Autore:
Simone Valtieri

PARLA IL PRESIDENTE Dal salone dell'auto di Detroit, dove si trova assieme al numero 1 di FCA Mike Manley, il presidente della Ferrari, John Elkann, ha parlato per la prima volta dopo la decisione di sostituire ai vertici della Gestione Sportiva di Maranello l'ex team principal della Scuderia, Maurizio Arrivabene, con l'ex direttore tecnico e nuova guida rossa, Mattia Binotto.

RAFFORZARE IL TEAM "C'era la necessità di rafforzare la struttura organizzativa del team con una figura dalle indisutibili competenze tecniche" - ha spiegato Elkann riferendosi a Mattia Binotto. I cronisti gli hanno poi chiesto se questa decisione sarebbe stata presa anche da Marchionne, ma Elkann glissa: "Mi sto occupando direttamente di Ferrari da pochi mesi. Se le novità sono finite qui? Lo vedremo... Non posso anticipare decisioni che verranno prese all'interno della scuderia nei prossimi mesi."

PIU MICK CHE DOMENICALI Pur senza rispondere direttamente alle domande, John Elkann fa capire che la Ferrari utilizzerà due giovani piloti per i test "in season" di questa stagione, previsti dopo il Bahrain e dopo Barcellona, senza negare il possibile ingaggio, trapelato ieri, di Mick Schumacher nella Ferrari Driver Academy. "Ne parleremo al momento opportuno", mentre non commenta le voci di un Domenicali nuovamente a Maranello, magari nei panni di amministratore delegato al posto di Louis Camilleri.

IL MONDIALE NEL MIRINO Difficile scucire qualche parola al presidente anche sui programmi di Alfa Romeo: "Tutto come annunciato l'anno scorso" mentre sulla Ferrari aggiunge: "Abbiamo avuto il privilegio di contribuire per 50 dei 70 anni di storia della Ferrari (come famiglia Agnelli), vogliamo costruire un futuro che sia all'altezza di un passato vincente che vogliamo torni al più presto con la vittoria di un Mondiale che manca ormai da troppo tempo."


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