Pubblicato il 31/12/20

COI PIEDI PER TERRA Ok, il 2020 non è stato un grande anno, per un sacco di motivi che è inutile star qui a tirar fuori. Tra quelli per cui val la pena ricordarlo (o dimenticarlo), c’è che è stato l’anno in cui ho guidato meno. E quindi, dopo la sana concretezza di Lorenzo e la sfacciataggine di Michele, ho deciso che la mia personalissima Motorbox Car of the Year 2020 sarà quella che più di tutte mi piacerebbe guidare nel 2021. Ed è la Skoda Enyaq. Il motivo? Ve ne dò quattro.

Nuova Skoda Enyaq iV: vista dall'alto

NUMERO 1 È un’auto elettrica, il “genere” che più mi appassiona. Stiamo attraversando uno dei periodi più entusiasmanti per gli appassionati di auto: un’epoca di rivoluzioni, di cambiamenti di paradigma, di stravolgimenti di fronte, come forse mai se ne sono visti nella lunga storia delle quattro ruote. Viverlo in prima persona è eccitante, e ancor di più poterlo raccontare. E l’auto elettrica, piaccia (come a Apple) o non piaccia (come al capo di Toyota), è una delle colonne su cui poggia questa rivoluzione. Come fai a tirarti indietro?

NUMERO 2 Al contrario del punto precedente, Enyaq è un SUV, un genere per il quale non ho mai nutrito grande passione. È più forte di me, non posso farci nulla. Ed è quindi giusto che lo affronti, che superi le diffidenze e cerchi di conoscerlo più da vicino. Lo metto tra i miei propositi per il 2021. E se ci penso, Skoda Enyaq è proprio l’auto perfetta per cominciare: è elettrica, ma è anche un SUV. Ha una linea aggressiva e uno sguardo incazzato, linee tese come fusi e profondi tagli nella carrozzeria. Dentro è più tradizionale, vero, ma c'è un’attenzione alla sostenibilità (riciclo di bottiglie, lavorazioni “vegane”, etc.) che mi fa sempre piacere, e che spero di vedere sempre più spesso nelle auto di domani.

Nuova Skoda Enyaq 2021: fari a LED anche dietro

NUMERO 3 A Skoda sono affezionato, e non solo per storia personale: la prima auto di famiglia comprata dopo il matrimonio è stata una Fabia station wagon, e l’abbiamo amata tantissimo, ben oltre i suoi meriti. Skoda mi piace perché è un marchio concreto, che pensa soprattutto a chi l’auto la deve vivere tutti i giorni, e perché racconta una storia che sa di rivalsa. Ricordo i tempi in cui tutti quanti - me compreso - prendevano in giro le Favorit e le Felicia (non dite di no!). Poi guardo Enyaq e mi stupisco di come la Casa boema sia stata capace, in tutti questi anni, di re-inventare se stessa e il modo in cui viene percepita. Parte del merito va anche a Volkswagen, che ha rilevato l’intero Gruppo nel 2000, ma il risultato rimane comunque notevole.

Nuova Skoda Enyaq iV: i cerchi in lega

NUMERO 4 Sembrerà strano, ma un po’ mi sento legato anche a Enyaq: ne ho scritto praticamente dal giorno in cui ne è stato svelato il nome, fino alla presentazione vera e propria in pompa magna, durante un evento in piena pandemia, alla presenza del primo ministro della Repubblica Ceca. E poco alla volta, un teaser alla volta, ho cominciato ad affezionarmici. Poterla guidare, anche solo per qualche giorno, sarebbe la degna conclusione di questa storia.

Bianchi Aria e-Road: bici da corsa a pedalata assistita

IN SELLA! Nel 2020 ho pedalato, più che guidato, e anche questa è stata una gioia sconfinata. Rubo quindi un paragrafo al mondo dell’auto per eleggere la mia personalissima e-bike del 2020. Tra tutte le biciclette elettriche che ho provato quest’anno, dalle pieghevoli alle mountain bike, dalle urban alle trekking, nessuna mi ha entusiasmato, divertito ma soprattutto sorpreso come la Bianchi Aria e-Road: il perché ve lo spiego qui, nella prova che ho fatto quest’estate.


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