Motori turbo, supercharged o aspirati: differenze, pro e contro
Tecnica

Turbo vs supercharged e aspirato: differenze, vantaggi e svantaggi


Avatar di Emanuele Colombo, il 06/02/26

6 ore fa - Turbo vs Supercharged vs Aspirato: differenze, vantaggi e svantaggi dei motori

Scopri le differenze tra motori turbo, supercharged e aspirati: vantaggi, svantaggi e caratteristiche di guida per scegliere bene

Tre modi diversi di far respirare un motore, tre filosofie meccaniche, tre caratteri di guida ben distinti. Aspirato, turbo e supercharged non sono solo soluzioni tecniche: sono approcci opposti al piacere di guida, all’efficienza e alla performance. Capire come funzionano aiuta a capire perché le auto che li adottano offrono sensazioni di guida differenti.

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Motore aspirato: la purezza senza filtri

I motori a benzina o a gasolio (ivi compresi quelli ibridi), per poter funzionare, aspirano anche una certa quantità d'aria: altrimenti il carburante nei cilindri non potrebbe bruciare. Tanta più aria entra, tanto più carburante si può immettere e tanta più potenza ricavare a parità di cilindrata del motore.

Quando si parla di motore aspirato, il concetto è semplice: niente turbo, niente compressori. L’aria entra nei cilindri solo grazie alla depressione creata dal movimento dei pistoni. Nessun trucco, nessuna forzatura. 

È il modo più diretto e tradizionale di far funzionare un motore termico: la miscela aria-carburante esplode spingendoi pistoni che fanno girare l’albero motore e le ruote avanzano. Fine della storia.

Dal punto di vista di chi guida, questo si traduce in una risposta dell’acceleratore lineare e prevedibile. Nessun ritardo, nessuna impennata improvvisa della spinta (coppia). È il motivo per cui gli aspirati sono spesso descritti come più sinceri.

Il rovescio della medaglia? Per divertirti devi salire di giri, tirare le marce. Soprattutto sui motori di piccola cilindrata, la potenza vera arriva in alto, con consumi che inevitabilmente crescono. È affascinante, coinvolgente, ma poco efficiente: tanto per le emissioni quanto per la prestazione pura.

Non a caso oggi l’aspirato è diventato quasi una specie protetta, venerata dagli appassionati come i dischi in vinile o la ghisa in cucina: meno pratica, ma più autentica. Se la tua auto è stata prodotta prima del 2012 e non aveva velleità sportive dichiarate, probabilmente sotto il cofano c’è un aspirato.

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Turbo: potenza intelligente (quasi) per tutti

Il turbo è probabilmente la soluzione più diffusa oggi. Visivamente sembra una chiocciola metallica applicata da qualche parte sui tubi di scarico, ma il principio è ingegnoso: sfruttare la forza dei gas di scarico, che altrimenti andrebbe sprecata, per comprimere l’aria in ingresso nel motore.

I gas esausti fanno girare una turbina, che a sua volta aziona un compressore per far entrare nei cilindri più aria del normale: più ariapiù rendimento e la possibilità di usare motori di cilindrata inferiore. È il cuore del downsizing moderno.

I turbo del passato soffrivano di turbo lag: premendo l'acceleratore, la spinta arrivava in ritardo e tutta insieme. Spettacolare, ma anche poco gestibile.

Quelli moderni sono l’opposto: spingono subito e sempre, grazie a turbine più piccole, iniezione diretta e – in alcuni casi – supporto elettrico. Risultato: prestazioni facili, efficaci e vantaggi su consumi ed emissioni (almeno nei cicli di omologazione).

Il turbo ha anche una colonna sonora tutta sua: il fischio in accelerazione, lo “pssssh” in rilascio. E può fare gioco di squadra: non a caso esistono auto biturbo, ossia con due turbine (come l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio), e addirittura quadriturbo, per chi può spendere milioni per un'auto.

La soluzione ideale, insomm, per questo oggi li trovi ovunque: dalle citycar ai SUV, fino alle supercar. Il compromesso è nella complessità: più calore, più pressione, più componenti. E, inevitabilmente, costi e manutenzione maggiori rispetto a un aspirato equivalente.

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Supercharged: la forza bruta, senza attese

Il compressore volumetrico, o supercharger, è assai meno diffuso, ma ha un fascino tutto suo. Per questo è molto utilizzato sulle muscle car americane. L’obiettivo è lo stesso del turbo – comprimere più aria – ma il metodo cambia radicalmente.

Qui non sono i gas di scarico a fare il lavoro, bensì il motore stesso, tramite cinghie e pulegge collegate all’albero motore. In pratica, il motore alimenta il sistema che lo rende più potente.

Esistono tre grandi famiglie:

  • Roots, il più iconico,

  • Twin-screw, più efficiente e raffinato,

  • Centrifugo, simile a un turbo nel funzionamento.

Il tratto distintivo del supercharger è la risposta immediata: la spinta arriva subito, a qualsiasi regime, e il modo in cui viene erogata resta molto simile a quella di un aspirato. Ma sotto steroidi.

Il prezzo da pagare è l’efficienza: il compressore assorbe energia direttamente dal motore, non dai gas di scarico, quindi i consumi aumentano. È una scelta votata alla prestazione, non al risparmio.

Il suono? Inconfondibile. È un sibilo acuto e meccanico, che magari ricorda chi ha guidato la Mini Cooper S prodotta tra il 2002 e il 2006: quella che ha contribuito a lanciare il mito della Mini nel  nuovo millennio.

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Tre tecnologie, tre anime

Di fatto l'esperienza di guida delle tre tecnologie è ben differeinziata. Con l'aspirato sperimenti sensazioni di purezza, controllo, coinvolgimento (vedi, ad esempio, la Honda S2000).

Il turbo moderno trova la sintesi perfetta tra prestazioni ed efficienza, mentre coi compressori detti supercharger hai potenza immediata e carattere senza compromessi.

Qual è il migliore? Non esiste una soluzione vincente in assoluto. Esiste quella che parla di più al tuo modo di guidare. E spesso, anche al tuo modo di intendere l’auto.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 06/02/2026
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