Autore:
Valerio Colombo

L'OLANDESE VOLANTE Max Verstappen, con il primo successo dell’anno, porta la Red Bull a quota tre affermazioni, tante quante quelle di Ferrari e Mercedes. Alle sue spalle sulla pista di Spielberg, il palcoscenico del Gran Premio di Austria, termina la coppia Ferrari, con Kimi Raikkonen al secondo podio consecutivo e quinto dell’anno su 9 gare, e Sebastian Vettel che grazie ai 15 punti conquistati, torna a +1 in classifica su Lewis Hamilton. Il britannico è stato invece vittima di un problema alla pressione del carburante e si è ritirato così come Valtteri Bottas (problemi idraulici) e Daniel Ricciardo (motore). Ottima gara di Haas, Force India e Sauber, tutte e tre con entrambi i piloti in zona punti, e bellissima anche la prestazione di Fernando Alonso, ottavo partendo dai box. Male la Renault, che mantiene il quarto posto in classifica ma vede avvicinarsi la concorrenza.

MAX VERSTAPPEN. Da quando è finito nell’occhio del ciclone a seguito dell’errore nelle prove libere di Monte Carlo, il giovanissimo olandese non ha più sbagliato un colpo: terzo a Montréal, secondo a Le Castellet, primo al Red Bull Ring, dove ha portato per la prima volta al successo la Red Bull sulla pista di casa. Scattato in maniera perfettibile in partenza, Verstappen si è subito ripreso la posizione su Raikkonen con un po’ di malizia, approfittando poi delle disgrazie Mercedes per vincere, e mantenendo in vita i pneumatici per tutta la gara. Voto: 9

KIMI RAIKKONEN. Quando sente aria di divorzio con la Ferrari – e stavolta potremmo esserci davvero vicini – Raikkonen tira sempre fuori l’orgoglio, e così, anche in questa occasione, si rende protagonista di una bella gara. Scattato benissimo al via, commette qualche errore di troppo nella prima fase, quando viene passato da Bottas, Verstappen e Ricciardo. Nella seconda parte però il registro cambia e il suo ritmo anche, tanto da permettergli di sorpassare nuovamente un Ricciardo che ha chiesto troppo alle sue gomme, riuscendo agevolmente a tenere dietro il compagno Vettel, che lo segue a distanza non risparmiandosi. Con il senno di poi sarebbe bastata un po’ più di attenzione in più nel corso del primo giro per tornare a quella vittoria che manca dal GP di Australia 2013 con la Lotus. Voto: 8

SEBASTIAN VETTEL. Partendo dalla sesta posizione Vettel non poteva fare molto di più… o forse sì. Senza l’errore alla prima curva che gli è costato un paio di posizioni, e soprattutto senza l’errore condiviso con il team nelle qualifiche che gli è valso tre caselle di arretramento in griglia (ha danneggiato Sainz nel corso del suo giro veloce), oggi staremmo parlando con ogni probabilità del vincitore del GP. Invece il ferrarista si deve accontentare di un terzo posto che lo lascia comunque di buon umore, per aver potuto sorpassare nuovamente Hamilton in classifica e, soprattutto, in pista, con una manovra che ha esaltato i tifosi della rossa sugli spalti e a casa. Voto: 8

LEWIS HAMILTON. Oggettivamente, cos’ha sbagliato in gara Lewis Hamilton? Nulla o quasi. La partenza perfetta con la quale ha subito passato Bottas ha lanciato il campione del mondo in carica verso quello che sembrava poter essere l’ennesimo successo della Mercedes sulla pista di Spielberg. Invece, prima un errore macroscopico del team (che non lo ha richiamato ai box in regime di Virtual Safety Car facendogli perdere tre posizioni al successivo pit-stop) poi un’usura eccessiva dei pneumatici sulla sua Mercedes, hanno fatto svoltare in peggio la domenica del britannico. Il ritiro dovuto ha problemi tecnici fa crollare il suo umore, non certo il suo voto. Voto: 8

VALTTERI BOTTAS. L’esaltazione dopo la pole di ieri svanisce dopo pochi giri per Valtteri Bottas, anzi, dopo una sola curva, quando viene passato sia da Hamilton che da Raikkonen. Il finlandese della Mercedes riesce però a raddrizzare la situazione passando nuovamente il suo connazionale e mettendosi dietro al compagno di squadra. Peccato che la rottura precoce del cambio impedisca di poterlo giudicare correttamente. Voto: S.V.

DANIEL RICCIARDO. Non raggiunge la sufficienza in Austria la prestazione del pilota della Red Bull. Ricciardo non ha colpe sul ritiro, ma non si può non notare che con lo stesso mezzo tecnico del compagno a disposizione, stava conducendo una gara ben al di sotto di quella del vincitore Max Verstappen. Dopo le polemiche del sabato, quando aveva accusato il team di favorire il compagno facendolo uscire dopo di lui in qualifica per fargli approfittare della sua scia, l’australiano conclude anzitempo una gara che stava comunque vivendo da comprimario, nonostante un sorpasso su Raikkonen generato comunque da un errore del finlandese. Voto: 5

HAAS. Finalmente la scuderia americana riesce a raccogliere i frutti del proprio lavoro. Combattere con le prime tre squadre là davanti non è l’obiettivo del team di Gene Haas, per cui concludere quarti con Grosjean (finalmente a punti in questo mondiale), e quinti con Magnussen (settimo nella classifica iridata e primo degli altri) rappresenta più del massimo. Il bottino di 22 punti raccolto oggi dai due piloti rappresenta il record storico per la Haas, che prosegue con ottimismo il cammino iridato, risalendo al quinto posto nei costruttori, a -13 dal quarto della Renault. Voto: 9

FORCE INDIA. Domenica da ricordare anche per la tanto bistrattata scuderia di Vijay Mallya, alle prese quest’anno con problemi finanziari più ingenti che in passato. Sergio Perez ed Esteban Ocon rialzano la testa, chiudono rispettivamente sesto e settimo, e portano a casa il miglior weekend dell’anno per la Force India, se si fa eccezione per il terzo rocambolesco posto conquistato dal messicano a Baku. Voto: 7

FERNANDO ALONSO. Resta a ogni gara il rammarico di non poter vedere un campione del calibro di Fernando Alonso al volante di una McLaren (o di una monoposto) più competitiva. Lo spagnolo, partito dai box e su una pista che ben poco si addice alle caratteristiche della propria auto, si rende protagonista di un GP in rimonta, concludendo con un non pronosticato ottavo posto, conquistato a suon di sorpassi. Voto: 8

SAUBER. Due vetture a punti per la prima volta quest’anno e una posizione a centrocampo che sembra ormai acquisita dalla Sauber guidata dal talentino Charles Leclerc, alla quinta top ten negli ultimi sei gran premi, e stavolta con anche il guizzo di Marcus Ericsson, che torna a punti dopo il nono posto del Bahrain. Voto: 7

RENAULT. Un motore andato in fumo, quello di Nico Hulkenberg, e un dodicesimo posto per Carlos Sainz dettato da problemi nella gestione delle gomme, al quale va aggiunto un inconveniente ai box nel corso del secondo pit-stop dello spagnolo. Troppo poco per un team come la Renault che aspira al quarto posto in classifica, ma va incontro al peggior weekend dell’anno. Voto: 4


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