Autore:
Lorenzo Centenari

AUTONOMOUS COPTER Quando il taxi spicca il volo, e non è soltanto un modo di dire. I cieli attorno a Dubai hanno i giorni scorsi tenuto a battesimo la prima corsa di un prototipo di taxi volante senza pilota, o Air Autonomous Taxi nell'alfabeto della mobilità del futuro. Un Volocopter 2X si è alzato da terra nei pressi dello Jumeirah Beach Park e ha sorvolato le sfarzose costruzioni dell'Emirato per qualche minuto, stabilendo una velocità di circa 50 km/h (ma può raggiungere una top speed di circa il doppio). Un test ufficiale vero e proprio, ma a popolare l'abitacolo dell'elitaxi della tedesca Volocopter non solo mancava il pilota, ma anche eventuali passeggeri.

FLYING EMIRATES D'altra parte, prima di autorizzare il trasporto persone in flying air taxi le autorità di Dubai chiedono che il Velocopter si equipaggi di paracadute di emergenza, oltre che di due motori elettrici completamente indipendenti. Sta di fatto che negli Emirati Arabi, così conservativi sotto alcuni aspetti e al tempo stesso così proiettati verso il futuro, si è posata una pietra miliare della new mobility, di una forma di spostamento che non solo esclude l'intervento umano diretto, ma addirittura fa a meno dell'asfalto e delle quattro ruote.

TAXI! TAXI! L'esemplare di Velocopter impiegato per la corsa "fantasma" consiste in un multicottero del tutto simile a un drone nell'aspetto, soltanto di formato maggiore: due metri di altezza, per sette di diametro. Si avvale di 18 rotori, è abilitato al decollo verticale e ha già oltrepassato numerosi test di stabilità. Quando entrerà in servizio, forse già a partire dal 2018, lo speciale taxi dei cieli potrà essere prenotato dal proprio smartphone. Sceicchi e oligarchi già gongolano: entro il 2030, Dubai prevede un tasso di mobilità a guida autonoma del 25-30%. Via terra, ma anche per via aerea. 


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