Test emissioni con scimmie e cavie umane, sospeso manager Volkswagen
Scandalo test emissioni

Cavie umane, prime conseguenze. Sospeso manager Volkswagen


Avatar di Lorenzo Centenari , il 30/01/18

3 anni fa - Sollevato dall'incarico il capo delle relazioni esterne Thomas Steg

Il responsabile delle relazioni esterne Thomas Steg è stato provvisoriamente sollevato dall'incarico. Era a conoscenza dei test

RESPONSABILITÀ Chi sbaglia, paga. In certe aziende, e in certi Paesi, ancora funziona così. Ecco allora che in Volkswagen, scoppiato su scala mondiale lo scandalo dei test sulle emissioni con scimmie e persino esseri umani come cavie, cadono le prime teste. A rimetterci è al momento il responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Thomas Steg, reo a quanto pare di essere stato a conoscenza della prassi incriminata, ma di non averla segnalata ai vertici. Il manager si sarebbe autosospeso dal proprio incarico almeno fino a quando le indagini non saranno in corso, e non verrà fatta piena luce sulla vicenda.

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RIMPIANTI In precedenza, Steg aveva difeso in un un'intervista alla tedesca Bild la decisione, da parte del pool di ingegneri e scienziati coinvolti nei test del 2014, di procedere con esperimenti del genere. La prassi, che interessò anche manager Daimler e BMW, avrebbe rispettato gli standard etici internazionali, inclusi i parametri di una apposita commissione statunitense. Steg ha tuttavia anche ammesso che a distanza di tempo rinnega le scelte prese allora, e che oggi avrebbe agito diversamente: "Ora rimpiango di non aver assunto una posizione differente. Quei test - ammette - non avevano nulla a che fare col progresso scientifico".

REPULSIONE Dal canto suo, il Ceo Volkswagen Matthias Mueller prende le distanze dalla condotta degli autori degli studi sulle scimmie, giudicandoli "ripugnanti e contro i principi etici". Aggiungendo una considerazione ancor più amara: "Nel corso del weekend - ammette Mueller - l'azienda ha compreso quanta strada ancora ci separi dal recupero della piena fiducia dei consumatori". Mueller prende infine atto del gesto volontario di Steg, confermando come "il Gruppo stia investigando sull'episodio" e come lo stesso Steg "si sia assunto di fronte al board la piena responsabilità del suo comportamento. Rispettiamo la sua decisione - dichiara Mueller -, e andiamo avanti con le indagini".


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 30/01/2018
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