La Ferrari ritorna a lottare per la vittoria assoluta nella 24 Ore di Le Mans a 50 anni dall'ultima partecipazione nella top class e lo fa con due equipaggi dalla forte impronta tricolore. Sulle due 499P schierate dal team di Maranello salgono infatti ben tre italiani su un totale di sei piloti: sulla vettura numero 50 si alternano Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, mentre sulla 51 troviamo Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado.
UN TEMA CHE STA A CUORE Per la Ferrari, considerata la nazionale italiana nel motorsport, poter lottare per il risultato più ambito con piloti italiani è senz'altro un valore aggiunto. Abbiamo chiesto ad Antonello Coletta, responsabile Ferrari Attività Sportive GT, quanto questa scelta renda orgogliosa la squadra: ''È un motivo di grande orgoglio, perché nella nostra storia nell'endurance abbiamo sempre avuto piloti italiani, non esclusivamente ma comunque una rappresentanza italiana l'abbiamo sempre avuta. Abbiamo vinto mondiali (nelle classi GT, ndr) con Gianmaria Bruni, con Alessandro Pier Guidi... per noi è un tema su cui crediamo molto, anche perché è brutto da dirsi ma nel panorama italiano non abbiamo più tanti piloti e credo che la Ferrari abbia anche questo compito un po' istituzionale di mantenere viva la tradizione che invece ha visto dei veri campioni nella nostra storia''.
LA FORZA DEL GRUPPO All'interno di una disciplina individuale come il motorsport, fare parte di un equipaggio richiede dinamiche vicine a quelle degli sport di squadra. Anche questo è un fattore che la Ferrari ha tenuto in considerazione mentre si avvicinava al ritorno nella massima categoria delle gare endurance, avvenuto quest'anno con l'esordio della 499P. Coletta ha aggiunto: ''Quando si trattava di definire gli equipaggi, ho detto subito che avrei voluto scegliere all'interno del panel dei nostri piloti perché li riteniamo tutti molto bravi, molto competenti, un gruppo molto solido e unito. Questo perché, soprattutto in un anno come questo di sviluppo, mai avrei voluto avere anche dei problemi interni da gestire. Il problema dev'essere gestire al meglio l'automobile e dunque il gruppo di piloti doveva essere un asset ben consolidato. Abbiamo coinvolto tutti i nostri piloti fin dal primo giorno nel programma di test, poi si trattava di scegliere i sei titolari e le riserve, un momento un po' complicato, però pensiamo di aver scelto bene''.

SCELTA SENZA COMPROMESSI Parlando della presenza dei tre piloti italiani in squadra, Coletta ha poi voluto sottolineare come la loro presenza non sia dovuta tanto a un motivo di passaporto, quanto di merito: ''I due equipaggi sono entrambi ben amalgamati e in tutti e due abbiamo delle rappresentanze italiane di grande valore. Sono tutti e tre molto bravi, non è stato un sacrificio, non abbiamo lasciato qualcosa sul campo per avere dei piloti italiani. Siamo convinti della scelta che abbiamo fatto e molto contenti. Il fatto che siano italiani è soltanto un motivo di orgoglio''. L'appuntamento con la 24 Ore di Le Mans entra nel vivo questa settimana, con le prime prove libere e la prima sessione di qualifica in programma mercoledì 7 giugno.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



