Autore:
Lorenzo Centenari

AUTOASSOLUZIONE Sbrogliare a posteriori la matassa di un sinistro non è mai impresa semplice. A meno che le parti in causa non si offrano di collaborare. Il ruolo di imparzialità che Tesla ha assunto in merito all'incidente occorso a un automobilista a bordo di una Model X, lo scorso mese su una strada della California, alle autorità incaricate di fare luce sull'episodio non sembra tuttavia essere di grande aiuto. Tesla sostiene infatti come l'Autopilot in dotazione all'esemplare coinvolto nel crash non sia in alcun modo responsabile della tragedia. Il conducente avrebbe fatto tutto da solo, con buona pace di chi invece puntava il dito contro il sistema di guida semi-autonoma che equipaggia i modelli Tesla.

DISTRAZIONE DECISIVA Tesla argomenta la propria presa di posizione all'interno di un comunicato ufficiale nel quale, oltre ad esprimere il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, spiega anche perché un malfunzionamento dell'Autopilot non possa essere la causa diretta del sinistro. "La fatalità - sostengono da Palo Alto - risale a una giornata di sole, con una visibilità di centinaia di metri. L'unico modo che Mr Wang avrebbe avuto per finire la propria corsa contro le barriere di protezione, era quella di non prestare attenzione alla strada. Ignorando quindi gli avvertimenti multipli del sistema di bordo". In parole povere, e spietate: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. E Tesla si autoproclama innocente.

NESSUNO È PERFETTO I famigliari del signor Wang hanno tuttavia, a più riprese, citato le lamentele espresse in precedenza dalla vittima circa l'efficacia e il grado di sicurezza dell'Autopilot in sé. Secondo le testimonianze del proprietario, nello stesso identico punto in cui la Model X ha sbattuto, in più di una circostanza il software avrebbe tentato autonomamente di sterzare le ruote verso le barriere. Mostrando perciò un pericoloso difetto di funzionamento. Tesla risponde anche a questa osservazione: "Wang era consapevole delle imperfezioni del programma. Tanto da aver sconsigliato ai propri familiari, nell'eventualità, di azionarlo in quel determinato tratto di strada. Ciononostante, negli istanti precedenti all'impatto, l'Autopilot era inserito".

COSA (NON) È L'AUTOPILOT Già, non vi è più alcun dubbio che la Tesla Model X che qualche attimo dopo si sarebbe frantumata, viaggiava con Autopilot in posizione "on". La chiave risiede nella natura stessa del sistema sviluppato dall'azienda di Elon Musk: l'Autopilot NON è guida autonoma. Come molti altri programmi in dotazione a Suv e berline premium, esso consiste in un sistema evoluto di assistenza alla guida, un dispositivo che in particolari circostanze solleva il driver dal gesto di tenere le mani sul volante. Dopo un determinato lasso di tempo, l'Autopilot si disattiva automaticamente. Ma non prima di aver avvertito il guidatore. Con messaggi visivi e segnali acustici. Se non riprendi i comandi, sono affari tuoi. E puoi rimetterci la vita.


TAGS: tesla tesla model x tesla autopilot tesla guida autonoma tesla model x incidente mortale