Pubblicato il 02/07/20

LEADER IN PISTA E FUORI È ormai sempre più leader di questa Formula 1, Lewis Hamilton. Non solo in termini di record che potrebbero cadere in caso di un’altra stagione al vertice, ma anche e soprattutto in termini di personalità e di messaggi da lanciare a una platea di follower larghissima e non necessariamente appassionata di corse. Catena d’acciaio con tanto di simbolico lucchetto al collo, outfit tutto all’insegna del nero – mascherina inclusa, diversa da quella di Bottas che presentava un inserto verde acqua – con sneakers però decisamente colorate: inizia così il mondiale 2020 del campione del mondo di casa Mercedes. Che, dopo aver confessato di non essere poi così impaziente in vista della ripartenza del campionato, ha concentrato le principali attenzioni sulle battaglie sociali portate avanti al fianco del movimento Black Lives Matter dopo l’uccisione di George Floyd.

F1 GP Austria 2020, Red Bull Ring: il particolare della catena al collo di Lewis Hamilton (Mercedes)

BLACK LOOKS MATTER Una battaglia, che intanto ha portato la Mercedes a togliere gli storici panni argento per vestirsi di un elegante e aggressivo nero che, al di là dell’aspetto estetico, ha un’importante funzione sociale. “È stato un peccato – ha spiegato in tal proposito Hamilton – che ci sia voluta un’altra morte di un nero negli Usa per dare il via a questo movimento. Quel video ha fatto scoccare una scintilla, ha spinto tanta gente a studiare e a informarsi sulla situazione, me compreso. È positivo vedere che c’è stata una reazione e che anche la Formula 1 sia stata intraprendente. Ho passato molto tempo al telefono per definire questi programmi, se n’è parlato anche con la Mercedes e sono stato felice di vedere la loro voglia di partecipare a questo processo di cambiamento. Temi come l’uguaglianza e l’inclusione devono essere al centro in F1 ma, a parte il mio team, nessun altro in questa industria ha risposto al mio appello. Quindi c’è tanto lavoro da fare, poche opportunità sono fornite a chi fa parte delle minoranze. Si deve continuare a spingere, ma di sicuro è un buon punto di partenza e personalmente non mi fermerò finché non vedrò un vero cambiamento”.

F1 2020, la nuova livrea della Mercedes W11 di Hamilton

IN GINOCCHIO? Non è detto, però, che, oltre ai messaggi arcobaleno su alcune monoposto e sulla Safety Car all’insegna dell’hashtag #WeRaceAsOne lanciato dalla F1 targata Liberty Media, ci sarà un’azione forte da parte dei piloti: “Tutti in ginocchio prima del via? Non so, non ne abbiamo ancora parlato tutti insieme e comunque la mia priorità non è venire qui a inginocchiarmi prima della partenza. Credo che si debba fare qualcosa e che si debba fare tutti insieme, che si debba unire le nostre voci su questo tema per porre fine alle ingiustizie. Non è sufficiente postare l’hashtag #BlackoutTuesday e poi tornare a vivere come se nulla fosse, noi dobbiamo spingere per fare in modo che la nostra voce abbia un impatto sulla società. Comunque credo che ci sarà qualcosa da parte dei piloti, è la prima gara e non vogliamo restare inermi”.

F1 GP Austria 2020, Red Bull Ring: Lewis Hamilton (Mercedes)

RIVALI Tornando alle tematiche di pista, Hamilton ha poi individuato principalmente nella Red Bull di Max Verstappen il pericolo principale almeno in queste prime due gare in terra austriaca: “Non siamo andati malissimo in passato ma sicuramente è stata una pista impegnativa per noi a causa dell’altura e delle temperature trovate negli anni scorsi. Quando siamo arrivati qui, specie nelle ultime due edizioni, non abbiamo trovato la giusta finestra per far lavorare bene la macchina, ma è anche vero che pensiamo di aver compiuto miglioramenti in tal senso. Dopo i test, tutti e tre i top team sono sembrati veloci, la Red Bull però è stata la vettura più vicina a noi. Verstappen, poi, sta crescendo di anno in anno e credo che sarà un avversario sempre più duro. Sarà sicuramente una bella sfida e sono curioso di vedere come andranno le cose in questi primi due weekend”.


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