Autore:
Lorenzo Centenari

UNA NEWS AL GIORNO... Non passa giorno che su Tesla Model 3 non esca una nuova notizia. Generalmente, una brutta notizia. Stavolta, a risucchiare la berlina elettrica californiana è una polemica riguardo ai materiali: una nutrita schiera di dipendenti attuali e passati rivela come i ritardi di assemblaggio e di consegna siano in larga parte da attribuire alla scarsa affidabilità di numerose componenti. Che richiedono interventi di riparazione, rallentando così l'intero processo.

SI FA ATTENDERE Un ingegnere Tesla avrebbe in particolare confidato alla emittente CNBC come addirittura il 40% dei pezzi fabbricati presso lo stabilimento di Fremont, o che al sito giungono da fornitori esterni, siano afflitti da difetti di varia natura. La sostituzione o la riparazione comporterebbe un dispendio di tempo e di risorse tale da interferire coi regolari programmi di produzione e di consegna della Model 3, quasi un'auto "fantasma".

UNA COSUCCIA DA NIENTE L'azienda avrebbe dal canto suo minimizzato la portata del problema, sostenendo come la stragrande maggioranza delle imperfezioni relative alle componenti meccaniche e di carrozzeria di Model 3 siano di modesta entità, e che normalmente non richiedano che qualche minuto di lavorazione supplementare. Tesla ribadisce inoltre come ogni esemplare venga sottoposto a fine linea a numerosi test, ispezioni e controlli di qualità.

SITUAZIONE DELICATA Ma è ormai sotto gli occhi di tutti come Tesla, nell'evadere gli ordini della propria miracolosa berlina a zero emissioni e a costi sostenibili, stia incontrando serie difficoltà . Tanto che il Wall Strett Journal, riferendosi a Elon Musk e alla propria titanica impresa, avrebbe parlato sulle sue colonne di "make-or-break situation". Un modo come un altro per dire: o Tesla recupera il tempo perso (e la propria credibilità industriale e commerciale), o sono guai seri. 


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