe anche l’assenza dei paramani, ma data la stagione ancora freschina i ragazzi di Triumph Italia hanno equipaggiato la moto in prova con quelli opzionali… grazie mille. Le forme sono dunque le stesse delle sorelle top di gamma: stessa forma del nuovo faro full LED (sono a LED tutte le luci), del serbatoio e della coda. Anche il livello di finiture – un vero dogma per Triumph – rimane elevato, insomma, si risparmia senza compromettere la qualità.

MOTORE AMMORBIDITO Il motore della Sport ha la stessa cubatura delle sorelle, 888 cc, ma si contraddistingue per una messa a punto diversa. Meno cavalli e meno coppia per avvicinare anche chi era spaventato dalla gestione (a dirla tutta nemmeno poi così complessa) dei 95 CV e 87 Nm di coppia del “triple” inglese, la scheda tecnica della 850 Sport dichiara 85 CV a 8.500 giri/min e 82 Nm di coppia massima a 6.500 giri/min. Di serie ci sono due riding mode, Road per l’utilizzo principale e Rain quando l’aderenza scarseggia.

STESSA STRUTTURA Per il resto la parte meccanica è totalmente condivisa con le altre Tiger di media cilindrata. Anche in questo caso il motore ha l’albero a T che ha dato un’erogazione più simile ad un bicilindrico con maggior coppia ai bassi regimi, il radiatore sdoppiato e il nuovo telaio tubolare a traliccio in acciaio con telaietto posteriore imbullonato. Non risente della spending review nemmeno l’impianto frenante, composto ancora dalla coppia di esagerate pinze freno Brembo Stylema… roba da SBK replica.

A COSA SI RINUNCIA

Certo, da qualche parte si sarà pur rinunciato a qualcosina, altrimenti sarebbe stata un’operazione suicida a livello economico, e ormai abbiamo capito quanto l’economia di scala conti. Il taglio, a mio modo di vedere, è stato fatto in maniera furba, andando a togliere solamente quegli accessori che secondo i motociclisti più attenti al budget risultano superflui… e come sempre l’indiziato numero 1 è l’elettronica, ancora indigesta a molti motociclisti “old school”.  

Triumph Tiger 850 Sport 2021, la strumentazione è TFT da 5 pollici

MENO WOW, PIÙ CONCRETA Effettivamente salito in sella e girata la chiave, niente keyless in “economy”, non c’è l’effetto wow della strumentazione TFT da 7 pollici delle sorellone, qui sostituita da una più piccola da 5 pollici ma con le stesse grafiche (4 stili differenti), che a dirla tutta non mi hanno mai convito a pieno. La strumentazione è priva del modulo di connettività Bluetooth, secondo Triumph superfluo per chi punta a questa moto, scelta a mio modo di vedere condivisibile… Ad alcuni non piacciono i riding mode, figurarsi se vogliono perdere tempo a collegare lo smartphone per condividere con gli amici i dati tecnici del giro in moto.

NO IMU, NO PARTY Il “decreto semplificazione” di Triumph abolisce anche la piattaforma inerziale IMU a sei assi, di conseguenza niente ABS e Traction Control di tipo cornering, rimangono quelli standard che funzionano senza confrontare i dati della piattaforma inerziale, con il controllo di trazione disinseribile se necessario. Alla lista degli assenti si aggiungono anche il cruise control e le manopole riscaldabili, entrambi optional a pagamento. Ecco, magari quelli li avrei tenuti, d’altronde – seppur più economica – la Tiger 850 Sport è pur sempre una moto adatta a macinare tanti chilometri.

MENO PREGIATE Non solo elettronica in meno, i tecnici di Hincley hanno ritenuto opportuna qualche rinuncia anche al comparto sospensioni della Tiger Sport. Qui niente forcella regolabile e mono ammortizzatore a controllo elettronico come sulla Tiger 900 GT Pro, sulla 850 Sport la forcella è una Marzocchi non regolabile con steli da 43 mm, mentre sul mono ammortizzatore posteriore si può solamente regolare il precarico della molla tramite un pratico comando remoto.

COME VA

Triumph Tiger 850 Sport 2021, la prova su strada

In sella alla Tiger 850 Sport ho ritrovato le stesse sensazioni positive che ho apprezzato sia nella comparativa Crossover medie (qui il link) sia durante la presentazione della Tiger 900 in Marocco (qui il link). Anche la 850 Sport si conferma una moto comoda e con una posizione di guida ben studiata, anche con la sella più bassa rispetto alle 900, regolabile tra 810 e 830 mm dal suolo. La snellezza al cavallo è un valore aggiunto e permette a tutti di toccare facilmente il terreno, anche a chi supera a mala pena il metro e settanta come me. Da non sottovalutare la presenza dei comandi regolabili delle leve di frizione e freno, così come la posizione del manubrio.

BENE IN CITTÀ, MA… Nell’utilizzo quotidiano, fatto di tangenziale, ma anche di tanta città per raggiungere la redazione, sono stati confermati pregi e difetti delle sorelle. La facilità di guida è immediata, i comandi sono leggeri da azionare e precisi nel funzionamento, e il confort non manca. Quando arrivano le code, quelle vere in cui si rimane imbottigliati anche con le due ruote, i radiatori che sparano aria calda sulle ginocchia rimangono un problema.

COMUNQUE PIACEVOLE Una moto come la Tiger, però, dà il meglio di sé quando può fare tanta strada, possibilmente lontana dai centri urbani. Come dicevo prima, è un peccato non avere il cruise control di serie, avrebbe migliorato il confort nei trasferimenti autostradali. In questo frangente ho apprezzato la buona protezione offerta dal plexiglass regolabile (facilmente anche in movimento), migliorabile solamente nella protezione delle spalle, ma la forma stretta non consente miracoli. Per i viaggi, anche in coppia, è una moto davvero piacevole, e parche che si siano ridotte anche le vibrazioni che s’avvertivano sulle sorelle di potenza maggiore.

IL MOTORE C’È Inizialmente ero un po’ scettico su questa versione anestetizzata del tre cilindri inglese, in realtà tutti i pregi del rinnovato motore inglese ci sono anche sulla Tiger 850. Nel mio utilizzo non ho mai sentito la mancanza di quei 10 CV extra, né tantomeno dei 5 Nm, l’erogazione è pulita e vigorosa il giusto, anzi ai medi c’è ancora troppa spinta per chi non vuole una moto “intimidatoria”, con una bella connessione tra gas e risposta del motore.

Triumph Tiger 850 Sport 2021, il motore è stato addomesticato

MEGLIO A PASSEGGIO Il motore è talmente piacevole che invoglia ad alzare il ritmo quando le curve incalzano, peccato che l’assetto non sia in linea con la mia volontà di divertimento. Non è una critica, da una moto pensata per chi vuole “un po’ meno” mi sarei aspettato proprio le reazioni che ho ricevuto durante il test: il sostegno è buono nella guida rilassata e disimpegnata, ma quando si spinge un po’ di più i trasferimenti di carico si fanno più invadenti, facendo diventare più severi anche gli aiuti elettronici.

TIRIAMO LE SOMME A scuola, nonostante la DAD, è tempo di pagelle, e lo è anche per questa Tiger 850 Sport. Al netto della mia indole da “smanettone” il suo comportamento è stato sempre all’altezza delle aspettative. Il motore è una piacevole sorpresa, mentre confort e dotazione sono conferme anche in versione semplificata. Certo qualche gadget elettronico in più offerto di serie ci poteva essere ma il prezzo, in qualche, modo andava pur contenuto.

QUANTO COSTA

E dunque parliamo anche del prezzo. La Triumph Tiger 850 Sport è disponibile nei concessionari in due colorazioni, rossa, oppure blu come l’esemplare in prova, con un prezzo di listino di 11.400 euro. Costa 2.000 euro in meno rispetto alla più pregiata GT, e può svolgere quasi gli stessi compiti… a patto di rinunciare a qualche confort.

 

Scheda Tecnica

Triumph Tiger 850 Sport

Motore

Tre cilindri, Euro 5

Cilindrata

888 cc

Potenza

85 CV a 8.500 giri/min

Coppia

82 Nm a 6.500 giri/min

Peso

198 kg

Prezzo

11.400 euro

 

ABBIGLIAMENTO

Triumph Tiger 850 Sport 2021, abbigliamento della prova

Casco Caberg Tourmax

Giacca Rev’It! Off Track

Pantaloni Ixon Mike

Guanti Rev’It! Hydra

Scarpe Stylmartin Core WP


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