Autore:
Giulio Scrinzi

UN SOGNO DIVENTATO REALTÀ Con i kart fin dalla tenera età di 9 anni, poi il passaggio alle Formule minori fino al dominio del Campionato Formula 3000 Euro-Series nel 2001. Un buon risultato con il quale ottenne un test privilegiato al Mugello con la Sauber, nel quale firmò tempi così interessanti che sfociarono in un contratto annuale con il team elvetico per la stagione 2002. Così inizio il sogno della Formula 1 di Felipe Massa, che nel 2006 fece il grande salto nella Scuderia Ferrari in sostituzione del connazionale Rubens Barrichello e al fianco del grande Michael Schumacher. La sua prima vittoria? Nel GP di Turchia dello stesso anno. La più grande sconfitta? Quella del 2008: nell'ultimo GP dell'anno, sulla “sua” Interlagos, Massa vinse, ma Hamilton conquistò il Titolo Mondiale per un solo punto in più, grazie al sorpasso all'ultima curva nei confronti di un Timo Glock in difficoltà con le gomme.

GLI ULTIMI ANNI IN WILLIAMS Con la Scuderia del Cavallino Rampante rimase fino al 2013, mentre nell'esordio dell'era turbo-ibrida venne coinvolto dalla Williams, al fine di sviluppare la nuova FW36 spinta dal V6 Mercedes. Nel team di Grove è rimasto fino al termine della stagione 2017, anche se già dall'anno scorso avrebbe voluto appendere il casco al chiodo. Il trasferimento di Valtteri Bottas verso il reparto corse di Brackley, però, ha spinto la squadra di Sir Frank a domandargli di rientrare in servizio, in modo da portare avanti la crescita della FW40 e dare indicazioni utili al nuovo pupillo Lance Stroll. Oggi, però, Massa ha deciso di non procrastinare più la sua decisione definitiva: il brasiliano ha scelto di dire basta con la Formula 1 e lo scorso GP di Abu Dhabi è stato il suo ultimo round di una carriera vissuta sempre al vertice.

COM'È ANDATA SULLO YAS MARINA Come è stata la sua ultima gara da pilota di Formula 1? Ecco il suo racconto inedito: “A Yas Marina abbiamo iniziato con il piede giusto: sono arrivato in Q3 ma è stato necessario un giro veramente super, con il quale ho sopravanzato monoposto con un passo migliore del nostro. Prima del via sapevo che la partenza sarebbe stata cruciale: allo spegnersi dei semafori rossi ho beffato Alonso e a due settimane dal duello di Interlagos mi sono ritrovato ancora ruota a ruota con lui. Ho controllato la situazione fino al pit-stop, quando ho tentato di ostacolare il suo tentativo di undercut. Al ritorno in pista, però, eravamo appaiati e in quel momento la carica della parte ibrida della mia power unit non mi ha permesso di rintuzzare il suo attacco. In ogni caso, ho centrato l'obiettivo che volevo: grazie alla decima posizione finale ho raggiunto la zona punti”.

LA MIA CARRIERA NON È FINITADopo la bandiera a scacchi ho deciso di regalarmi un ultimo saluto andando contro le regole: sono andato con la mia Williams sotto la tribuna centrale per salutare il pubblico con dei burnout. È stata l'occasione per dire grazie a chi mi ha accompagnato in questo cammino: posso ritenermi una persona fortunata perchè ho realizzato i miei sogni di bambino. Ci tenevo a salutare la Formula 1... da pilota di Formula 1. Ora mi prenderò un po' di riposo, mentre per il mio futuro ho diverse opportunità e deciderò con calma. L'unica certezza? Mi vedrete ancora nel mondo del motorsport, senza ombra di dubbio”.


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